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Numeri di matrice incisi nel run out dei dischi in vinile

Last Updated on 25 Febbraio 2026 by Massimo M.

Uno dei modi più affidabili per capire se un disco è una stampa originale è osservare i numeri e le cifre incisi nello spazio run-out del vinile, chiamato anche dead wax. In questa guida ti spieghiamo cosa sono i numeri di matrice, come leggerli correttamente e perché sono fondamentali per riconoscere prime stampe, ristampe ed edizioni speciali.

Se vuoi sapere come riconoscere le prime stampe dei dischi in vinile ti consiglio di leggere la mia guida realizzata proprio su questo argomento

Cos’è il run-out (dead wax) di un vinile

Il run out di un disco in vinile, conosciuto anche con il nome di dead wax, è quell’area fisica del disco posta tra la fine dell’incisione e l’etichetta.

Dead wax run out numeri di matrice

In questo spazio vengono incisi a mano o stampati a macchina dei numeri e/o lettere detti numeri di matrice. Questi elementi vengono scritti nel run out principalmente dagli ingegneri di mastering, dagli ingegneri del taglio o dai tecnici dell’impianto di stampa dei dischi. Questi codici a matrice vengono utilizzati per identificare lo stampatore, l’ingegnere e l’impianto di stampaggio.

I numeri di matrice fanno parte del gruppo di elementi che è indispensabile padroneggiare per riconoscere le stampe originali dei dischi in vinile.

Cosa sono i numeri di matrice incisi nei dischi in vinile

I numeri di matrice sono fondamentalmente degli identificatori univoci che servono originariamente a chi si è occupato della produzione fisica del disco ma oggi ti diranno tutto ciò che devi sapere sul tuo album: dove è stato realizzato, quando è stato realizzato e, in alcuni casi, persino la persona responsabile della stampa del tuo album. Questi dati insieme al numero di catalogo del disco ti aiuteranno ad identificare in maniera esatta il tipo di copia dell’album che possiedi o che vorresti acquistare.

Come leggere i numeri di matrice passo dopo passo

Le lettere e i numeri scritti non sono ovviamente scritti a caso. Ognuno di essi ha un suo specifico significato. QUi di seguito ti scrivo qualche esempio abbastanza classico:

A1 B1: Un codice comune tra le prime stampe. Le varianti possono includere codici come A//1 B//1 o A-1 B-1. Naturalmente, i numeri in questi codici possono variare da una pubblicazione all’altra.

YEX/YAX: Comunemente presenti su dischi di artisti come i Beatles, i Queen e i Pink Floyd. Questi prefissi spesso indicano che il disco associato utilizzava l’audio stereo.

XEX: Ampiamente utilizzato con le stesse pubblicazioni di YEX e YAX, tuttavia, un codice XEX indica normalmente che il disco è stato stampato in mono.

1Y//1 2Y//1: Questo codice indica spesso una prima stampa e può essere trovato su dischi di Cream, Rush e Genesis.

XZAL: Questo codice sarà spesso seguito da una serie di numeri a seconda della pubblicazione su cui si trova. Spesso si trova su dischi dei Rolling Stones. Da notare che per i Rolling stones come per i Beatles e altre band della cosidetta english invasion, esiste una ulteriore complicazione per l’identificazione delle copie dei primi album prodotti. Le discografie di queste due band presentano delle differenze su dischi con lo stesso titolo ma pubblicati in UK o in USA. Se vuoi approfondire leggi le discografie UK e USA dei Beatles e dei Rolling stones pubblicate su My best reviews.

A* B*: Una variante più rara della matrice A/B che spesso non contiene alcuna informazione numerica.

In alcuni casi, artisti o etichette discografiche includono intere frasi o frasi accanto ai numeri di matrice di un disco. Per i collezionisti, queste possono essere divertenti da scoprire, aggiungendo un ulteriore livello di intrigo all’esperienza del vinile. Il più delle volte, però, si tratta in realtà di firme che i tecnici del mastering hanno lasciato sulle loro opere, proprio come un artista che firma un dipinto.

