Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.
L’anno del quale ci andiamo ad occupare fu prolifico per la musica rock . E’ quindi un compito piuttosto arduo isolare i dieci dischi rock più significativi del 1968.
Anche se si tratta di una lista essenzialmente basata sui miei gusti personali, quindi sicuramente opinabile, in essa si tiene conto dell’importanza del disco in termini di influenza sulla musica a venire e anche dei dati di vendita e di successo popolare e di critica.
Basti pensare che praticamente nessuno degli artisti storici è assente come uscite nel 1968. Si parte da Jimi Hendrix con il suo Electric ladyland, considerato spesso il suo miglior lavoro, proseguendo con i Pink Floyd che pubblicano A saucerful of secrets, i Rolling stones con Beggar Banquet e i Doors con Waiting for the sun.
Sicuramente poi non si può dimenticare un disco epocale come il White album dei Beatles ed un altro altrettanto importante come Cheap thrills con il debutto ufficiale della inarrivabile Janis Joplin.
I i dischi contenuti in questa “classifica” quindi sono fondamentalmente pietre miliari nella storia del rock e non dovrebbero mancare in una collezione di dischi in vinile rock che si rispetti.
Seguendo un ordine abbastanza casuale partiamo da un gruppo che è passato alla storia sopratutto per un brano davvero particolare, a partire dal titolo, e cioè gli Iron butterflies e con il brano è In-a-gadda-da-vida. Narra la leggenda che il titolo in questione sia in realtà una storpiatura, dovuta all’ubriachezza del cantante del gruppo Doug Ingle. Il vero titolo sarebbe dovuto essere In the garden of Eden. La realtà, a prescindere dal titolo, è che il brano, caratterizzato da un inconfondibile riff di chitarra , e l’intero LP che lo contiene frutteranno agli Iron Butterflies un disco di platino, il primo della storia della musica rock, e la possibilità di entrare di diritto nella storia del rock.
Come scritto nelle primevrighe di questo articolo, nel 1968 Jimi Hendrix pubblica Electric ladyland, probabilmente il suo disco migliore. Nella lista dei brani contenuti nel vinile si trovano alcuni dei brani che hanno reso immortale la chitarra di Hendrix come Vodoo child e Crosstown traffic oltre la celeberrima cover di All along the watchtower scritta da Bob Dylan per il suo John Wesley Harding, pubblicato nel Dicembre del 1967. Electric ladyland è un disco epocale, una autentica pietra miliare del rock, dal quale hanno tratto ispirazione intere generazioni di musicisti rock ma non soltanto.
Dal punto di vista commerciale il disco riscosse anche nell’immediato un ottimo successo diventando per ben due volte disco di platino negli USA.
Nell’Agosto del 1968 esce un’altra pietra miliare della musica rock che è anche, come a volte accade nel mondo del rock, una sorta di testamento. Wheels of Fire dei Cream infatti contiene la quintessenza della filosofia musicale della band che si esplicita mescolando rock, blues e psichedelia e si esanta durante le performances live dove emerge prepotentemente la perizia tecnica dei tre componenti della band, Eric Clapton, Jack Bruce e Ginger Baker.
Il disco, in realtà un doppio, è formato da due parti, una costituita da brani registrati in studio e l’altra contenente le tracce registrate del vivo. Le tracce registrate in studio hanno come caratteristica quella di avere un quarto elemento. Si tratta del produttore del disco, Felix Pappalardi, che suona la viola, il clavicembalo, campana e organo, e arricchisce le composizioni utilizzando effetti elettronici all’epoca decisamente d’avanguardia.
Il disco è anche un testamento perché il trio, a causa della troppa competizione fra le tre personalità, alla fine del 1968 si scioglierà ed ognuno dei tre membri intraprenderà una propria carriera solistica.
Sempre nell’Agosto del 1968 esce Cheap Thrills, famosissimo album della Big brother and the holding company con alla voce una strepitosa Janis Joplin. La cantante in questo disco da una prova particolarmente convincente delle sue qualità canore con brani entrati di diritto nella storia della musica come Piece of my heart, Summertime e Ball and chain, quest’ultima registrata dal vivo al Fillmore di San Francisco.
