Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.
Uscito nel 1968 Beggars Banquet è il settimo disco della discografia UK dei Rolling Stones (il nono per quanto riguarda quella statunitense).
Il disco, pubblicato dalla Decca in UK (SKL 4955) e dalla London Records in USA (PS 539) rappresenta un importante punto di svolta nella produzione musicale dei Rolling Stones.
In Beggars Banquet per la prima volta gli Stones accantonano le sonorità pop rock e psichedeliche tipicamente inglesi utilizzate nei loro precedenti lavori, uno per tutti Their Satanic Majesties Request pubblicato l’anno precedente, e adottano un linguaggio musicale fortemente orientato alle sonorità tipiche USA.
I brani raccolti nel vinile sono marcatamente di impostazione blues, rock e folk e, in più, non sono covers ma tutti brani partoriti dalla sempre più proficua collaborazione tra Mick Jagger e Keith Richards. Inoltre Mick Jagger decise di ingaggiare per la produzione Jimmy Miller, che aveva già lavorato con successo con i Traffic di Steve Winwood e con lo Spencer Davis Group.
La collaborazione tra Miller e il duo creativo Jagger/Richards fu evidentemente un successo che produsse risultati importanti anche negli anni seguenti. La produzione di Miller infatti arrivò fino al 1973, favorendo la realizzazione dei masterpieces degli Stones, ovvero Let It Bleed, Sticky Fingers, e Exile on Main St, oltre ovviamente al disco del quale stiamo parlando in questo articolo.
La canzone più significativa contenuta in Beggars Banquet è sicuramente la celeberrima Sympathy For The Devil. Si tratta indubbiamente di uno dei testi maggiormente analizzati della storia del rock che anche all’epoca provocò non poche proteste e alzate di scudi venendo interpretato, da una certa parte benpensante e bigotta della società, come una sorta di elegia a Satana, cosa che portò all’inevitabile accusa di satanismo nei confronti della band. Molto interessante, per chi fosse interessato all’approfondimento, è il documentario realizzato nel 1968 da Jean-Luc Godard intitolato One plus one (aka Simpathy for the devil, in Italia I rolling stones secondo Godard).
Nel film vengono mostrati i Rolling Stones in studio di incisione nel 1968, mentre lavorano a Sympathy for the Devil, seguendone la genesi completa dalle prime versioni abbozzate alla versione finale finita poi su disco.
Fonte Wikipedia: ” L’album venne pubblicato a fine 1968, il 6 dicembre in Inghilterra e il 7 dicembre negli Stati Uniti. Commercialmente fece peggio del precedente Their Satanic Majesties Request, raggiungendo la medesima posizione numero 3 in patria, ma soltanto la numero 5 negli Stati Uniti, venendo però acclamato dalla critica in maniera quasi pressoché unanime, e in retrospettiva definito “il più grande album di rock degli anni sessanta”.
« Gli Stones sono tornati alle loro radici e questo è l’album migliore che abbiano mai fatto. »
(Disc, 23 novembre 1968.)
« Gli Stones sono tornati e hanno riportato il rock and roll. »
(Rolling Stone, 10 agosto 1968.)
« L’album strabocca di quel rock duro e lussurioso che ha fatto degli Stones i più sovversivi schiamazzatori dalla banda di Fagin (Oliver Twist) in poi. Cedendo a un umore assai diffuso nel mondo del pop, Beggars Banquet ritorna alla vitalità selvaggia del rythm & blues negro e all’autentica semplicità della country music. »
(Time Magazine, 11 ottobre 1968.)
« Questo album sta ai Beatles come Courbet sta a Manet, Michelangelo a Tintoretto, il Realismo all’Espressionismo. »
(International Times, 15 novembre 1968.)
« C’è di tutto: la Bibbia, Satana, scontri di piazza e naturalmente sesso. La cosa migliore mai fatta dagli Stones. »
(Sunday Mirror, 1º dicembre 1968.)
« Beggars Banquet rimane a tutt’oggi uno dei migliori album della storia del rock. »
(Steve Appleford, 1997.)
« I testi parlano di sesso, droga, politica. Gli Stones sono i moderni outlaw della musica, che, come i loro leggendari antenati di colore, corteggiano il demonio e suonano da lui ispirati. »
(Piero Scaruffi, 1999.)
« Beggars Banquet è un’opera potente e sfrontata, lacerante e capricciosa, sovraintesa da un paio di capolavori come Sympathy for the Devil e Street Fighting Man. »
(Enzo Gentile, Dizionario del pop rock, 2002.)
« Il disco degli Stones più vicino al puro blues è anche il loro più intimamente rock, per molti quello della ribellione matura e consapevole – quindi pericolosa – e per altri quello che meglio condensa l’idea di sex & drugs & rock and roll. Album straordinariamente bello, comunque sia. »
(Blow Up, 2003.)
Traklist dell’album
Lato A
Sympathy for the Devil – 6:18
No Expectations – 3:56
Dear Doctor – 3:21
Parachute Woman – 2:20
Jigsaw Puzzle – 6:05
Lato B
Street Fighting Man – 3:15
Prodigal Son (Robert Wilkins) – 2:51
Stray Cat Blues – 4:37
Factory Girl – 2:08
Salt of the Earth – 4:47
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