Last Updated on 27 Febbraio 2026 by Massimo M.
La biografia dei Pink Floyd: storia, album e rivoluzione sonora
I Pink Floyd sono una delle band più influenti e innovative della storia del rock. Nati a Londra nel 1965, hanno ridefinito i confini del rock psichedelico e del progressive rock, trasformando l’album in un’esperienza concettuale e immersiva.
Con oltre 250 milioni di dischi venduti nel mondo, i Pink Floyd hanno lasciato un’impronta indelebile nella cultura musicale contemporanea.
Le origini: Syd Barrett e la psichedelia londinese (1965-1967)
La band si forma a Londra nel 1965 con:
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Syd Barrett (voce, chitarra)
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Roger Waters (basso, voce)
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Richard Wright (tastiere)
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Nick Mason (batteria)
Inizialmente chiamati The Tea Set, adottano il nome Pink Floyd unendo i nomi di due musicisti blues amati da Barrett: Pink Anderson e Floyd Council.
Diventano rapidamente protagonisti della scena underground londinese, soprattutto nei locali psichedelici come l’UFO Club, dove sperimentano luci, proiezioni e improvvisazioni sonore.
Nel 1967 pubblicano l’album d’esordio:
“The Piper at the Gates of Dawn“, scritto principalmente da Syd Barrett. Il disco è un esempio di rock psichedelico.
Brani come Interstellar Overdrive e Arnold Layne mostrano un linguaggio sonoro innovativo e visionario.
Tuttavia, nello stesso periodo i problemi mentali di Barrett diventano sempre più evidenti, portando alla sua uscita dal gruppo nel 1968.
L’arrivo di David Gilmour e la fase sperimentale (1968-1972)
Nel 1968 entra in formazione David Gilmour, inizialmente per affiancare Barrett e poi per sostituirlo definitivamente.
Con Roger Waters sempre più centrale nella scrittura, il gruppo evolve verso composizioni più strutturate e concettuali.
Album chiave di questa fase:
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A Saucerful of Secrets (1968)
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Ummagumma (1969)
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Atom Heart Mother (1970)
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Meddle (1971)
Con Echoes, contenuta in Meddle, emergono chiaramente le caratteristiche che porteranno al capolavoro successivo: suite lunghe, atmosfera spaziale, ricerca sonora.
L’Era d’Oro e il Successo Mondiale (1973-1979)
Il 1973 segna la svolta definitiva con “The Dark Side of the Moon“, un capolavoro concettuale che esplora temi come il tempo, il denaro e la condizione umana. Ogni lato del disco costituisce un’opera musicale continua. Le cinque tracce di ognuno dei due lati rappresentano vari stadi della vita umana. L’album comincia e termina con un suono di battiti cardiaci, esplorando la natura dell’esperienza dell’essere umano.
The dark side of the moon, riconosciuto fin da subito come un capolavoro assoluto, rimane nelle classifiche per oltre 14 anni, diventando uno dei dischi più venduti di sempre.
A the dark side of the moon seguono due altri dischi di grandissimo valore: “Wish You Were Here“ (1975), che è un disco basato sull’assenza, in pratica un omaggio a Syd Barrett, e “Animals“ (1977), un album estrememante critico verso la società moderna, il capitalismo e la politica corrotta. In entrambi questi due dischi ci sono momenti di grande espressivita e coinvolgimento emotivo. Si tratta di due capolavori che hanno avuto la “sfortuna” di essere stati pubblicati dopo the dark side of the moon.
The Wall: l’opera rock definitiva
Nel 1979 i Pink floyd pubblicano “The Wall“, un’opera rock che racconta la storia di isolamento e alienazione di un personaggio immaginario, “Pink.” L’album include il celebre brano “Another Brick in the Wall” pubblicato come singolo che si piazzò al primo o secondo posto in praticamante tutte le classifiche di vendita mondiali tra il 1979 e il 1980. The wall viene trasformato anche in un film, con lo stesso titolo, diretto da Alan Parker nel 1982.
