Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.
Sticky Fingers è il primo album dei Rolling Stones uscito negli anni settanta, precisamente nell’Aprile del 1971.
Sticky fingers è anche il primo album interamente prodotto dalla loro etichetta discografica, la Rolling Stones Records, nata dopo la rottura del contratto con la Decca.
Infine e’ anche il primo disco realizzato dagli Stones con Mick Taylor come membro a pieno titolo.
Dal punto di vista stilistico “Sticky Fingers” rappresenta un mix di generi, tra cui rock, blues, e influenze country. È proprio questa diversità stilistica a rendere l’album particolarmente significativo nella produzione dei Rolling Stones.
L’album è stato prodotto da Jimmy Miller, noto per la sua collaborazione con i Rolling Stones in diversi progetti. La registrazione è stata effettuata in vari studi, inclusi i Rolling Stones Mobile Studio e Muscle Shoals Sound Studio.
“Sticky Fingers” ha ottenuto un grande successo commerciale, raggiungendo le vette delle classifiche in molti paesi. La critica ha elogiato l’innovazione musicale e la maturità artistica della band.
Scalò la classifica inglese fino a raggiungere il numero 1 e lo stesso accadde per quella statunitense dove il disco rimase al numero uno per quattro settimane.
Come primo singolo estratto nel maggio 1971 venne pubblicato Brown Sugar , che
diventò immediatamente un successo da numero 1 in classifica negli Stati Uniti e si piazzò al numero 2 in Gran Bretagna. Il singolo USA contiene solo Bitch come lato B mentre la versione britannica ha anche un’altra traccia che è un live di Let It Rock, una cover del brano di Chuck Berry, registrato sempre nel 1971 durante un tour in Inghilterra.
La copertina, disegnata da Andy Warhol, è diventata celebre per la sua grafica provocatoria e interattiva: una cerniera funzionante al centro che, quando veniva aperta, rivelava il sottostante pannello di biancheria intima.
All’immagine di questa copertina abbiamo abbiamo dedicato un articolo all’interno delle cover stories.
Il “pacco” maschile stretto dentro un paio di attillati blue jeans, all’inizio fu creduto da molti fan appartenere a Mick Jagger, mentre invece il modello utilizzato fu Joe Dallesandro, attore dei film di Warhol.
In Spagna, la copertina originale fu ritenuta troppo scandalosa e venne sostituita dalla non meno sinistra foto di un barattolo dal quale spuntavano delle dita femminili; inoltre Sister Morphine, per i riferimenti alla droga contenuti nel testo della canzone, fu tolta dalla scaletta dei brani e rimpiazzata da Let it Rock, una cover di un brano di Chuck Berry.
Nel 1992, la pubblicazione in LP dell’album
in Russia fu modificata con il lettering del titolo e il nome della band in cirillico, e la foto del modello in jeans fu sostituita con l’equivalente al femminile per suscitare minore scandalo.
Complessivamente, “Sticky Fingers” è un album che continua a essere considerato uno dei migliori della carriera dei Rolling Stones, che con questo disco dimostrano la loro versatilità e influenza duratura nella storia della musica rock.
Nel 2003 l’album è stato inserito dalla rivista Rolling Stone alla posizione numero 63 nella loro lista dei migliori 500 dischi di sempre.
Lista dei brani
Brown Sugar – 3:50
Sway – 3:45
Wild Horses – 5:41
Can’t You Hear Me Knocking – 7:17
You Gotta Move 2:32
Bitch – 3:42
I Got The Blues – 4:00
Sister Morphine – 5:34
Dead Flowers – 4:05
Moonlight Mile – 5:56

[…] era stato metabolizzato e superato con l’ingaggio dell’ex Bluesbreakers Mick Taylor e anche se Sticky Fingers, il primo album da poco pubblicato dalla Rolling Stones Records, era balzato in cima alle […]