Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.
Foxtrot è il quarto disco registrato in studio e pubblicato dai Genesis.
Siamo nel 1972 e i Genesis che sono reduci dalla pubblicazione di Nursery crime, un album che aveva all’epoca riscosso un grande favore dalla critica e anche dal pubblico. Si trovano quindi nella scomoda condizione di dover soddisfare delle enormi aspettative riguardo al nuovo album da pubblicare.
La domanda era: è possibile migliorare la già pur alta qualità espressa in Nursery crime? La risposta è si, specialmente se hai a disposizione una band formata da Peter Gabriel, Steve Hackett, Tony Banks, Mike Rutheford e Phil Collins.
I Genesis registrarono le tracce per Foxtrot in circa due mesi, cioè tra Agosto e Settembre 1972, agli Islands Studios di Londra. Il primo di registrazione fu però decisamente improduttivo sopratutto per cause che ben poco avevano a che fare con la musica.
Inizialmente il produttore sarebbe dovuto essere John Anthony, con il quale avevano lavorato alla loro nuova canzone “Happy the Man”, all’inizio dell’anno, ma l’aumento dei costi dovuti sopratutto al lento progredire del disco causò peasanti disaccordi tra Anthony e la Charisma Records, l’etichetta storica dei Genesis.
Quindi Gabriel e soci si trovarono a dover trovare un nuovo produttore e non fu un’impresa semplice. La situazione generò una perdita di focus da parte della band che non riusciva a produrre niente di veramente valido per il nuovo album. Quindi decisero di mettere fine a queste sessioni improduttive e di intraprendere un tour italiano nell’agosto del 1972, per poi riprendere a lavorare sull’album il mese successivo.
Dopo aver provato a farsi produrre da Tony Platt, che se ne ando velocemente per incompatibilità di carattere, finalmente i Genesis trovarono la quadra, anche se con qualche mugugno da parte di Banks, con Dave Hitchcock, che precedentemente aveva portato alla ribalta i Caravan, e John Burns come ingegnere, che avrebbero continuato a lavorare con loro anche nei successivi tre album.
Comunque, nonostante tutte le difficoltà, Peter Gabriel, Steve Hackett, Tony Banks, Mike Rutheford e Phil Collins riuscirono a tirare fuori dal cilindro una serie di brani di alta, se non altissima, qualità che, quando non furono utilizzati per Foxtrot, finirono nei laori successivi della band o nell’album da solista di Hackett.
Inizialmente la band lavorò su alcuni pezzi di Hackett, ma poi questi furono accantonati per essere inclusi nel 1975 nel primo lavoro da solista del chitarrista, Voyage of the Acolyte . Il materiale sonoro che adeguatamente rielaborato diventerà “Watcher of the Skies” e “Can-Utility and the Coastliners” fu invece eseguito dal vivo diverse volte prima che iniziasse la registrazione vera e propria di Foxtrot.
Un altro pezzo, ideato da Rutherford, fu registrato ma non utilizzato immediatamente. Anch questo fu successivamente adattato da Hackett in “Shadow of the Hierophant” in Voyage of the Acolyte.
Fu anche provata una prima versione di “Firth of Fifth”, scritto da Banks, ma senza. Banks comunque ci lavorò con convinzione durante l’anno successivo riusciendo poi a pubblicare il brano nel loro album successivo, Selling England by the Pound.
Durante le sessioni di registrazione di Foxtrot i Genesis registrarono anche uno dei brani più apprezzati durante le esibizioni dal vivo, “Twilight Alehouse”, che era stato eseguito quando Anthony Phillips, uno dei membri fondatori, era ancora nella band. Questa registrazione però non fu utilizzata per il nuovo album restando inedita fino al 1973 quando fu pubblicata come singolo in versione limitata.
L’album si apre con Watcher Of The Skies un brano le cui liriche sono state ispirate dagli scritti del celebre scrittore di fantascienza Arthur C. Clark. E’ una tracci che non ha bisogno di presentazioni. Divenne un classico ancor prima di essere registrata. La spaziale e monumentale introduzione di mellotron era l’ideale per iniziare i concerti, combinata ai giochi di luce ultravioletti e nuvole di fumo, creava l’atmosfera ideale per valorizzare tutta la teatralità di Peter Gabriel, che all’epoca era al suo top.
