Last Updated on 28 Maggio 2026 by Massimo M.
In Through The Out Door, le sei varianti della copertina
Esattamente quarant’anni fa, il 15 Agosto del 1979, i Led Zeppelin pubblicavano In Through the Out Door, ottavo album della loro discografia e anche quello che si può considerare il capitolo conclusivo della loro storia musicale. Coda che verrà pubblicato nel 1982, a due anni dalla morte di John Bonham, era e rimane nient’altro che un’operazione commerciale, una specie di commemorazione in onore di John Bonham e di ciò che furono gli Zeppelin.
Di In Through The Out Door dal punto di vista musicale ne ho scritto in un articolo specifico, in questo invece parliamo della copertina che ha delle peculiarità che la rendono interessante supratutto, ma non soltanto, per motivi collezionistici.
Guarda chi si vede, Storm Thorgerson
La cover art del disco venne realizzata ancora una volta da Storm Thorgerson, del rinomato Studio Hipgnosis. Lo studio Hipgnosis, per chi non lo avesse mai sentito nominare, è stato uno studio di grafica e fotografia che ha realizzato molte delle immagini per copertine di dischi tra le più iconiche della storia del rock. Sono loro infatti che hanno ideato il celebre prisma per The dark side of the moon dei Pink floyd, solo per citare quella universalmente più riconoscibile. Non si possono però non citare anche le copertine di The lamb lies down of Broadway dei Genesis, Trilogy degli Emerson, Lake, & Palmer, Eye in the sky di Alan Parsons, Wish you were here e Animals ancora per i Pink floyd, Houses of the holy dei Led zeppelin, Tormato degli Yes.
Thorgerson dunque progettò una copertina utilizzando una foto in bianco e nero virata seppia raffigurante sette persone in un bar. Il soggetto principale ritratto, un uomo col cappello ed il completo bianco, se ne sta intento a bruciare una lettera.
Anche se sembra che l’immagine di copertina sia stata fotografata in un bar americano, la sessione fotografica si svolse effettivamente in uno studio di Londra. L’ambientazione era presumibilmente basata su una foto della famosa Old Absinthe House a New Orleans, in Louisiana.
Di questa cover furono realizzate sei differenti versioni, ognuna raffigurante la stessa scena, ma dal punto di vista di un personaggio diverso. E questo, signori miei, è un bel colpo di genio direi!
Considerato che originariamente l’album era contenuto all’interno di un’anonima busta beige, per l’acquirente era impossibile conoscere in anticipo quale versione fosse contenuta nella sua copia. Intrigante vero?
Come ciliegina sulla torta il disco contiene anche il settimo ed ultimo punto di vista cioè quello dell’uomo col cappello. Questo è rappresentato nelle due foto interne, realizzate in bianco e nero ma con la peculiarità di poter essere colorate a contatto con l’acqua. Le note di copertina non fanno alcun cenno a quest’ultima caratteristica, che nelle intenzioni dell’autore doveva essere scoperta per caso, o addirittura accidentalmente, anche molto tempo dopo l’acquisto dell’album.
Le sei varianti della copertina
Ognuna delle sei varianti è identificata da una lettera, da A a F, stampata sulla costola del disco.
I personaggi ritratti nelle cover sono :
- Ragazzo sulla porta
- Ragazza bionda vicino al bancone del bar
- Barista
- Donna di colore che ride in fondo al bar
- Pianista
- Donna bruna accanto al jukebox
Variante A
La parte anteriore della copertina nella variante A è mostrata dal punto di vista del ragazzo vicino alla porta. Sul retro c’è la donna di colore che ride. La ragazza bruna vicina al juke box è l’unico osservatore non visibile in questa combinazione.
Variante B
La parte anteriore della versione B è mostrata dal punto di vista della donna bionda, la parte posteriore mostra invece il punto di vista del pianista. Tutti e 6 gli osservatori possono essere visti in questa combinazione.
Variante C
La cover della versione C mostra la visuale dal punto di vista del barista (ci stiamo muovendo in senso orario all’interno del bar) mentre la parte posteriore è Bruna dal jukebox. In questa combinazione sono visibili solo 3 osservatori.
Variante D
La front cover della versione D è quella della donna di colore che ride, mentre la poteriore è la visuale del ragazzo grasso posizionato vicino alla porta (che dovrebbe quindi apparire uguale alla parte anteriore della cover in variazione A Ancora una volta, come per la versione A, la donna bruna vicina al jukebox non può essere vista.
Variante E
Siamo arrivati alla variante E che ci mostra il punto di vista del pianista, mentre nella back cover viene nuoamente rappresentato il punto di vita della donna bionda (quindi in teoria è la stessa della parte anteriore della cover variante B). Tutti e 6 gli osservatori sono visibili in questa immagine.
