British invasion the yardbirds

I dischi più importanti della British invasion

Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.

Quali sono i dischi più importanti della British invasion

Quando si parla di British invasion, molto semplicemente, si identifica uno dei principali spartiacque nella storia della musica popolare americana.

Il suo inizio si fa risalire unanimemente al 1964 e precisamente all’arrivo dei Beatles in America e alla loro famosa apparizione all’Ed Sullivan show il 9 Febbraio di quell’anno.

Ma in questo articolo non parleremo dei Beatles (vedi discografia USA) ne tanto meno dei Rolling Stones (vedi discografia USA), che al pari dei fab four, ebbero un grandissimo successo in America.

British invasion the beatlesDopo la sopra citata esibizione della band di Liverpool, che indubbiamente contribuì in maniera fondamentale alla tracimazione della voglia di rinnovamento musicale presente in USA, sul suolo americano iniziò ad arrivare un vasto gruppo di artisti britannici, da qui il termine British invasion.

In particolare i primi a presentarsi furono i gruppi beat che si dimostrarono capaci di riciclare e rinfrescare molte canzoni americane rhythm and blues e rockabilly degli anni ’50.

Nelle settimane immediatamente successive all’esibizione dei Beatles, un numero altissimo di dischi provenienti dalla Gran Bretagna si trovarono ad avere un’insperata visibilità nel circuito delle principali radio americane e , tra questi, c’erano anche alcuni lavori che avevano avuto scarsissimo successo nella madrepatria.

Il primo gruppo di artisti che caratterizzò la British invasion, durante la cosidetta prima onda, includeva The Animals, che dilagò in America con una fantastica rivisitazione di The house of the rising sun, The Dave Clark Five, Petula Clark, The Kinks, che sbancarono con You really got me, Manfred Mann, The zombies. Ovviamente arrivarono anche i pezzi da 90 come Rolling Stones, Yarbirds e The Who, con la loro My generation.

Nell’ estate del 1964 l’invasione era praticamente completata. Alla radio venivano passati molto più spesso gli artisti made in UK che non gli americani.

In effetti, un considerevole numero di artisti statunitensi affermati e anche non affermati, scomparvero dalle classifiche del 1964 ed alcuni di questi non ci torneranno mai più. Per fino la carriera del Re, Elvis Presley, subì una battuta d’arresto. Infatti, dopo otto anni di successi in interrotti, Elvis riusci a piazzare in classifica una sola Hit. Ci vorranno alcuni anni, precisamente dovremo attendere fino al 1969, per vedere di nuovo The King in classifica con In The ghetto e Suspicius minds.

Solo uno sparuto gruppo di artisti americani continuò a reggere il colpo e tra questi, i più rappresentativi furono senz’altro i Beach boys.

Alla prima onda ne seguirono una seconda e una terza che si sviluppò nel pieno degli anni settanta.

Ognuna di queste ondate fu caratterizzata dalla pubblicazione di dischi di alta qualità, estremamente indicativi del fermento creativo che si era sviluppato tra la metà degli anni sessanta e i primi degli anni settanta in USA e in Gran Bretagna.

The Animals – The Animals

British invasion The animals USAGli Animals, la band capitanata da Eric Burdon, sono con ogni probabilità la terza band in ordine di importanza, dopo Beatles e Stones, e influenza nell’ambito della british invasion.

Il loro disco d’esordio, dal tittolo omonimo, risale all’estate del 1964 e risalì le classifiche trainato dal successo del singolo “The House Of The Rising Sun”. Questo brano fu registrato, tanto per comprendere la qualità di questi a quel tempo ragazzi, in una sola volta all’interno di un piccolo studio Londinese, sfruttando il poco tempo libero rimasto durante il tour che stavano facendo con Chuck Berry.

La pubblicazione del long playing arrivò un pò più tardi consegnandoci una serie di brani nei quali la voce di Burdon si esprimeva già ad altissimi livelli.

Il disco pubblicato per gli USA, diversamente da quello UK, conteneva tutte le hit della band dalla già citata The house of the rising sun a Baby Let Me Take You Home.

 

The Yardbirds – For Your Love

British invasion the yardbirdsGli Yardbirds avevano preso il posto dei Rolling Stones come band “riempi locale” nel famigerato Crawdaddy Club in Inghilterra nel 1963 ed erano in quel momento guidati da Eric Clapton. Clapton però, essendo da sempre un purista del blues, mal digeriva il miscuglio musicale che caratterizzava il sound degli Yardbirds e quindi nel 1965 lascio il gruppo debitamente sostituito da Jeff Beck al quale si affiancò Jimmy Page come bassista.

La band di Clapton/Beck pubblicò anche in USA il vinile di For your love e si preparò al primo tour negli States con, nella formazione, entrambi i chitarristi. Ovviamente tutti i concerti furono un successone.

 

The Kinks – The Kink Kontroversy

british invasion the kinks kontroversy.jpgIl terzo album dei The Kinks, pubblicato nel Novembre del 1965, è un disco non certo commerciale, probabilmente il più difficile da comprendere dell’intera produzione della band londinese. È un disco di transizione che contiene elementi di entrambi gli stili dei Kinks precedenti come brani caratterizzati dal blues più pesante, tanto da essere considerati “proto punk”, e canzoni nelle quali si comincia a riconoscere il futuro stile di songwriting di Ray Davies (The World Keeps Going Round su tutte).