La seconda traccia è Time Table nella quale il protagonista è il magnifico pianoforte di Tony Banks il quale intesse una melodia malinconica e pungente. Un pezzo semplice ma di straordinaria intensità
Get ‘Em Out by Friday si presenta in maniera più grintosa e sperimentale, non solo strumentalmente ma anche a livello lirico. Si tratta infatti di una mini operetta nella quale i tre personaggi principali, ai quali corrispondono altrettanti temi musicali, parlano in prima persona raccontando ognuno la propria storia. Per ciascuno dei personaggi Peter Gabriel adotta uno stile vocale diverso mostrando, se mai ce ne fosse stato bisogno, a quale altissimo livello fosse arrivata la sua capacità interpretativa. Una canzone da apprezzare a più livelli, non solo per la tecnica dei musicisti e per l’incastro musicale, ma anche per la storia, che si conclude con un viaggio nel futuro fino al 2012.
Can-Utility and the Coastliners, il cui testo fu scritto da Steve Hackett, si ispira invece alla leggenda nordica di Canuto il Grande, re d’Inghilterra, Svezia e Danimarca attorno all’anno mille. La leggenda narra che questo re, stufo di essere adulato come una divinità dai suoi sudditi, volle dimostrare loro la sua natura umana. A questo scopo fece porre il suo trono di fronte al mare ed ordinò alle onde di arrestarsi di fronte ad esso, ovviamente senza successo. Il trono che affonda nel mare diventa quindi una metafora della vanità delle cose umane.
La seconda facciata si apre con il breve brano strumentale per chitarra acustica Horizons, eseguito dal solo Hackett, ispirato al primo movimento della Suite per violoncello solo BWV 1007 di Bach, autore molto amato dai musicisti progressive.
E così arriviamo alla composizione più importante di Foxtrot, il suo vero masterpiece, che è anche quello che si può considerare come il loro primo capolavoro autentico. Parliamo della suite Supper’s Ready, che occupa quasi interamente il lato B del disco, è frutto della collaborazione attiva di tutti i membri della band.
La musica dei Genesis nei primi anni settanta è fortemente elaborata, un rock progressive con possibilità espressive ampissime, e Supper’s Ready è l’emblema di questo momento musicale.
E’ una composizione estremamente complessa, di carattere spirituale, che trae ispirazione principalmente dall’ Apocalisse di S. Giovanni (capitolo 19 versetto 9) “Beati coloro che sono chiamati al banchetto nuziale dell’Agnello” .
Quindi il tema principale è l’atavica lotta tra il bene e il male e il titolo, Supper’s ready, si riferisce alla cena che celebra la vittoria del bene sul male. Non solo questo però. La suite racconta anche la storia di due amanti e, nel senso più ampio, dell’umanità intera.
Anche Peter Gabriel evidentemente si rese conto della complessità di questa sua opera. Infatti ognuna delle sette parti di Supper’s Ready ha una nota esplicativa scritta di suo pugno.
Il primo brano che apre Supper’s Ready, Lover’s Leap, racconta di una vicenda che si svolge all’interno di un’abitazione ed è molto pacata ed armoniosa: due innamorati si sono nuovamente incontrati e ora sembrano finalmente felici, ma accade qualcosa di misterioso ed i loro corpi iniziano a trasformarsi, mentre sette uomini misteriosi ed ammantati camminano nel giardino.
The guaranteed eternal sanctuary man
La coppia di amanti si trova improvvisamente in un luogo fantastico dove incontrano due personaggi che sono l’uno l’opposto dell’altro. Il primo è un pastore evangelico che rappresenta simbolicamente il bene, il secondo, che ovviamente rappresenta il male e che si presenta come l’uomo dell’Eterno Santuario Garantito, è il capo di un movimento religioso scientifico ed afferma di sapere come combattere il fuoco cioè l’impulso sessuale che impedisce di raggiungere l’illuminazione spirituale.