Frasi e nomi popolari a cui prestare attenzione includono “A PORKY PRIME CUT”, “TOWNHOUSE” e “BOPPIN’ BOB”. “Boppin” John Robert Jones iniziò la sua carriera come tecnico del mastering e del cutting audio negli anni ’60 con la Decca Records, con cui rimase fino al 1968, quando si trasferì a Madrid per lavorare per Discos Columbia fino al ’75. Townhouse invece è riferito a uno studio di ingegneria e mastering situato vicino a Shepherd’s Bush a Londra, con oltre 12.500 crediti su Discogs! È stato costruito da Richard Branson e può vantare alcune delle stampe di dischi di altissima qualità. Tra gli artisti più noti che hanno registrato al Townhouse ci sono Kate Bush e i Queen. Molto famoso per i suoi testi nei run out, Porky è il soprannome di un ingegnere di nome George Peckham. Iniziò la sua carriera nel 1968 come apprendista incisore di dischi presso gli Apple Studios e finì con il suo studio chiamato Porky’s Mastering Services, dove incise alcuni dei dischi più importanti degli anni ’80.

Numeri di matrice e prime stampe: cosa controllare davvero

Nel mondo del collezionismo di vinili, il termine “prima stampa” è spesso circondato da un’aura di mistero (e prezzi gonfiati). Ma per capire se hai tra le mani un pezzo di storia o una banale ristampa degli anni ’80, non basta guardare la copertina, come ho spiegato diffusamento nell’articolo come riconoscere una prima stampa originale.

Ecco cosa devi controllare davvero per non cadere in errore.


Il mito del numero basso

Uno degli errori più comuni è l’equazione numero di matrice basso = prima stampa. Sebbene in molti casi un codice che termina con -1A o -1S indichi il primo “lacquer” tagliato, non è una regola universale.

Alcune stamperie utilizzavano diverse macchine simultaneamente, o spedivano matrici diverse in vari paesi per la distribuzione globale. Un numero basso indica la vicinanza del disco al master originale (il che è ottimo per la qualità sonora), ma non garantisce che quel vinile sia uscito nei negozi il primo giorno di pubblicazione.

La prova del nove: la coerenza totale

Per identificare correttamente un disco, devi agire come un detective e cercare la coerenza tra tre elementi fondamentali:

  1. Codice di Catalogo: Quello stampato sul dorso della copertina. Approfondisci leggendo l’articolo sui codici di catalogo dei dischi.
  2. Etichetta (Label): Il design, il colore e i testi legali (rim text) devono corrispondere all’epoca di uscita. Ad esempio, un logo cambiato o un indirizzo della casa discografica diverso possono smascherare una ristampa tardiva.
  3. Run-out (Matrice): Le scritte incise a mano o stampate nello spazio vuoto tra la fine dell’ultima traccia e l’etichetta. È qui che risiede il “DNA” del disco.

Se il codice sulla copertina dice una cosa e la matrice ne dice un’altra, potresti avere un “mismatch” o una copia assemblata con parti di edizioni diverse.


Il confronto con il database (Discogs)

In questa ricerca, il tuo migliore amico è Discogs. Non limitarti a cercare il titolo dell’album; digita direttamente il codice alfanumerico che trovi nel run-out.

Consiglio da pro: Presta attenzione ai dettagli minimi. Una virgola fuori posto sull’etichetta o la firma di un particolare ingegnere del suono incisa nel solco possono fare la differenza tra un disco da 10 euro e uno da 200.

FAQ sui numeri di matrice

Che differenza c’è tra numero di catalogo e numero di matrice?
Il numero di catalogo identifica l’album a livello commerciale, mentre il numero di matrice identifica la specifica incisione del disco.

I numeri di matrice garantiscono che un vinile sia originale?
No, ma sono uno degli elementi più affidabili se confrontati con etichetta, copertina e periodo di stampa.

Due vinili con lo stesso numero di catalogo possono avere numeri di matrice diversi?
Sì, ed è molto comune: indica pressaggi diversi o ristampe.

Dove si trovano esattamente i numeri di matrice su un vinile?
I numeri di matrice si trovano incisi nello spazio tra l’ultima traccia e l’etichetta centrale del disco, chiamato run-out o dead wax.

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