Tensioni interne e rottura con Roger Waters (1980-1985)
Le tensioni interne aumentano, soprattutto tra Waters e gli altri membri. Dopo l’uscita di “The Final Cut“ (1983), Waters lascia la band nel 1985, dichiarandola sciolta. Tuttavia, Gilmour, Mason e Wright decidono di continuare come Pink Floyd, portando a una disputa legale con Waters. Come sappiamo le dispute legali, in particolare tra Waters e Gilmour, sono andate avanti per decenni facendoci assistere a situazioni talvolta imbarazzanti.
Rinascita e Ultimi Anni (1987-1995)
Con Gilmour al timone, pubblicano “A
Momentary Lapse of Reason“ (1987) e “The Division Bell“ (1994). Sebbene non raggiungano il livello di innovazione degli album precedenti, mantengono un grande successo commerciale e consolidano la loro popolarità con tour spettacolari.
Durante la promozione dell’album a momentary lapse of reason I Pink floyd organizzarono uno dei loro più iconici concerti ossia il concerto a Venezia (vero nome Pink Floyd a Venezia: Un Concerto per l’Europa). Non senza una enorme coda di polemiche il concerto fu organizzato su un palco galleggiante il 15 luglio 1989 in occasione della tradizionale festa del Redentore alla presenza di circa 200000 spettatori, tutti rigorosamente non paganti, posizionati sulle rive e sulle imbarcazioni del bacino San Marco. Il concerto venne trasmesso dalla Rai in mondovisione con un pubblico di circa 100 milioni di telespettatori.
Gli Anni Recenti e la Fine (2005-2014)
Pur avendo sempre sostenuta la volontà comune di non volere mai riformare laband nel 2005, i Pink Floyd si riuniscono con Waters per un’unica esibizione al Live 8, dopo oltre 20 anni di separazione. Lo fanno per una buona causa ma l’insanabile astio tra Gilmour e Waters metterà quasi subito in chiaro che i pink floyd ante The wall erano definitivamente morti e sepolti.
Se anche ci fosse stata una flebilissima speranza nel 2008, Richard Wright muore di cancro, segnando la così la fine della possibilità di una riunione completa.
Nel 2014 i due membri superstiti dei Pink Floyd, Gilmour e Mason, pubblicano “The Endless River“, un album strumentale basato su materiale registrato durante le sessioni di The Division Bell. È considerato l’addio ufficiale della band.
L’eredità dei Pink Floyd nella storia del rock
I Pink Floyd hanno venduto oltre 250 milioni di dischi in tutto il mondo. Il loro stile visionario, le liriche profonde e i concerti spettacolari li hanno consacrati come una delle band più influenti della storia del rock. La loro musica continua a ispirare generazioni di artisti e fan.
Per approfondire album per album, puoi consultare la discografia dei Pink Floyd
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Pink Floyd e Collezionismo: stampe rare, prime edizioni e dischi più ricercati
I Pink Floyd non sono solo una delle band più importanti della storia del rock: sono anche tra gli artisti più collezionati nel mercato del vinile.
Alcune prime stampe originali possono raggiungere quotazioni molto elevate, soprattutto se complete di inserti, poster e in condizioni eccellenti.
Vediamo quali sono le edizioni più interessanti per un collezionista.
Le prime stampe UK più ricercate
The Dark Side of the Moon (1973) – Prima stampa UK Harvest
The Dark Side of the Moon
La prima stampa inglese su etichetta Harvest è una delle più ambite.
Caratteristiche principali:
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Etichetta nera con logo Harvest verde
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Matrici A2/B2 o A3/B3
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Poster e adesivi originali inclusi
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Copertina gatefold con prisma ben definito
Una copia completa e in condizioni Near Mint può avere un valore significativamente superiore rispetto alle ristampe successive.
The Piper at the Gates of Dawn (1967) – Prima stampa mono
The Piper at the Gates of Dawn
Le prime stampe mono UK sono particolarmente ricercate perché:
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Tiratura limitata
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Mixaggio differente rispetto alla versione stereo
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Importanza storica legata a Syd Barrett
Una copia originale in condizioni eccellenti può raggiungere quotazioni molto elevate nel mercato collezionistico.