Il disco ebbe un grande successo di pubblico. Cheap thrills infatti si piazzò al primo posto della classifica Billboard e ci rimase per ben otto settimane arrivando a vendere oltre un milione di copie.
Di grande impatto è anche la copertina realizzata appositamente, per desiderio di Janis Joplin, da Robert Crumb il celebre fumettista americano.
Dopo questo disco Janis Joplin lasciò i Big brother and the holding company per intraprendere la carriera da solista accompagnata da una nuova band Kozmic blues band con la quale realizzerà il suo album successivo, I Got Dem Ol’ Kozmic Blues Again Mama.
In questo anno davvero ricchissimo di grandi successi musicali arrivano anche i Creedence Clearwater revival che pubblicano il loro primo album omonimo. Si trattava di un album blues inevitabilmente influenzato dalla psichedelia tipica di quegli anni. Al suo interno si trovano reinterpretazioni di classici degli anni Quaranta e Cinquanta che evidenziavano il carattere folk revival del gruppo. Prova ne è il brano scelto come primo singolo cioè una cover di Susie Q, brano di Dale Hawkins, interpretato dai Creedence in maniera decisamente rock.
Oltre ai brani revival, l’album includeva comunque anche tracce originali, firmate per la quasi totalità da John Fogerty.
Nel 1968 esce anche A saucerful of secrets, secondo album registrato dai Pink Floyd e ultimo con Syd Barrett. Per la verità la collaborazione di Barrett già in questo disco è piuttosto ridotta. Infatti è proprio in questo periodo che comincia ad accusare pesantemente squilibri di tipo psichiatrico.
I contributi di Barrett a A saucerful of secrets furono la chitarra su Remember a Day, Set the Controls for the Heart of the Sun, Corporal Clegg. Jugband Blues invece è l’unico brano presente sul disco da lui scritto e interpretato.
Proprio questo progressivo allontanamento di Syd Barrett dal gruppo consente a Roger Waters di influire profondamente sulle sonorità della band, portando nelle composizioni una forte dose di melodia e trasformando il disordine apocalittico e spaziale di The piper at the gates of dawn in un qualcosa di più coerente e ordinato, che raggiungerà la sua perfezione solo diversi anni dopo.
Ciò che rende unico A saucerful of secrets probabilmente è proprio la convivenza di questi due lati della band, quello rappresentato dalle visioni di Barrett e quello più concreto rappresentato dalle idee di Waters.
La copertina, come molte altre della produzione dei Pink Floyd, sono dell’Hipgnosis di Storm Thorgerson.
L’immagine principale è formata da un collage di 13 foto diverse tra le quali figurano alcuni frammenti del fumetto del Dottor Strange, l’immagine di un alchimista, immagini di ampolle e bottiglie, una ruota con i segni zodiacali, il sole, alcuni pianeti e una piccola foto del gruppo sulle rive di un fiume.
Se con i Pink Floyd siamo ancora in piena psichedelia con i Rolling Stones e il loro Beggars banquet la situazione cambia e non poco. Per gli Stones è arrivato il momento di lasciarsi alle spalle l’avventura psichedelica, che in verità poco si addiceva alla band, e di buttarsi a capofitto nel clima arroventato del sessantotto, tanto che Mick Jagger arriverà a partecipare in prima persona ad alcune manifestazioni contro la guerra in Vietnam.
Dal punto di vista musicale Mick Jagger e soci compiono una sorta di ritorno alle origini riappropriandosi delle sonorità rock e blues che erano state le loro fonti originarie.
In questo momento però non fanno più un semplice omaggio ai loro artisti preferiti ma fanno proprie queste sonorità e le utilizzano per creare nuove ed originali composizioni. Esempio lampante è una dei brani più celebri della band che fa parte proprio di questo album, Sympathy for the devil, e che è una delle più importanti testimonianze della collaborazione creativa del duo Jagger/Richards.
Nel libro del 2003 According to the Rolling Stones, a proposito Sympathy for the devil Watts affermò: «Sympathy è una di quelle canzoni dove provammo di tutto. La prima volta in assoluto che la sentii fu quando Mick me la suonò davanti alla porta di casa mia nel Sussex… La suonava interamente da solo… ed era fantastica. Provammo un sacco di diversi modi nella quale suonarla; alla fine suonai un ritmo jazz latino nello stile di Kenny Clarke in A Night in Tunisia – non proprio lo stesso ritmo, ma nel medesimo stile». (Fonte Wikipedia)
Beggars banquet da quindi inizio ad una profonda trasformazione della musica degli Stones che sarà confermata dai tre dischi successivi Let It Bleed, Sticky Fingers, e Exile on Main St con i quali forma una quadrilogia di capolavori storici della discografia dei Rolling Stones.
