Pink Floyd Wish you were here cover

Wish you were here – Pink Floyd

Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.

Wish you were here è il nono disco da studio pubblicato dai Pink Floyd

Pink Floyd Wish you were here cover

Nel panorama del rock anni Settanta, Wish You Were Here (1975) rappresenta uno dei vertici più alti raggiunti dai Pink Floyd, non solo come celebrazione estetica, ma come profonda esplorazione emotiva. Pubblicato all’indomani del successo stratosferico di The Dark Side of the Moon, l’album segna per la band un momento di riflessione: non più solo la meraviglia sonora, ma anche il peso delle assenze, delle contraddizioni interne e dell’industria musicale che impone standard anonimi e commerciali.

Temi centrali quali la perdita – incarnata dal ricordo di Syd Barrett – l’alienazione, l’idealismo tradito e la nostalgia per ciò che era prima del successo, attraversano ogni traccia, ogni testo, ogni nota. Wish You Were Here non è semplicemente un album da ascoltare, ma un viaggio attraverso ciò che si ama, ciò che si teme e ciò che ci manca.

Tra passato e presente

C’è un famoso aneddoto che ben inquadra il momento particolare che vivevano i Pink Floyd quando incisero Wish you were here.

Pink Floyd

Un giorno, nel giugno del 1975, mentre stavano lavorando sul materiale per il nuovo album negli studios di Abbey Road a Londra, in particolare affinando il mix di Shine on you crazy diamond, che sarebbe diventata la canzone di punta del nuovo album, si presenta, inaspettato, un uomo robusto con testa  e sopracciglia rasate e con un sacchetto di plastica in mano. Gilmour e Waters non gli prestano molta attenzione, ritenendo che si tratti di un tecnico dello studio mentre Wright, pensando che fosse un amico del bassista, va a parlarci. Dopo un pò di tempo Wright si rende conto che si tratta di un personaggio emerso dal passato e non un personaggio qualunque.

Si tratta infatti di Syd Barrett, un Barrett però invecchiato e trasformato che non ha niente del dandy artista degli anni 60.

Syd Barrett

Tutti restano storditi da questa improvvisa ricomparsa, dalla sua trasformazione e, sopratutto, non comprendono cosa ci faccia li.

Alquanto incoerentemente dichiara la propria disponibilità a rientrare nel gruppo e poi, con il gruppo e alcuni altri collaboratori, ascolta Shine on you crazy diamond, che è ispirata e dedicata a lui, e decidono di andare a pranzo.

Finito di mangiare, Barrett sparisce così come è comparso, lasciando Waters e compagni piuttosto scossi.

Questa è l’ultima volta che i membri dei Pink Floyd incontrano l’uomo che aveva fondato il loro gruppo, quasi dieci anni prima.

Produzione di wish you were here

Alcuni brani, come da tradizione, prima di essere incisi furono proposti in chiave live durante un tour in Inghilterra e in francia. I  brani erano Shine On, che fu inserita in Wish you were here con il titolo cambiato i Shine on you crazy diamond, Raving and Drooling e Gotta Be Crazy. Queste ultime due verranno poi incluse in Animals con i titoli di Sheep e Dogs.

Tutto il disco si sviluppa sviscerando i temi dell’assenza , del rapporto con l’industria della musica e dei problemi mentali di Syd Barrett. Le sessioni di registrazione furono faticose e complicate, principalmente per le idee compositive e narrative di Waters che, fra l’altro, stava diventando sempre più autoritario all’interno del gruppo.

Come già avvenuto nel  precedente album, The Dark Side of the Moon, la band utilizza il sintetizzatore e introduce vari effetti sonori. Questo, per esempio, avviene in Have a cigar per la quale viene utilizzato Roy Harper come cantante. In Have a cigar viene descritta l’esperienza del primo contratto discografico del gruppo, citando anche un episodio realmente accaduto nel 1967 quando firmarono per la EMI: l’impresario che li stava mettendo sotto contratto chiese al gruppo chi di loro fosse il “Pink” dei Pink Floyd.

Shine On crazy diamond si fonde con Welcome to the Machine, che, a sua volta, inizia con il suono di una porta che si apre – descritto da Waters come “simbolo di scoperta musicale e di progresso tradito dal mondo della musica, che è più interessato al successo e che si dimostra avido”. La canzone finisce con i rumori di una festa che rappresenta, sempre con le parole di Waters ”  la mancanza di contatti e sentimenti reali tra le persone”.

Wish you were here come la maggior parte dell’album, si riferisce in parte anche all’ex membro dei Pink Floyd, Syd Barrett. Il riff principale è stato compost da David Gilmour, che è anche il cantante in questo brano, mentre l’arrangiamento  del brano e il testo sono frutto della collaborazione tra Gilmour e Waters.

La copertina di wish you were here

La cover dell’album, viene ancora una volta affidata a Storm Thorgerson. Il disco uscì confezionato in una busta di cellophane nero per nascondere nei negozi la vera copertina, destinata solo al pubblico ma molti negozianti lo tolsero pensando di fare cosa gradita agli acquirenti.

Nel 2011 è stata realizzata una nuova versione rimasterizzata dell’album su vinile da 180 gr.

Tracklist

Shine On You Crazy Diamond (1-5)
Part 1
Part 2
Part 3
Part 4
Part 5

Welcome To The Machine

Have A Cigar

Wish You Were Here

Shine On You Crazy Diamond (6-9)
Part 6
Part 7
Part 8
Part 9

Discografia di Roger Waters

Discografia di David Gilmour

Discografia di Richard Wright

Discografia di Nick Mason

Discografia di Syd Barrett

Discografia completa dei Pink Floyd

Biografia dei Pink Floyd

Una risposta a “Wish you were here – Pink Floyd”

  1. “Hey you,out there in the coldGetting lonely, genittg oldCan you feel me?Hey you,standing in the aislesWith itchy feet and fading smilesCan you feel me?Hey you,don’t help them to bury the lightDon’t give in without a fightHey you,out there on your ownSitting naked by the phoneWould you touch me?………………………Hey you,out there on the roadAlways doing what you’re toldCan you help me?Hey you,out there beyond the wallBreaking bottles in the hallCan you help me?Hey you,don’t tell me there’s no hopeat allTogether we stand-divided we fall”……………Ενα αντίο σε αυτόν (μεσολαβήσαντος του συγκροτήματός του) και μια καληνύχτα σε σένα Βασιλιά μουΧριστίνα

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