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Blind Faith

Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.

Blind faith è il titolo del primo ed unico album pubblicato dall’omonima band composta da Eric Clapton, Steve Winwood, Ginger Baker e Ric Grech.

blind faithL’abbiamo detto e scritto molte volte. La fine degli anni sessanta è stato un momento unico e irripetibile durante il quale ci fu un enorme fermento, sociale, politico e artistico. In questo periodo non era inusuale che band di grande spessore si sciogliessero e che i singoli membri andassero a creare delle nuove realtà.

Questa è la storia anche dei Blind Faith.

La band, un “supergruppo” in effetti, nacque nel 1969 dalle ceneri di tre gruppi musicali che all’epoca avevano già lasciato un segno nel panorame musicale. Clapton e Baker erano usciti dai Cream, band che non ha bisogno di introduzioni, Steve Winwood uscito dai Traffic e Ric Grech, ex bassista dei Family.

Nonostante siano stati insieme per meno di un anno, sono riusciti a pubblicare un album che è riuscito a mostrare gli immensi talenti dei membri di questo quartetto che, oltretutto, riusciva a suonare insieme senza sforzo come un gruppo perfettamente affiatato.

Al momento della sua uscita l’album ricevette grandi elogi dalla critica ed ebbe anche un grande successo commerciale. Blind Faith raggiunse la vetta delle classifiche di vendita degli album su entrambe le sponde dell’Atlantico vendendo più di mezzo milione di copie entro il primo mese dalla sua uscita.

Il gruppo iniziò ad esistere nell’estate del 1968, quando i Cream si sciolsero, poco dopo l’uscita del loro album Wheels of Fire. Dopo di questo Eric Clapton iniziò a suonare nel suo seminterrato con il tastierista Steve Winwood, che all’epoca si era preso una pausa dai Traffic dei quali non condivideva la linea musicale.

Clapton era un po ‘riluttante a creare un nuovo gruppo mentre Winwood era entusiasta di andare avanti e voltare pagina. Va detto che i due avevano già in precedenza collaborato a un progetto chiamato “Powerhouse” a metà degli anni ’60. Quando Clapton finalmente cedette, diede al nuovo gruppo il nome “Blind Faith”, in riferimento alla sua visione del progetto.

All’inizio del 1969, la band entrò negli Olympic Studios di Londra sotto la supervisione del produttore Jimmy Miller, che cercò di mantenerli concentrati sullo sviluppo di nuovo materiale definito e utilizzabile per un disco, cercando di limitare la naturale tendenza dei quattro membri dei Blind faith a lasciarsi andare a jam infinite. D’altra parte di materiale derivante dalle suddette jam session ce n’era già in abbondanza.
A giugno, il gruppo pubblica un singolo promozionale in edizione limitata chiamato “Change of Address”, che fu immediatamente esaurito nonostante il nome del gruppo e i membri della band fossero stati omessi dall’etichetta. In realtà erano già nell’aria dei rumors su questa nuova band e evidentemente c’erano delle grosse aspettative.

Winwood compose la maggior parte del materiale originale dell’album, a partire da “Had to Cry Today”, che comunque funge da palco per mettere in mostra tutti i talenti individuali del quartetto. Il brano inizia con un riff hard rock diretto che successivamente si trasforma in un arrangiamento più complesso durante le strofe e i ritornelli. La canzone mostra la versatilità di Clapton che ben si fonde insieme alla buona prova vocale di Winwood.

Una composizione di Winwood ancora più raffinata è “Can’t Find My Way Home”, uno dei momenti più riusciti di Blind faith. Si tratta di un’incursione nel mondoi del folk celtico attualizzato con testi contemporanei. La ballata diventa un po ‘più intensa durante l’outro leggermente improvvisato, in cui la pennata acustica di Clapton è affiancata dai ritmi di batteria jazz di Baker.

La cover di Buddy Holly “Well All Right” è un rock divertente, guidato principalmente dalle tastiere suonate da Winwood, con Clapton che interpreta un ruolo molto più secondario con solo un riff di apertura e ricorrente. Un po come sentiremo nel lavoro futuro dei Traffic, che si riformeranno di li a poco, la canzone si dissolve in una jam funky con Grech e Baker che forniscono un’ottima prova ritmica.

