Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.
A momentary lapse of reason è un album pubblicato dai Pink Floyd nel 1987.
A momentary lapse of reason è anche il primo album pubblicato dalla band dopo l’uscita di Roger Waters. Non a caso per molta critica si tratta a tutti gli effetti di un disco di Gilmour, come Final cut è da molti considerato come un disco solista di Roger Waters.
La produzione di questo ultimo disco certo non incluse Roger Waters che, all’epoca, stava facendo del suo meglio per ripudiare (o rifare) tutto ciò che riguardava i Pink Floyd. È, a mio avviso, qualitativamente paragonabile al suo predecessore, The Final Cut, che era probabilmente un album che Waters sentiva l’urgenza di fare, una sorta di epilogo di The Wall. E, vedendo le cose in questo modo, appare evidente come in un certo senso, A momentary lapse of reason è stato la “versione dei fatti” di David Gilmour.
A Momentary Lapse of Reason presenta tutto lo stato d’animo, l’atmosfera informale, i testi incisivi e la brillantezza strumentale di tutti gli album dei Floyd, ma con un’ulteriore complessità ed eclettismo che stupisce. Gilmour, evidentemente libero di muoversi a piacimento, in questo disco appare in una forma smagliante sia con la chitarra che con le parti vocali. Anche come cantautore, Gilmour è maturato molto e ha contribuito a tutte le canzoni di questo album, pur essendo stato aiutato da molti altri.
Canzoni come On The Turning Away e Learning To Fly danno una forte indicazione di cosa sarebbe successo nell’eccellente album successivo The Division Bell, per il quale le capacità di scrittura di canzoni di Gilmour miglioreranno ulteriormente. Tony Levin brilla con il suo basso groovy e la sua energia e Mason conferma di essere un grande batterista. Infine John Halliwell è fenomenale al sax, semplicemente fantastico.
Stona un po’ il fatto che Rick Wright non sia elencato come membro a pieno titolo della band, ma solo come session man. Comunque tornerà ad essere di nuovo un membro a pieno titolo della band per l’album e il tour di Division Bell.
L’album inizia con uno strumentale spaziale, “Signs of Life”, che per alcuni secondi ricorda “Shine on You Crazy Diamond”, ma è solo una breve illusione. Non è un brano all’altezza dell’album.
“Learning to Fly” invece lo possiamo definire un classico moderno. E’ un brano caratterizzato da un suono d’atmosfera ben realizzato, una eccellente chitarra, tipico coro femminile e batteria imponente. Learning to fly verrà, non a caso, incluso nella maggior parte dei successivi live della band.
“Dogs of War” è un altro classico moderno dei Pink Floyd, una canzone molto aggressiva e dura basata principalmente sulla voce di Gilmour e sull’eccellente lavoro delle tastiere, ai quali si uniscono un ottima sezione ritmica. Forse un po’ ripetitivo ma esprime una certa forza e le tastiere psichedeliche ne fanno un grande canzone.
“One Slip” è una delle tracce più deboli, finge di essere dinamica ma finisce suonando come una melodia orientata al POP simile ad Alan Parsons nei suoi album più deboli.
Per fortuna, One slip, è seguita da “On the Turning Away”, una semi ballata con la firma di David Gilmour. La chitarra acustica è molto gradevole e il connubio tra le tastiere e la voce centro del brano producono una sensazione nostalgica. Probabilmente la migliore traccia dell’album.
“Yet another Movie/Round and Around” rappresenta un altro momento di bassa qualità produttiva. Le tastiere sono terribili e non combaciano con la voce, il monotono e ripetitivo si trasforma in un brano prevedibile e noioso, nemmeno il frenetico semi-assolo di chitarra salva ” Yet another Movie ” dal disastro. Non capisco perché abbiano deciso di dividere questa canzone in due parti, perché sinceramente non c’è differenza sostanziale tra loro. Stessa sorte tocca al brano successivo “A New Machine Part One” altro brano sfortunato.
“Terminal Frost” anche se non è brillante, si salva dalla vena jazzistica, suona come una buona jamming session, sax e batteria efficienti, suoni buoni ma non eccelsi come jamming session. Ovviamente non c’è bisogno di descrivere “A New Machine Part Two”. Evidentemente avevano necessità di produrre 38 secondi di suono assolutamente inutile.
Fortunatamente l’album si chiude con “Sorrow”, un brano migliore dei precedenti in scaletta. Gilmour è eccezionale con la sua chitarra e voce, la canzone ha un’evoluzione costante che mantiene l’interesse dell’ascoltatore fino alla fine.
Quindi possiamo dire che A momentary lapse of reason non è male, ma è qualitativamente molto disomogeneo, con una prima metà molto più forte della seconda. Fondamentalmente un disco con ottimi brani mescolati a dei semplici riempitivi. Non credo che “A Momentary Lapse of Reason” sarà mai considerato un album essenziale nella discografia dei Pink Floyd, ma si può considerare molto meglio di quanto afferma la maggior parte dei critici.
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