Ikhnaton and itsacon and thier band of merry men
L’uomo dell’Eterno Santuario Garantito ha due generali al suo servizio, Ikhnaton (nome del faraone egizio Amenhotep IV) e Itsacon (gioco di parole che significa è un truffatore). I due generali hanno l’incarico di scatenare una guerra senza pietà contro tutti coloro che non intendono seguire la religione dell’uomo delleterno santuario garantito.
How dare i be so beatiful?
La battaglia è terminata ed i morti sono disseminati ovunque.
I due innamorati vagano disperati e finiscono per incontrare presso un laghetto un giovane che, come nel mito di Narciso, viene mutato in fiore.
Il titolo è sarcasticamente dedicato al produttore del loro primo album Jonhatan King che amava ripetere in continuazione, per l’appunto, la frase How dare I be so beautiful?
Willow’s Farm
I due innamorati finiscono in un laghetto. Quando escono dall’acqua lo scenario che li circonda cambia completamente. I due si ritrovano in un mondo grottesco, divertente (Winston Churchill vestito da donna) e mutevole (è un fischio a dirigere i continui cambiamenti). Si tratta di una sezione che alleggerisce un po’ l’atmosfera allontanandola dall’impegnativa tematica religiosa.
Apocalypse in 9/8 featuring the delicious talents og Gabble Ratchet
Torna il riferimento all’Apocalisse di S. Giovanni.Un fischio fa tornare gli innamorati nel loro mondo dove è in corso l’Apocalisse, con le guardie di Magog che seminano morte, mentre Pitagora compone una canzone ed il mondo, utilizzando le stesse parole di Gabriel, si rigira su se stesso.
As sure as eggs is eggs
Il bene trionfa sul male, l’umanità si salva dalla distruzione ed anche gli innamorati vengono condotti alla Nuova Gerusalemme, dove trovano, infine, la tanto agognata serenità.
Il titolo di quest’ultima parte si riferisce ad una poesia di William Blake (And did those feet in ancient time) ispirata alla leggenda secondo la quale Gesù Cristo sarebbe arrivato a Glastonbury in Inghilterra.
Con Foxtrot i Genesis sbarcano per la prima volta negli Stati Uniti. Un arrivo oltreoceano non subito entusiasmante. L’esordio è in un concerto natalizio, pieno di problemi, alla Philharmonic Hall di New York il 13 dicembre 1972, preceduto da un live per pochi studenti alla Brandeis University di Boston due giorni prima. Ma anche se non trionfale, l’approdo negli USA sarà un ottimo traino per i Genesis in Europa e in particolare in patria. Da questo momento in poi la stampa e i media inizieranno a occuparsi di loro in maniera più intensa.
Foxtrot è il loro primo album dei Genesis a finire nella top 20 del Regno Unito ed è il disco che lancia la band nella grande famiglia del rock progressivo.
Foxtrot è stato ripubblicato nel 1994 come CD rimasterizzato digitalmente edito da Virgin.
Successivamente, nel 2008, è presente all’interno del cofanetto Genesis 1970–1975,ristampato come CD ibrido / Super Audio CD con un nuovo mix stereo e surround 5.1 e con un DVD di materiale bonus inedito. La ristampa include note di copertina scritte dal batterista dei Queen Roger Taylor.
Track list di Foxtrot edizione del 1972
Lato A
Watcher of the Skies – 7:21
Time Table – 4:47
Get ‘Em Out by Friday – 8:35
Can-Utility and the Coastliners – 5:45
Lato B
Horizons – 1:39
Supper’s Ready – 22:57
I. Lovers’ Leap
II. The Guaranteed Eternal Sanctuary Man
III. Ikhnaton and Itsacon and Their Band of Merry Men
IV. How Dare I Be So Beautiful?
V. Willow Farm
VI. Apocalypse in 9/8 (Co-Starring the Delicious Talents of Gabble Ratchet)
VII. As Sure as Eggs Is Eggs (Aching Men’s Feet)
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