L’abbandono della psichedelia e la volontà di trovare sonorità scevre di qualsiasi tipo di sovrastruttura inutile caratterizza anche il disco dei Beatles. The Beatles aka White album è un disco minimale a partire dalla scelta della copertina che è totalmente bianca in contrapposizione al trionfo di colore che era stata la cover di Sgt. Pepper.
Questa necessità di essenzialità nel caso dei Beatles era anche dettata dal fatto che la storia della band era arrivata ormai al capolinea e i quattro, in buona sostanza, non si sopportavano più a vicenda. Quindi la lavorazione del disco procede su binari separati e, quando ci sono delle collaborazioni, sono ridotte al minimo, all’essenziale appunto.
Il white album è il disco che sancisce la fine della più importante band della musica contemporanea e contemporaneamente certifica la nascita di quattro nuovi artisti solisti. E da solisti infatti gli ormai ex fab four si comportano mentre registrano questo album.
Ognuno procedeva e componeva per proprio conto, portando di propria iniziativa collaboratori e session man negli Abbey Road Studios. L’esempio più famoso è probabilmente quello di George Harrison che portò con se Eric Clapton egli conferì il titolo di chitarrista solista all’interno di While My Guitar Gently Weeps, che Clapton personalizzerà con un assolo alla sua maniera.
Nonostante tutto, questo nuovo album fu subito accolto molto positivamente dalla critica e anche dal pubblico. Infatti in meno di due mesi il disco vendette oltre quattro milioni di copie. Il successo del White album non fu relativo al solo 1968 ma si prolungò nel tempo perchè questo disco è risultato essere il doppio vinile più venduto di sempre. Inoltre a tutt’oggi rimane l’album dei Beatles più venduto negli Stati Uniti, con ben 19 dischi di platino.
La psichedelia, pur non essendo il tema dominate, è ancora presente nel terzo disco dei Doors Waiting for the sun. Questo album considerato un pò più commerciale dei due precedenti consacra i Doors al successo di massa perchè è il primo loro lavoro a raggiungere la prima posizione nella classifica USA vendendo oltre nove milioni di copie. E’ anche il primo disco dei Doors a comparire nella classifica UK. Anche il singolo estratto ebbe un ottimo successo. Infatti Hello, i love you conquistò la prima posizione della billboard hot 100 e vendette oltre un milione di copie (disco d’oro).
La genesi del disco fu piuttosto travagliata soprattutto per i problemi di alcolismo di Morrison. Originariamente infatti l’intera prima facciata del disco doveva essere occupata da una grande composizione musicale e poetica di carattere apocalittico scritta dallo stesso Jim Morrison. Il brano si sarebbe dovuto intitolare Celebration of the Lizard ma il gruppo non riuscì mai a registrare una versione completa e convincente dell’intera composizione. Sull’album rimase quindi solo il frammento intitolato Not to Touch the Earth.
Questa mega composizione poetica verrà poi riproposta quasi completa in una versione dal vivo sull’album Absolutely Live del 1970.
Chiudiamo la carrellata dei dieci dischi rock più significativi del 1968 con un vinile leggendario. Nel Gennaio del 1968 Johnny Cash decide di tenere due concerti all’interno del carcere di Folsom. Questi concerti hanno un alto contenuto e un altrettanto alto contenuto simbolico. Cash stesso, con il suo allora recente passato fatto di eccessi e di notti passate in galera, si sente particolarmente vicino a quelle persone che lo ascoltano da dietro le sbarre.
Le registrazioni di questi concerti produssero il materiale necessario per la pubblicazione di un doppio album intitolato At Folsom prison.
At Folsom Prison probabilmente non contiene tutta la musica migliore scritta da Johnny Cash, anche se contiene pezzi storici come Cocaine Blues, Folsom Prison Blues e Orange Blossom Special, ma è la rappresentazione migliore della grandezza di questo artista.
Lascia un commento