The Wall (1979) – Prime edizioni complete
Per questo doppio LP il valore dipende molto dalla completezza:
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2 vinili originali
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Inner sleeves stampate
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Eventuali adesivi o inserti
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Copertina non danneggiata (spesso soggetta a usura)
Le copie UK prime stampa sono generalmente le più apprezzate dai collezionisti.
Le stampe più rare e particolari
Versioni promozionali e test pressing
I test pressing dei Pink Floyd sono rarissimi.
Stampati in quantità limitate per controllo qualità, possono valere diverse volte una prima stampa commerciale.
Edizioni giapponesi anni ’70
Le edizioni giapponesi di album come:
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Wish You Were Here
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Animals
sono apprezzate per:
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Qualità di stampa elevatissima
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Silenziosità del vinile
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Presenza dell’obi originale
Per molti collezionisti rappresentano un equilibrio perfetto tra qualità audio e oggetto da collezione. Se ti interessa sapere cosa hanno di speciale le stampe giapponesi puoi leggere la mia guida su questo argomento
Come riconoscere una prima stampa dei Pink Floyd
Quando si valuta un vinile dei Pink Floyd, è fondamentale controllare:
✔ Matrici nel runout
Le incisioni sul dead wax aiutano a identificare la generazione di stampa.
✔ Etichetta
Harvest label anni ’70 UK ha caratteristiche ben precise (font, posizione logo, colore).
✔ Inserti originali
Poster, adesivi, inner sleeve stampate possono incidere fortemente sul valore.
✔ Stato di conservazione
Per dischi così ricercati, la differenza tra VG+ e Near Mint può cambiare radicalmente la quotazione.
Quanto valgono oggi i vinili dei Pink Floyd?
Il valore dipende da:
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Paese di stampa (UK prima scelta per molte edizioni)
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Completezza
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Stato del vinile
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Domanda di mercato
Alcune prime stampe UK di The Dark Side of the Moon o versioni mono di The Piper at the Gates of Dawn possono superare diverse centinaia di euro se in condizioni eccellenti.
Perché i Pink Floyd sono perfetti per iniziare una collezione importante
Dal punto di vista collezionistico, i Pink Floyd offrono:
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Album iconici facilmente riconoscibili
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Prime stampe con differenze identificabili
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Mercato sempre attivo
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Forte domanda internazionale
Per chi vuole costruire una collezione di vinili di qualità, rappresentano un punto di partenza solido e culturalmente rilevante.
Vuoi imparare a riconoscere le prime stampe originali? Leggi la mia guida su come identificare un vinile originale.
❓ FAQ – Pink Floyd
Quando si sono formati i Pink Floyd?
I Pink Floyd si sono formati a Londra nel 1965. La formazione originale comprendeva Syd Barrett, Roger Waters, Richard Wright e Nick Mason.
Perché Syd Barrett lasciò i Pink Floyd?
Syd Barrett lasciò la band nel 1968 a causa di gravi problemi di salute mentale che rendevano difficile la sua partecipazione alle attività del gruppo.
Qual è l’album più famoso dei Pink Floyd?
L’album più celebre è The Dark Side of the Moon (1973), uno dei dischi più venduti di sempre e rimasto per oltre 14 anni nelle classifiche internazionali.
Quanti dischi hanno venduto i Pink Floyd?
Si stima che i Pink Floyd abbiano venduto oltre 250 milioni di dischi nel mondo, rendendoli una delle band più vendute della storia del rock.
I Pink Floyd si sono mai riuniti dopo la separazione?
Sì. Nel 2005 la formazione classica si è riunita per un’unica esibizione al Live 8, evento che ha segnato l’ultima apparizione pubblica dei quattro membri storici insieme.
Qual è l’ultimo album dei Pink Floyd?
L’ultimo album in studio è The Endless River, pubblicato nel 2014 e basato su registrazioni delle sessioni di The Division Bell.