Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.
Oggi, 9 Novembre 2018, viene resa disponibile sul mercato una nuova riedizione di The Beatles, meglio conosciuto come The white album. Questa versione viene distribuita per celebrare i 50 anni dall’uscita del disco avvenuta per l’esattezza il 22 Novembre del 1968.
L’occasione per parlare di questo disco straordinario è troppo ghiotta e quindi lo facciamo subito.
Come già detto il White Album dei Beatles fu pubblicato nel 1968 dalla Apple records con numero di catalogo PCS 7067-8 per la versione stereo e PMC 7067-8 per la versione mono. Le copertine dei dischi stampati in versione stereo hanno la parola “Stereo” stampata in grigio verso l’angolo in alto a destra. Ci sono però alcune prime copie stereo dell’album che pur essendo versioni stereo non hanno la dicitura stampata.
La storia del disco è abbastanza conosciuta. Reduci dall’insuccesso del progetto Magical Mystery Tour e ancora sofferenti per la perdita del loro manager Brian Epstein, i Beatles furono vittime di un inarrestabile declino, prima umano che artistico, che li portò di li a poco a vivere una specie di anarchia che portò alla definitiva divisione del gruppo in quattro entita’ separate, governate dei loro rispettivi incontenibili ego. In breve tempo essi diventarono a tutti gli effetti musicisti e compositori solisti.
Inoltre il nuovo disco aveva l’onere di succedere a SGT.Pepper che era stato un capolavoro assoluto ed una pietra miliare nella storia del pop-rock e della musica moderna in generale. Si trattava quindi di un disco sul quale si addensavano una quantità esegerata di aspettative alimentando così una tensione che era già arrivata a livelli pericolosamente alti. La dicotomia espressa da Lennon e McCartney in questo album è molto evidente come molto evidente è la maturazione artistica di George Harrison fino a questo momento pesantemente oscurata. Perfino lo stoico Ringo Starr da di matto e se ne va per qualche settimana a sbollire il nervosismo accumulato.
Se con Sgt. Pepper i Beatles arrivarono a toccare il cielo con un dito, provocando la seconda grande rivoluzione di massa in ambito musicale, questo ultimo album si concretizzarà, secondo la volonta’ dei quattro di Liverpool, come nemesi di Sgt. Pepper. La sperimentazione semi-psichedelica e gli eccessi creativi lasciano il posto all’anarchia musicale piu’ devastante, probabilmente l’ultima provocazione dei fab four.
Sin dalla prima traccia, Back In The USSR, e’ fin troppo chiaro che l’album si sarebbe fondato su coordinate del tutto differenti da quelle avanguardistiche dei dischi precedenti. Con Sgt. Pepper, i Beatles avevano dato dimostrazione al mondo intero che la loro musica aveva il diritto di essere considerata nuova forma d’arte contemporanea. The Beatles, invece, ha tutt’altre ambizioni. Il disco e’ un susseguirsi di suoni e distorsioni, in continuo bilico tra rock’n’roll e eteree ballate dall’appeal psichedelico o pseudo-avanguardiste, con qualche incursione verso il rock più duro. Ma la traccia piu’ riuscita e’ While My Guitar Gently Weeps, creatura originale di un George Harrison sempre più maturo dal punto di vista compositivo e, probabilmente, massima punta creativa del chitarrista.
Anche i testi riflettono la grande eterogeneità espressa dalle musiche contenute nel White Album. Nelle liriche si passa dai temi più’ disimpegnati alla celebrazione di Madre Natura, come avviene in Mother Nature’s Son, per poi tornare al sarcasmo con Sexy sadie di Lennon. McCartney poi si sbizzarrisce a creare liriche piuttosto particolari come nel caso di Helter Skelter, che è un brano infarcito di distorsioni fatto apposta per violentare non solo le orecchie dell’ascoltatore ma anche la sua fantasia.
White Album è un’opera aperta, nella quale nessuno degli autori si impone barriere o tabu’, anzi, la missione del disco e’ infrangere i cliché che caratterizzavano la musica pop. Questa grande libertà portò la band a produrre anche del materiale piuttosto scadente, che fu incluso nell’album solo per soddisfare l’ego dei quattro di Liverpool. Infatti George Martin, il loro infallibile produttore, aveva assai saggiamente consigliato di ridurre a un eccellente album singolo di 14-16 pezzi tutta quell’incredibile quantità di materiale creato. I Beatles però, in quel particolare momento storico, si consideravano, forse anche a ragione, i padroni del mondo musicale che, a sua volta, osservava meravigliato i loro geniali parti musicali e, quindi, non erano disponibili a rinunciare alla pubblicazione di nessun brano.
