Last Updated on 19 Aprile 2026 by Massimo M.
Willy and the poor boys fu pubblicato alla fine del 1969.
Questo album è il terzo che i Creedence clearwater revival fecero uscire quell’anno.
Anche se durante la lavorazione di questo disco si acuirono fortemente tutti i problemi che alla fine avrebbero portato allo scioglimento della band, Willy and the poor boys è un disco di grande spessore artistico pur non essendo straboccante, come invece erano i precedenti, di hit singles.
Il contesto storico di Willy and the poor boys
Il 1969 fu un anno particolarmente fecondo per la musica in generale e per i Creedence lo fu in modo particolare. San Francisco è il cuore pulsante della scena musicale statunitense. Infatti è qui che prende forma il nuovo rock made in USA. A capitanare questa “rivoluzione” furono i Grateful Dead e i Jefferson Airplane, che con le loro atmosfere lisergiche ben incarnavano i fermenti culturali e artistici della San Francisco bay area. Puoi approfondire l’argomento leggendo l’articolo che ho pubblicato sui dischi rock più significativi del 1969.
San Francisco è anche il luogo che ha dato i natali artistici ai Creedence Clearwater Revival, band capitanata dal chitarrista e cantante John Fogerty il quale, fregandosene altamente delle sperimentazioni lisergiche tanto in voga nella bay area, persegue un ideale musicale apparentemente contro corrente, cioè il revival folk.
Fogerty è un grande ammiratore dei padri fondatori del rock and roll come Chuck Berry e Little Richard e si ispira, come riferimento stilistico a Dale Hawkins l’inventore del cosidetto swamp rock boogie. Esempio limpido di questa ispirazione è la cover di Suzie Q.
Quindi in piena rivoluzione power flower, Fogerty si concentra su una sorta di revival tradizionalista, mettendo al centro del suo progetto mosicale il roots rock e la black music, utilizzando le cover per evidenziare e riconfermare il vincolo col passato. Questa operazione nelle mani di Fogerty e e dei Creedence si trasforma, con pochi ma straordinari dischi, in uno stile ben definito che trasporterà il rock and roll tradizionale oltre le rivoluzioni della fine degli anni sessanta.
Possiamo dire con certezza che senza Elvis Presley i Creedence Clearwater Revival non sarebbero mai potuti esistere ed è altrettanto certo che John Fogerty ha il merito di aver traghettato Presley oltre il guado degli anni sessanta, consegnando la sua eredità nelle mani di artisti come Bruce Springsteen e Bob Seger, solo per citare due dei nomi più famosi che pagano debito verso i Creedence clearwater revival.
Con una musicalmente solida band alle spalle John Fogerty è il padrone assoluto di questa controrivoluzione ed arriva nel 1969, l’anno cruciale per la Band che, dopo un esordio convincente ma ancora acerbo, pubblica tre dischi leggendari cioè Bayou Country, Green River e, appunto, Willy And The Poor Boys. A questa particolare triade di dischi ho dedicato uno specifico articolo che trovi pubblicato nel blog.
Quando il disco esce sul mercato
Willy And The Poor Boys esce il 2 novembre del 1969, scala le classifiche vendendo un milione di copie e certificando, se ce ne fosse stato ancora bisogno, in modo definitivo la grandezza della Band, una delle poche al mondo capace di pubblicare tre album di fila in un anno e tutti di altissima qualità.
Willy And The Poor Boys è un vero e proprio manifesto dello Swamp Rock che preleva le sua idee fondanti nel passato e le proietta nel futuro, che suona naif ed esuberante ma è tinteggiato anche di sfumature più oscura ispirate dalla atmosfera greve che si era generata in America a causa del conflitto nel Vietnam.
Analisi delle canzoni: da Fortunate Son a Effigy
Nonostante questo la parola d’ordine sembra essere niente intellettualismi perchè la musica è solo genuinità, purezza, è il linguaggio delle radici. Non è un caso che la track list includa anche due ottime cover, Cotton Fields di Leadbelly e il traditional Midnight Special e un brano strumentale, Poorboy Shuffle. Sono tre tracce che appaiono necessarie per rimarcare il concetto di una musica che per essere vitale deve tornare alle radici, che sia la strada percorsa dei buskers o la terra dove si suona il blues, patrimonio della gente semplice che si innamora della melodia ma fatica a comprendere i voli pindarici del movimento psichedelico.
Don’t Look Now è una testimonianza d’amore nei confronti di Elvis Presley, reinterpretato in chiave country folk, mentre il brano forse più celebre del disco, Fortunate Son, è una la gemma di rock duro che dimostra chiaramente che il revivalismo di Fogerty sa comunque coniugarsi anche con la stretta attualità. Si tratta infatti di un brano fortemente antimilitarista che prende in giro senza mezzi termini la consuetudine dei figli di ricchi, borghesi e militari di imboscarsi per evitare la leva obbligatoria.
In apparente controtendenza con il resto del disco, Fortunate Son è una scelta di barricata che si innesta nella polemica politica dell’epoca, è una decisa presa di posizione a favore della working class quindi in linea con il volere riportare la musica a livello popolare.
Chiude una scaletta di straordinaria intensità Effigy, ballata elettro acustica dall’incedere crepuscolare che, pur non rientrando fra i brani più popolari della band, è senz’altro uno degli episodi più riusciti della carriera di Fogerty. La chitarra del leader guida il gruppo in sei minuti in cui si coagulano melodramma, amarezza e innovazione. E’ un brano riuscitissimo anche se si discosta dalla formula collaudata del revivalismo. E’ un lungo lamento epico e tristissimo che sarà una caratteristica, tanto per fare un esempio, si molta della produzione di Neil Young.
Epilogo
Purtroppo, come spesso è accaduto nella storia della musica rock, dopo un disco formidabile come Willy And The Poor Boys la band comincia a perdere colpi. La carriera dei Creedence inizia la sua parabola discendente anche se il successivo Cosmo’s Factory, pubblicato nel 1970, pur mantenendo alto il livello di ispirazione di Fogerty comincia a mostrare la corda di un suono che non riserva più sorprese.
La storia dei Creedence Clearwater Revival è durata solo quattro anni eppure, nonostante il breve periodo di attività, i quattro ragazzi di El Cerrito sono entrati nella leggenda; è bastato un anno, il 1969, e tre dischi favolosi, l’ultimo dei quali, il nostro Willy And The Poor Boys, ha rappresentato l’anello di congiunzione tra passato e futuro, e ha riscritto le regole del rock’n’roll come oggi ancora le conosciamo.
Quindi possiamo senz’altro dire che questo album, come del resto anche gli altri due pubblicati nel 1969, devono essere presenti nella collezione di un amante della musica rock di qualità
Track list di Willy and the poor boys
Side one
1. “Down on the Corner” 2:46
2. “It Came Out of the Sky” 2:53
3. “Cotton Fields” Huddie Ledbetter 2:56
4. “Poorboy Shuffle” 2:25
5. “Feelin’ Blue” 5:06
Side two
1. “Fortunate Son” 2:19
2. “Don’t Look Now (It Ain’t You or Me)” 2:11
3. “The Midnight Special” Traditional, arr. John Fogerty 4:13
4. “Side o’ the Road” 3:24
5. “Effigy”
Consulta la discografia completa dei Creedence clearwater revival

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