Variante F
L’ultima variante ovvero la F mostra il punto di vista della donna appoggiata al juke box jukebox contrapposta alla visuale della back cover che è tornata ad essere il punto di vista del barista (che dovrebbe essere poi lo stesso che si trova nella front cover della variante C). Solo 3 osservatori sono visibili in questa combinazione.
Potendo riunire assieme tutte le cover il risultato sarebbe una immagine panoramica decisamente suggestiva!
Volendo essere un po pignoli sono ravvisabili alcuni piccoli errori di continuità. Per esempio nella front cover della variante C, la lettera ha già preso fuoco, mentre sul retro della F, la lettera non è ancora bruciata e ha ancora l’accendisigari appena sotto di essa per dargli fuoco. Inoltre alcune delle pose degli osservatori sono leggermente diverse quando le confronti ma questo suppongo che dimostri che nessuno degli scatti è stato riutilizzato e che è stata scattata un’immagine separata per tutti i 12 front e back cover.
Ok, le voglio tutte e sei!
Scommetto che a questo punto della storia a qualcuno sarà venuta la voglia di collezionare tutte e sei le diverse cover. Bene, la situazione è questa: fattibile, ma non banale. E il bello è che il mercato dell’usato di qualità, oggi più che mai, lavora quasi completamente a tuo favore.
Il punto di partenza è incoraggiante: le sei cover di In Through The Out Door esistono in gran numero, essendo state prodotte e distribuite in milioni di copie a partire dall’agosto del 1979. Non si tratta di qualcosa di introvabile in linea di principio. Il problema, casomai, è la distribuzione: le varianti più comuni sono la A e la B, e la rarità cresce progressivamente scendendo lungo l’alfabeto fino alla F, che rappresenta il classico “ultimo pezzo del puzzle”, quella che quasi ogni collezionista cerca per completare il set, e che quindi spunta a prezzi sensibilmente più alti delle altre.
Dove cercare. Discogs è il punto di riferimento principale: su quella piattaforma le sei varianti sono costantemente presenti, etichettate con precisione dal lettore sulla costa della copertina, e i prezzi storici delle transazioni sono consultabili. Per la variante C, a titolo di esempio, l’ultimo prezzo di vendita registrato oscilla tra i 4 e i 47 dollari a seconda delle condizioni, una forbice che riflette bene la variabilità del mercato, dove lo stato di conservazione fa tutta la differenza. eBay è un’alternativa valida, anche se richiede più attenzione: i prezzi sono meno prevedibili e la qualità delle descrizioni dipende molto dal venditore. Le fiere del vinile, soprattutto quelle di buon livello, rimangono uno dei canali migliori: c’è chi ha avuto la fortuna di trovare tutte e sei le copertine in un’unica soluzione da un solo venditore, anche se si trattava di sole jacket senza disco.
Quanto si può spendere. Per le varianti dalla A alla E in buone condizioni, il mercato oggi si assesta generalmente tra i 15 e i 50 euro a copia (pressing UK o US degli anni Settanta). Un set completo di tutte e sei le varianti, con disco e busta originale in discreto stato, ha un valore stimato intorno alle 300-500 sterline. La variante F è la voce di budget più importante: su eBay una copia UK in prima stampa con vinile EX+ è stata messa in vendita a 125 sterline, e se si punta alla qualità quella cifra può facilmente salire.
Un dettaglio da non sottovalutare. Chi vuole fare la cosa per bene deve tener conto di un elemento in più: la busta marrone esterna. L’album uscì originariamente con una sovracopertina a sacchetto di carta kraft, con titolo e band impressi a timbro di gomma, che celava la copertina vera al momento dell’acquisto. Per una collezione davvero completa, ogni copia dovrebbe avere la sua brown paper bag e anche questa, specie in condizioni integre, non è facilissima da trovare. Stessa cosa per la busta interna con l’artwork ad acquerello: l’originale, se bagnata delicatamente con un panno umido, si colora permanentemente, ma solo sulle prime stampe originali, non sulle ristampe.
In sintesi: raccogliere tutte e sei le cover di In Through The Out Door è un obiettivo concreto e alla portata di un collezionista paziente, con un budget complessivo nell’ordine dei 200-500 euro a seconda delle condizioni che si vogliono inseguire. La F è l’ostacolo vero, il momento in cui il gioco si fa serio. Ma è anche, inutile negarlo, il momento più soddisfacente: quello in cui si chiude il cerchio di un’idea di marketing del 1979 che, quarantacinque anni dopo, fa ancora il suo lavoro benissimo.

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