Anche la copertina, attentamente pianificata e a suo modo tanto magnetica quanto fu quella di Sgt. Pepper, concorre in maniera decisa a delineare la mancanza di continuità con il lavoro precedente. Viene realizzata interamente bianca di un bianco minimale, quasi a voler controbilanciare l’esplosione di colori e forme che caratterizzava la cover precedente.
A prescindere da tutti i problemi e le stravaganze che caratterizzarono la produzione di questo lavoro il White album è comunque l’ennesimo capolavoro musicale dei Beatles e, con molte, probabilita’, il loro definitivo apice creativo. Alla sua uscita The Beatles ottenne un grande successo di pubblico e critica, anche se molto minore rispetto al precedente Sgt.Pepper. In UK il White album restò in classifica per 24 settimane di cui 8 al primo posto. Probabilmente sarebbe andata anche meglio se il periodo nel quale il disco combatteva per restare nelle chart non avesse coinciso con quello in cui si stava facendo strada anche il nuovo album del gruppo, Yellow Submarine. Paradossalmente i Beatles si ritrovarono a dover contendere il primo posto nelle classifiche di vendita nel Regno Unito a loro stessi.
Dal p
unto di vista puramente collezionistico il White album non si può certo considerare un disco raro, se ne trovano copie anche di ottima qualità abbastanza facilmente. Il discorso si fa però interessante quando si parla delle prime dieci copie che furono stampate, sul destino delle quali non c’è mai stata molta chiarezza. Infatti c’è chi dice che le prime dieci copie siano state consegnate direttamente ai quattro componenti dei Beatles, c’è chi invece sostiene che a Lennon, McCartney, Harrison e Starr ne siano state consegnate solo quattro, cioè una per uno.
Quale sia la verità io non lo so però, di tanto in tanto, sul mercato fa capolino una di queste prime dieci copie e, per chi le vende, è sempre un business di tutto rispetto. Tanto per fare un esempio documentato nel 2008 è stata venduta su e-bay la copia numero 0000005 per circa 24.000 €.
La nuova riedizione che celebra il cinquantenario della pubblicazione contiene tutte le 30 tracce del disco originale del 1968 che però vengono oggi presentate in un nuovo mix stereo ed anche in versione surround 5.1, tutti realizzati dal produttore Giles Martin e dal mix engineer Sam Okell. Le tracce originali sono inoltre affiancate da 27 demo acustiche e 50 versioni alternative, la maggior parte delle quali mai pubblicate prima d’ora. Si tratta quindi di una play list particolarmente interessante per gli amanti della buona musica e sopratutto per i molti appassionati dei fab four.
Track list White album della versione del 1968
Side one
Back in the U.S.S.R. McCartney 2:43
Dear Prudence Lennon 3:56
Glass Onion Lennon 2:18
Ob-La-Di, Ob-La-Da McCartney 3:08
Wild Honey Pie McCartney 0:52
The Continuing Story of Bungalow Bill Lennon, with Yoko Ono 3:14
While My Guitar Gently Weeps (George Harrison) Harrison 4:45
Happiness Is a Warm Gun Lennon 2:43
Side Two
Martha My Dear McCartney 2:28
I’m So Tired Lennon 2:03
Blackbird McCartney 2:18
Piggies (George Harrison) Harrison 2:04
Rocky Raccoon McCartney 3:33
Don’t Pass Me By (Richard Starkey) Starr 3:51
Why Don’t We Do It in the Road? McCartney 1:41
I Will McCartney 1:46
Julia Lennon 2:54
Side three
Birthday McCartney with Lennon 2:42
Yer Blues Lennon 4:01
Mother Nature’s Son McCartney 2:48
Everybody’s Got Something to Hide Except Me and My Monkey Lennon 2:24
Sexy Sadie Lennon 3:15
Helter Skelter McCartney 4:29
Long, Long, Long (George Harrison) Harrison 3:04
Total length: 22:43
Side four
Revolution 1 Lennon 4:15
Honey Pie McCartney 2:41
Savoy Truffle (George Harrison) Harrison 2:54
Cry Baby Cry Lennon, with McCartney 3:02
Revolution 9 Speaking from Lennon, Harrison, Ono and George Martin 8:22
Good Night Starr 3:13B
Discografia di George Harrison
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