L’unica composizione di Clapton, “Presence of the Lord”, è probabilmente la migliore canzone dell’album. Si tratta di una sorta di ballata fusion Gospel e rock con Winwood che suona il piano elettrico in chiave R & B. In questo brano Clapton si esprime al suo meglio creando il momento più bello dell’album. Anche il testo è di Clapton e riflette il periodo di tumulto personale che il chitarrista stava attraversando.

Il secondo lato contiene solo due tracce. La prima, “Sea of Joy”, è un classico sottovalutato di questo album. Ben in anticipo sui tempi, la canzone contiene elementi di hard rock, folk e country insieme alla voce di Winwood e ad un assolo di violino di Grech.

“Do What You Like” di Baker è un brano che fa venire in mente le composizioni di Santana. Probabilmente è l’unico passo falso del disco. Un brano di quindici minuti è impegnativo per tutti e anche se le jam in questa canzone sono tutte apprezzabili, la sezione di cantato dissonante fa sospettare che il gruppo stia solo cercando di riempire spazio nel disco.

Anche la cover contribuì a alimentare il mito di Blind faith. Realizzata dal celebre fotografo Bob Seidemann, nella foto scelta per la copertina appare una bambina di undici anni, Mariora Goschen, seminuda e con un modellino d’aereo in mano. L’aereo fu dai più interpretato come un vero e proprio simbolo fallico. In realtà il fotografo aveva in mente qualcosa di completamente diverso.

I could not get my hands on the image until out of the mist a concept began to emerge. To symbolize the achievement of human creativity and its expression through technology a spaceship was the material object. To carry this new spore into the universe, innocence would be the ideal bearer, a young girl, a girl as young as Shakespeare’s Juliet. The spaceship would be the fruit of the tree of knowledge and the girl, the fruit of the tree of life. The spaceship could be made by Mick Milligan, a jeweller at the Royal College of Art. The girl was another matter. If she were too old it would be cheesecake, too young and it would be nothing. The beginning of the transition from girl to woman, that is what I was after. That temporal point, that singular flare of radiant innocence. Where is that girl?

Chiaramente non fu capito e esplose lo scandalo con numerose associazioni religiose e sociali che provarono a boicottare in vario modo la commercializzazione del disco. Il disco usci comunque in alcuni paesi con la cover originale, in altri con vari tipi di censura. In USA uscì con una copertina che ritraeva la band in studio.

blind faith cover cens blind faith USA

 

 

 

 

 

 

 

 

Poco dopo l’uscita di Blind faith la band si sciolse, principalmente a causa del disinteresse di Clapton che costringeva Winwood a fare tutto il lavoro.

Quello che ci resta comunque è un disco pregevole con alcuni episodi davvero importanti.

 

Track list versione del 1969

Had to Cry Today (Steve Winwood)
Can’t Find My Way Home (Steve Winwood)
Well…All Right (Norman Petty, Buddy Holly, Jerry Allison, Joe B. Mauldin)
Presence of the Lord (Eric Clapton)
Sea of Joy (Steve Winwood)
Do What You Like (Ginger Baker)

Track list ristampa del 2001

Had To Cry Today (Steve Winwood)
Can’t Find My Way Home (Steve Winwood)
Well All Right (Norman Petty, Buddy Holly, Jerry Allison, Joe B. Mauldin)
Presence of the Lord (Eric Clapton)
Sea of Joy (Steve Winwood)
Do What You Like (Ginger Baker)
Sleeping In The Ground (Sam Myers)
Can’t Find My Way Home (Steve Winwood), seconda versione
Acoustic Jam (Eric Clapton, Ric Grech, Steve Winwood, Ginger Baker)
Time Winds (Steve Winwood)
Sleeping In The Ground, (Sam Myers), seconda versione

Jam N.1, Very Long & Good Jam (Eric Clapton, Steve Winwood, Ginger Baker)
Jam N.2, Slow Jam, (Eric Clapton, Steve Winwood, Ginger Baker)
Jam N.3, Change Of Address Jam, (Eric Clapton, Steve Winwood, Ginger Baker)
Jam N.4, Slow Jam , (Eric Clapton, Steve Winwood, Ginger Baker)

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