Last Updated on 8 Luglio 2026 by Massimo M.
Discografia dei Rolling Stones
Come accaduto per i Beatles, anche i Rolling Stones hanno visto per i primi anni della loro attività una discografia per il mercato americano ed una per quello inglese/europeo. Questa doppia discografia è perdurata sino alla pubblicazione di Between the Buttons, cioè fino al 1967. Negli USA sono infatti usciti LP appositi per quel mercato quali Flowers, December’s Children (And Everybody’s) e The Rolling Stones, Now!.
Lo stesso Aftermath (1966), uscito quasi in contemporanea su entrambe le sponde dell’Atlantico, ha una lista tracce diversa a seconda che si tratti dell’edizione inglese (con What to Do e Out of Time) o americana (con Paint It Black).
Dopo il successo di Hackney Diamonds (2023), i Rolling Stones tornano con un nuovo capitolo della loro straordinaria discografia: Foreign Tongues, in uscita il 10 luglio 2026, che va così ad arricchire ulteriormente una carriera discografica lunga oltre sessant’anni.
Studio albums
The Rolling Stones Pubblicato: 16 aprile, 1964 Label: Decca Records
12 x 5 Pubblicato: 17 ottobre, 1964 Label: London Records
The Rolling Stones No.2 Pubblicato: 15 gennaio, 1965 Label: Decca Records – Mercato UK
The Rolling Stones, Now! Pubblicato: 13 febbraio, 1965 Label: London Records – Mercato USA
Out of Our Heads Pubblicato: 24 settembre, 1965 Label: Decca Records
December’s Children (And Everybody’s) Pubblicato: 4 dicembre, 1965 Label: London Records – Mercato USA
Aftermath Pubblicato: 15 aprile, 1966 Label: Decca Records – Disco uscito con track list diversa a seconda del mercato, USA o UK. La versione americana contiene Paint It Black.
Between the Buttons Pubblicato: 20 gennaio, 1967 Label: Decca Records
Flowers Pubblicato: 26 giugno, 1967 Label: London Records – Mercato USA
Their Satanic Majesties Request Pubblicato: 8 dicembre, 1967 Label: Decca Records
Beggars Banquet Pubblicato: 6 dicembre, 1968 Label: Decca Records
Let It Bleed Pubblicato: 5 dicembre, 1969 Label: Decca Records
Sticky Fingers Pubblicato: 23 aprile, 1971 Label: Rolling Stones Records
Exile on Main St. Pubblicato: 12 maggio, 1972 Label: Rolling Stones Records
Goats Head Soup Pubblicato: 31 agosto, 1973 Label: Rolling Stones Records
It’s Only Rock ‘n’ Roll Pubblicato: 18 ottobre, 1974 Label: Rolling Stones Records
Black and Blue Pubblicato: 23 aprile, 1976 Label: Rolling Stones Records
Some Girls Pubblicato: 9 giugno, 1978 Label: Rolling Stones Records
Emotional Rescue Pubblicato: 20 giugno, 1980 Label: Rolling Stones Records
Tattoo You Pubblicato: 24 agosto, 1981 Label: Rolling Stones Records
Undercover Pubblicato: 7 novembre, 1983 Label: Rolling Stones Records
Dirty Work Pubblicato: 24 marzo, 1986 Label: Rolling Stones Records
Steel Wheels Pubblicato: 29 agosto, 1989 Label: Rolling Stones Records
Voodoo Lounge Pubblicato: 11 luglio, 1994 Label: Virgin Records
Bridges to Babylon Pubblicato: 29 settembre, 1997 Label: Virgin Records
A Bigger Bang Pubblicato: 5 settembre, 2005 Label: Virgin Records
Hackney Diamonds Pubblicato: 20 ottobre, 2023 Label: Polydor Records
Foreign Tongues Pubblicato: 10 luglio, 2026 Label: Polydor Records – Prodotto da Andrew Watt, con la partecipazione di Paul McCartney, Steve Winwood, Robert Smith e Chad Smith, e una traccia registrata con Charlie Watts prima della sua scomparsa.
