Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.
Oggi parliamo di un disco scritto e suonato da alcuni dei più importanti musicisti che si siano mai affacciati sul mondo della musica rock e blues, sto parlando dei Cream la band composta da Ginger Baker, Jack Bruce, Eric Clapton, e il disco è Wheels of fire.
Wheels of Fire esce nel Luglio del 1968 ed è costituito da un disco interamente registrato in studio e da uno registrato dal vivo.
Baker, Bruce, Clapton coadiuvati dal produttore Felix Pappalardi che in questo disco suona anche fiati e archi, registrano la maggior parte dei brani in studio tra il Luglio e l’Ottobre del 1967 utilizzando gli studi di registrazione della IBC Studios di Londra e quelli della Atlantic Studios di New York City. Poi, nei primi mesi del 1968, viene registrato altro materiale.
Il doppio vinile messo insieme dalla band, distribuito con una cover grigia a forti tinte psichedeliche curata da Martin Sharp, fu rilasciato nell’Agosto del 1968 dalla Polydor per il mercato inglese e dalla Atco per quello americano. La prima parte venne realizzata nei citati studi di registrazione, mentre la seconda contiene quattro tracce live. Le registrazioni live vengono effettuate direttamente da Pappalardi durante sei concerti diversi tenuti a San Francisco.
Nonostante il secondo disco sia intitolato Live at the Filmore, solamente la quarta traccia, Toad, è stata registrata a Fillmore West. Gli altri tre brani furono registrati al Winterland Ballroom. Il materiale accumulato durante queste registrazioni finirà, tra l’altro, anche su Live Cream e Live Cream volume II. Wheels of Fire arrivò terzo nella classifica di vendita nella terra natia e primo nel mercato americano.
Wheels of Fire contiene la quintessenza della filosofia musicale dei Cream nella quale vengono mescolati sapientemente rock, blues e psichedelia ed esaltati, nella parte dal vivo, la perizia tecnica dei tre artisti grazie soprattutto alle lunghe jam session in cui basso, batteria e chitarra sembrano rincorrersi all’infinito generando melodie quasi ipnotiche che sanno catalizzare totalmente l’attenzione dell’ascoltatore.
In Wheels of fire sono contenuti alcuni brani divenuti leggendari tra i quali spicca la fantastica White Room, brano che più di tutti consacrò il trio a leggenda, rendendo così ancora più imprevedibile l’annuncio dello scioglimento della band che arrivò pochi mesi dopo. Nel novembre 1968 infatti la band eseguì il suo ultimo concerto, annunciando al mondo il loro scioglimento. Il quarto album, non a caso intitolato Goodbye, uscirà dopo la loro separazione e verrà inciso solo per rispettare gli accordi presi con l’etichetta discografica.
Wheels of fire guadagnerà il doppio platino, il primo posto nelle classifiche USA e il terzo in quelle UK. Rolling Stone lo ha piazzato al 205° posto nella sua classifica dei migliori album di sempre ed è unanimemente considerato un’autentica pietra miliare della musica moderna.
Dal punto di vista collezionistico è interessante sapere che per questo album sono state realizzate copertine diverse a seconda del mercato di riferimento. Per esempio nel Regno Unito l’album in studio era una stampa nera su un foglio di alluminio, mentre l’album dal vivo era una immagine negativa della cover del disco versione studio. In Giappone invece la cover dell’album in studio fu realizzata in nero su foglia d’oro, mentre il live aveva la copertina realizzata su foglio di alluminio. In Australia le cover vennero realizzate laminando le versioni giapponesi. In Australia non è uscito il disco doppio per cui esistono solo dischi singoli.
Inoltre le prime copie stampate negli States riportavano in maniera errata la durata di Deserted Cities of the Heart a 4:36, mentre la durata esatta è di 3:38.
Disco uno : In the studio
Lato A
In the white room
Sitting on Top of the World
Passing the Time
As you said
Lato B
Pressed Rat and Warthog
Politician
Those Were the Days
Born under a bad sign
Deserted Cities of the Heart
Disco due : Live at the Fillmore
Lato A
Crossroad
Spoonfull
Lato B
Traintime
Toad
[…] of Your Love. Quest’ultimo brano è, insieme a White room che comparirà nel terzo disco Wheels of fire, il più famoso dell’intera produzione dei Cream e fa comprendere, in maniera inequivocabile, […]
[…] nell’estate del 1968, quando i Cream si sciolsero, poco dopo l’uscita del loro album Wheels of Fire. Dopo di questo Eric Clapton iniziò a suonare nel suo seminterrato con il tastierista Steve […]