 

 

The Pretty Things – The Pretty Things

british invasion the pretty thingsIl primo disco dei Pretty Things, omonimo, è composto in massima parte di ottime cover di brani R& B e rock and roll. La band, come molte altre a quell’epoca, pescava a piene mani nella tradizione blues americana tant’è che anche il nome della band, The pretty Things, deriva dal titolo dell’omonim canzone di Bo Diddley. Nella play list non mancano quindi i nomi eccellenti, come per esempio Chuck Berry e Willie Dixon. Il disco ebbe un grande successo commerciale tanto che si piazzò al sesto posto nelle classifiche di vendita statunitensi.

 

Them – The “Angry” Young Them!

british invasion themI Them erano una band irlandese e sono passati alla storia, più che altro, per essere stata la band con la quale ha esordito quel geniaccio di Van Morrison. Inoltre la loro hit principale, Gloria, fu una della canzoni maggiormente programmate nelle radio del globo tra il 1964 e il 1965 oltre ad essere coverizzata da personaggi del calibro di Jimi Hendrix e David Bowie.

 

The Troggs – Wild Thing

british invasion the troggsI The Troggs, erano una band che proveniva dalle aree rurali britanniche, si era formato nel 1964 e fino a quel momento non aveva concluso granché. Poi decisero di ricantare un pezzo scritto dal newyorchese Chip Taylor e inciso negli Stati Uniti da una band chiamata The Wild Ones. Il brano si chamava Wild things e fu uno dei brani di maggior successo di quel periodo
Fu così, un pò per caso, che i Troggs si ritrovarono nel 1966 in vetta alle classifiche inglesi e americane. rendendo Wild Thing un vero e proprio classico del rock. Infatti la canzone, nella sua versione dei Troggs, è inserita al numero 257 della lista delle 500 migliori canzoni redatta dal Rolling Stone Magazine.

La versione di Wild Things dei Troggs fu registrata in mono durante un’unica sessione di registrazione.In seguito, a causa delle dispute sorte intorno alla sua distribuzione, il singolo fu reso disponibile sul mercato su due etichette diverse e fra di loro concorrenti cioè la Atco Records e la Fontana.

Di questo brano, di cui sono state realizzate innumerevoli cover, molto famosa è la versione eseguita da Jimi Hendrix durante il Monterey Pop Festival del 1967. Fu infatti alla fine dell’esecuzione di questo brano che Hendrix bruciò e distrusse la sua chitarra sul palco. Tale esibizione è stata pubblicata negli album postumi Jimi Plays Monterey (1986) e Live at Monterey (2007).

 

The Who – The Who Sings My Generation

british invasion the whoThe Who Sings My Generation è la versione USA del primo disco degli Who pubblicato in UK con il titolo di My generation. Qesto disco è la fotografia esatta della “swinging London” e della scena mod della quale la band ai suoi esordi era una estensione. Questo legame si vedrà poi più chiaramente nel loro futuro capolavoro Quadrophenia.

Il disco contiene due dei brani più celebri della produzione della band di Roger Daltrey , cioè My generation e The kids are alright e ben due cover di brani di James Brown. In generale, anche se gli Who anno sempre disprezzato questo album, la critica e il pubblico lo hanno sempre giudicato come uno dei lavori più significativi e influenti fra quelli pubblicati in quel periodo. Non a caso compare anche nella lista lista dei 1001 Albums You Must Hear Before You Die il celebre libro scritto, e continuamente aggiornato, da Robert Dimery.

The Zombies -The Zombies

british invasion the zombiesI The Zombies sono una di quelle bands che hanno una storia inspiegabile. Intorno alla metà degli anni 60 furono uno dei gruppi più importanti che con in proprio sound ha influenzato un grande numero di gruppi che sarebbero apparsi di li a poco. Ma, nonostante questo, oggi ben pochi sanno chi fosse e quanto importante sia stata questa band.

Il gruppo nel 1964 ottenne un ottimo successo sia in Europa che in USA con il singolo She’s Not There. Negli Stati Uniti anche altri due singoli, Tell Her No pubblicao nel 1965 e Time of the Season del 1968, ebbero un ottimo riscontro commerciale. Il loro album del 1968 Odessey e Oracle è classificato al numero 100 nella lista di Rolling Stone Magazine dei 500 Greatest Album di tutti i tempi.

 

 

Small Faces – Small Faces

british invasion the small facesGli Small faces furono una delle più popolari ed acclamate band della scena mod londinese degli anni sessanta. Infatti il gruppo ottenne un notevole successo in patria, raggiungendo la top ten con ben 8 singoli nel periodo che va dal 1966 al 1968 e il n.1 assoluto nel 1966 con il singolo All or Nothing, ma al contrario di altri gruppi britannici loro contemporanei, il loro riscontro commerciale in USA fu deludente, non riuscendo ad entrare mai nella Top 10 di Billboard.

 

 

 

La lista che hai appena finito di leggere non è sicuramente esaustiva ma vuole essere uno spunto per suggerirti l’ascolto di alcune band che oggi sono praticamente sconosciute ma che hanno prodotto molta ottima musica.

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