Consigli utili per creare una collezione di dischi in vinile

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Come accade per qualsiasi collezione anche per quella dei dischi, siano essi 45, 33 o 78 giri, ci sono alcuni parametri da conoscere per una corretta valutazione di ciò che si va a acquistare.

In questo articolo provo a darvi alcuni consigli utili per creare una collezione di dischi in vinile.

Prima di tutto ci dobbiamo soffermare sul come valutare i due principali componenti del nostro album ossia il vinile vero e proprio e la copertina.

Vinyl collectionVinile – La prima e più importante valutazione da fare sullo stato del vinile è quella che si fa a occhio. Quindi, prima di tutto, occorre stare molto attenti a individuare eventuali graffi presenti sulla superficie.

La maggior parte dei vinili autenticamente vintage avrà sicuramente alcuni segni superficiali, ma fai particolare attenzione ai graffi più profondi perché sono quelli che aggiungeranno fastidioso rumore reale.

 

 


Occorre prestare attenzione anche ai i vinili sporchi. A meno di non possedere una buona macchina per il lavaggio dei dischi, non acquisterei dischi sporchi.

Magari non hanno graffi significativi sulla superficie ma lo sporco in superficie, che non sempre si riesce a Macchina lava dischirimuovere del tutto, aggiungerà lo stesso una quantità di rumore molto fastidiosa.
Se si acquista in un negozio tradizionale è spesso possibile chiedere di ascoltare il disco prima di acquistarlo, questo evita di sicuro brutte sorprese. Conviene approfittare il più possibile di questa possibilità.

I dischi oltre che per il formato si possono suddividere in diverse categorie a seconda della tipologia di utilizzo e di destinazione commerciale.
Quindi gli LP (long playing) sono i classici 33” che possono essere singoli,doppi, tripli o anche quadrupli. Ci sono poi gli Ep (Extended plays) di solito in formato 7/12″ con pochi brani per lato, a volte solo uno.
Per quanto riguarda i 45 giri, oltre alle edizioni standard per la rivendita, con copertina in cartoncino a volte anche apribile, esistono edizioni picture disc e quelle stampate su vinile colorato.

Inoltre sono piuttosto comuni le versioni per juke box che sono praticamente scomparse, come nuove stampe, con gli anni 90.

Questi 45 giri di solito hanno una cover anonima o con, al massimo, il logo della casa discografica. Altra caratteristica tipica di queste edizioni è che sulle due facciate ci sono brani non appartenenti al repertorio dello stesso artista.

Sul mercato si possono trovare anche se piuttosto raramente i cosidetti Pressing test. Come dice il nome questi  sono vere e proprie prove di stampa necessarie per testare la qualità del master e degli stampi dell’album prima di dare il via alla produzione massiva del disco.

I pressing test sono ovviamente molto rari e estremamente ambiti dai collezionisti.
Altrettanto ambiti dai collezionisti sono gli acetati che sono i veri originali dai quali viene ricavato lo stampo per la produzione dei dischi.

Inutile dire che l’acetato è un qualcosa di raramente commercializzato in modo standard. Più spesso si può trovare come oggetto di un’asta.

Cover – Vi sono molti danneggiamenti della copertina che possono diminuire, anche di moltissimo, il valore di un disco.

La prima cosa da valutare è il cerchio di usura che in alcuni casi, arriva a rendere visibile l’intero profilo del disco. Più è visibile e peggio è, ovviamente. Lo stesso dicasi per i bordi esterni della cover che spesso sono piuttosto malridotti. Entrambi questi difetti abbassano di molto la valutazione di un disco.
La presenza di muffa indica la permanenza dell’album in una soffitta o in una cantina e molto probabilmente dei danni consistenti alla qualità del vinile. In questo caso, a meno che non ci si trovi davanti a dischi particolarmente rari, conviene desistere dall’acquisto.
Scollatura dei lembi della cover, danni da acqua e, in generale segni, marchi, etichette o la firma del proprietario originale del disco sono anch’essi motivo di svalutazione di un album.
Cover bucata o tagliata. Un buco o un taglio regolare nella cover indica che il disco è stato ritirato dal commercio e poi vi è stato reintrodotto in tempi successivi.

Quando si incomincia a mettere insieme questo tipo di collezione inevitabilmente ci si deve confrontare con la classificazione ufficiale della qualità.

Questa classificazione, adottata in tutto il mondo, è utile specialmente quando si acquista on line perché, in questo caso, manca del tutto la possibilità di fare la valutazione “a vista”. Dando per auspicabile l’onestà di chi vende, la scala di valori internazionale, la Goldmine grading standards riportata in un precedente articolo, è comunque uno strumento indispensabile per non ricevere sgradite sorprese.

Prezzo – Determinare quale sia la cifra corretta da pagare per acquistare un determinato album potrebbe essere un problema per il collezionista principiante perché, come abbiamo già visto, vi sono numerose variabili che concorrono alla formazione del prezzo finale anche se, come per tutte le collezioni, il prezzo dipende dalla rarità e dalla richiesta sul mercato di un un determinato pezzo.
Per una valutazione preliminare sono molto utili siti web come Discogs.com o Popsike.com.

Stampa del disco – Probabilmente la cosa più difficile da determinare, anche per i collezionisti esperti, è quando una stampa è una Prima stampa originale.

Anche in questo caso ci sono innumerevoli varianti da tenere in considerazione. Per esempio, se l’album è stato stampato negli anni ’60 lo spessore del vinile sarà piuttosto consistente, l’etichetta avrà un aspetto piuttosto datato e, probabilmente, riporta anche un indirizzo postale.

Se il disco è americano avrà una copertina di cartone piuttosto spesso mentre se è europeo la copertina sarò piuttosto sottile e probabilmente con una stampa lucida.

Per ogni decade ci sono caratteristiche diverse e peculiari che rendono un po’ più semplice riconoscere i vinili originali.
Un altro modo di determinare se si ha per le mani una prima copia è utilizzare il numero di matrice che si trova nell’area immediatamente precedente all’etichetta, la cosidetta run off area, con il quale è possibile risalire alla versione di stampa , ma è una faccenda da veri esperti.
Le prime stampe hanno una valutazione maggiore rispetto alle ristampe per varie ragioni, tra le quali il fatto che suonano meglio, la qualità del vinile migliore, dettagli diversi nell’artwork che poi verranno cambiati nelle stampe successive.

L’album Led Zeppelin IV, di sui si parla in questo articolo, è uno dei tanti esempi di variazione dell’etichetta tra una stampa e la successiva.

Materiale – La gran parte dei dischi in vinile sono di colore nero ma molte etichette stampano, spesso in tiratura limitata, copie di dischi in vari colori e anche su vinile trasparente.

Non esiste praticamente nessuna differenza di suono tra un vinile nero e uno colorato.
Esistono infine i picture disc che hanno una immagine sulle due facce. Queste edizioni vengono vendute con una cover Morryssey picture disctrasparente e spesso si tratta di stampe piuttosto rare.
La massa del vinile gioca una importante parte nella qualità audio del vinile stesso. Di solito gli LP standard pesano 120 gr ma vi sono delle edizioni per audiofili che arrivano a pesare 200 gr.

Ultimamente molte ristampe di grandi successi degli anni 60/70 vengono effetuate su vinile da 180 gr.

Nel collezionismo dei dischi in vinile sono utilizzati anche termini piuttosto specifici. Non è necessario conoscerli tutti ma almeno avere un’infarinatura aiuta. A questo scopo ho realizzato un’apposita sezione del sito con un glossario dei termini più utilizzati.

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