Live records
Got Live If You Want It! – Pubblicato solo negli USA – Pubblicato il 10 dicembre 1966 dall’etichetta London Records
Get Yer Ya-Ya’s Out! – Pubblicato il 4 settembre 1970 dall’etichetta Decca Records
Love You Live – Pubblicato il 23 settembre 1977 dall’etichetta Rolling Stones Records
Still Life – Pubblicato il 1º giugno 1982 dall’etichetta Rolling Stones Records
Flashpoint – Pubblicato il 2 aprile 1991 dall’etichetta Rolling Stones Records
Stripped – Pubblicato il 13 novembre 1995 dall’etichetta Virgin Records
The Rolling Stones Rock and Roll Circus – Pubblicato il 14 ottobre 1996 dall’etichetta Decca Records
No Security – Pubblicato il 2 novembre 1998 dall’etichetta Virgin Records
Live Licks – Pubblicato il 1º novembre 2004 dall’etichetta Virgin Records
Shine a Light – Pubblicato il 1º aprile 2008 dall’etichetta Polydor Records
Foreign Tongues (2026): il nuovo album dei Rolling Stones

Tre anni dopo Hackney Diamonds (2023), disco premiato con il Grammy come miglior album rock, i Rolling Stones tornano con Foreign Tongues, venticinquesimo album in studio della discografia dei Rolling stones, pubblicato il 10 luglio 2026 per Polydor/Universal. Un traguardo notevole per una band che, a oltre sessant’anni dagli esordi, continua a produrre materiale inedito con la stessa energia e la stessa voglia di sperimentare.
La genesi del disco
Le registrazioni si sono svolte in meno di un mese ai Metropolis Studios di West London, con la produzione affidata nuovamente ad Andrew Watt, già dietro la consolle di Hackney Diamonds. Il disco raccoglie sia materiale scritto ex novo sia alcune composizioni rimaste fuori dall’album precedente, oltre a una traccia proveniente dalle ultime sessioni in studio di Charlie Watts, risalenti al 2021.
Gli ospiti: da Paul McCartney a Robert Smith
Come già accaduto per Hackney Diamonds, anche Foreign Tongues vanta un parterre di ospiti di prim’ordine: Paul McCartney, Steve Winwood, Robert Smith dei The Cure e Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers. Curiosamente, McCartney stava registrando nello studio accanto già durante le session di Hackney Diamonds e in quell’occasione aveva espresso il desiderio di partecipare a un futuro disco della band: questa volta l’incontro si è finalmente concretizzato.
Ancora più curioso l’aneddoto legato a Robert Smith. Durante un evento di lancio a Brooklyn condotto da Conan O’Brien, Mick Jagger ha raccontato di essersi imbattuto in studio in una figura misteriosa, vestita con una lunga tunica scura e il viso coperto di rossetto: solo voltandosi si è accorto che si trattava proprio del frontman dei The Cure, che i due non avevano mai incontrato di persona prima di allora. Da quell’incontro casuale è nata la partecipazione di Smith come voce di sottofondo in uno dei brani del disco.
L’ultimo saluto di Charlie Watts
Il momento più toccante dell’album è probabilmente Hit Me in the Head, un brano dal ritmo serrato e dalle venature punk che include una delle ultime registrazioni realizzate da Charlie Watts prima della sua scomparsa, avvenuta nell’agosto 2021 all’età di 80 anni. Per il resto del disco, la batteria è affidata a Steve Jordan, scelto proprio su indicazione dello stesso Watts negli ultimi anni della sua vita.
Una campagna promozionale in “lingue straniere”
Il titolo dell’album ha ispirato anche la strategia di lancio: nelle settimane precedenti l’annuncio ufficiale sono comparsi manifesti in diverse città del mondo con la scritta “Foreign Tongues” tradotta nelle lingue locali. Prima ancora, la band aveva pubblicato a sorpresa il singolo Rough and Twisted in un vinile 12 pollici prodotto in quantità estremamente limitate, a nome The Cockroaches, lo pseudonimo che i Rolling Stones utilizzavano occasionalmente negli anni ’70 per esibirsi in concerti segreti in locali di piccole dimensioni.
La tracklist completa
- Rough and Twisted
- In the Stars
- Jealous Lover
- Mr. Charm
- Divine Intervention
- Ringing Hollow
- Never Wanna Lose You
- Hit Me in the Head
- You Know I’m No Good (cover di Amy Winehouse)
- Some of Us
- Covered in You
- Side Effects
- Back in Your Life
- Beautiful Delilah (cover di Chuck Berry)
Un dettaglio curioso: la tracklist è stata svelata per la prima volta su Apple Music con i titoli tradotti in lingue diverse, coerentemente con il concept dell’album, prima che venisse confermata la versione ufficiale in inglese.
La copertina e le prime reazioni della critica
La copertina, intitolata Trinity, è un’opera dell’artista americano Nathaniel Mary Quinn: un ritratto surreale e a collage che fonde i volti dei membri della band. L’artwork ha diviso i fan, ricevendo un’accoglienza piuttosto tiepida.
Anche la critica si è divisa: alcune testate, come The Guardian, hanno sottolineato il lato più politico e attuale del disco, con testi che affrontano temi legati al potere e alla società contemporanea; altre, come Rolling Stone, lo hanno descritto come un disco che non cerca sperimentazioni radicali, ma offre ai fan esattamente il suono che si aspettano dalla band, rimanendo fedele alle radici blues e rock and roll del gruppo.
Discografia di Mick Jagger


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