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The best albums of 1972

Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.

Il 1972 è stato un anno estremamente prodigo di uscite discografiche di alto livello.

Vediamo quindi quali di questi lavori merita di essere inserito nei best albums of 1972 anche se effettuare una scelta non è una cosa semplice. Infatti molti dei lavori che diventeranno dei classici nella discografia di artisti di primo livello come Genesis, Jethro Tull, Deep purple, David Bowie vedono la luce proprio durante il 1972.

Cominciamo con i Deep Purple che pubblicano il l’album di maggior successo della band e il primo ad essere prodotto con Machine head - Deep Purplel’etichetta Purple records. Si tratta di Machine head, probabilmente il disco migliore del gruppo che contiene la celeberrima Smoke on the water. In questo anno i Deep purple sono particolamente attivi perchè pubblicano anche un doppio live destinato a diventare il disco rock live per eccellenza cioè Made in Japan

Made in Japan è stato uno dei primi album rock registrati dal vivo ad ottenere un successo commerciale significativo. In particolare il disco raggiunse la prima posizione in Austria, Germania e Canada, la terza in Australia, la quarta in Olanda, la 6ª posizione delle chart statunitensi Billboard 200 e la settima in Norvegia.

Passiamo a parlare dei Rolling Stones che, forzatamente trasferitisi in Francia per problemi fiscali, pubblicano il loro decimo disco ( o dodicesimo se si considera la discografia USA) intitolato Exile On Main St., composto di brani la cui stesura risale ad un lasso di tempo compreso tra il 1968 e il 1972.

Le registrazioni preliminari furono effettuate nella villa che Keith Richards aveva affittato vicino a Nizza. I brani poi furono successivamente rielaborati negli studi Sunset di Los angeles.

Un’altro importantissimo disco che vede la luce in questo periodo è uno dei dischi più importanti dell’intera produzione di David Bowie e più influenti, in termini di cultura musicale e risonanza mediatica, pubblicati negli anni settanta.

Ziggy stardust retro coverSto naturalmente parlando di The Rise And Fall Of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars.  In questo concept album Bowie racconta di un mondo quasi apocalittico, in cui l’ultimo eroe è un ragazzo divenuto rockstar grazie ad un aiuto alieno.

Nell’intervista comparsa su Rolling Stone nel 1974 il cantante raccontò allo scrittore William Burroughs che, contrariamente all’opinione comune, Ziggy non è un extraterrestre ma un umano che entra in contatto con forze da un’altra dimensione attraverso la sua radio e che, scambiando i loro messaggi per rivelazioni spirituali, adotta sulla Terra un ruolo messianico.

Il quarto disco da ricordare lo compone Neil Young e lo intitola Harvest. Si tratta di uno degli album più apprezzati della produzione del cantautore canadese tanto che arriverà a conquistare molti dischi d’oro e di platino. Il disco è stato inserito al 78° posto nella classifica di Rolling Stone per i 500  dischi più belli di tutti i tempi. 

Un’altra pietra miliare nella storia del rock è il disco pubblicato da Lou Reed che si intitola Transformer.  Prodotto da David Bowie, che venne in aiuto a Reed in n momento di profonda crisi, l’album fu uno dei più notevoli successi commerciali dell’artista newyorkese. L’album contiene alcuni dei brani più celebri della carriera solista di Lou Reed come Perfect Day, Vicious e e la celeberrima Walk on The Wild Side,

Close to the edge, quinto disco da studio pubblicato dagli Yes, è considerato generalmente come uno dei migliori  album della band. Non solo, molti critici considerano questo album come l’espressione più alta del rock progressivo in generale. Fu il primo album del gruppo a contenere un brano così lungo da occupare un intero lato del vinile.

Quinto disco anche per i Jethro Tull che con Thick As A Brick producono il primo loro album considerabile progressive. LaThick as a brick Jethro tull cover

struttura del disco è particolare; si tratta infatti di un concept album formato da un solo brano che si interrompe soltanto per le ovvie esigenze tecniche del vinile. Versioni più o meno ridotte di questo unico brano sono entrate a far parte del repertorio live dei Jethro Tull ed è diventata celebre in particolare la versione live sul doppio Bursting Out.

Rimanendo sempre in ambito più o meno progressive, anche i Genesis  vogliono lasciare una traccia nel 1972 e lo fanno pubblicando uno dei loro dischi più belli ossia Foxtrot. Composto dalla formazione classica della band l’album risplende delle liriche create da un Peter Gabriel in stato di grazia che, probabilmente, con questo album raggiunge l’apice compositivo del suo periodo con i Genesis.

In ultimo, ma non in ordine di importanza, mi preme ricordare uno dei lavori più importanti dei Pink Floyd che vede la luce proprio durante quest’anno, il film-concerto-documentario Live at Pompeii.

Il film diretto da Adrian Maben, usci nella versione per le sale cinematografiche nel 1974 ed era sviluppato intorno alla musica dei Pink Floyd che, all’epoca, suonarono dal vivo all’interno dell’anfiteatro romano, completamente vuoto, nelle rovine di Pompei. Di questo esperimento esiste anche una versione bootleg in vinile.

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