Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.
Burn è l’ottavo disco pubblicato dai Deep Purple ed il primo con la formazione Mark III, che è caratterizzata dalla presenza di David Coverdale alla voce e Glenn Huhes al basso e voce.
Considerati come i pionieri di quello che sarebbe stato poi battezzato come Heavy Metal, insieme ad altre band leggendarie come i Black Sabbath e i Led Zeppelin, i Deep Purple avevano già lasciato il segno con fondamentali per il panorama rock come In Rock, Machine Head e uno dei Live album più famosi in assoluto ossia Made in Japan.
Burn segue di un anno Who Do We Think We Are, lavoro che non aveva riscontrato il successo sperato e che di fatto aveva acuito i conflitti tra Gillan e Blackmore portando ad una netta rottura all’interno del gruppo che portò, inevitabilmente, all’uscita di Gillan dalla band.
Dopo l’allontanamento dal gruppo di Ian Gillan e del bassista Roger Glover le redini del gruppo restano in mano a Blackmore a questo punto sostenuto e coadiuvato da Ian Paice alla batteria e Jon Lord alle tastiere.
Blackmore si rende conto di dovere in qualche modo rifondare la band e quindi ingaggia Glenn Hughes, talentuoso musicista dall’ impronta spiccatamente Rhythm & Blues, che nelle sue intenzioni sarebbe dovuto diventare il frontman trasformando la band in un quartetto. Il management dell’etichetta discografica però non era d’accordo ed insistette affinchè venisse ingaggiato un quinto elemento. Entra così nelle fila del gruppo il giovane David Coverdale, talento fino ad allora sconosciuto che viene notato per puro caso durante un live da un Ian Paice che era a zonzo per birrerie.
Lungi da essere in competizione fra loro Hughes e Coverdale si integrano perfettamente con la voce di Coverdale che fa da contraltare a quella di Hughes, particolarmente alta, e da il suo meglio su toni medio bassi con uno stile tipicamente blues.
La possibilità di avere nel proprio arsenale due stili vocali invece di uno solo permette alla band di dare alle proprie composizioni una varietà interessante e uno spettro sonoro maggiore di quanto inciso nei dischi precedenti.
La nuova formazione entra in studio nel Novembre del 1973
Come era avvenuto per la registrazione di Machine Head, la band si reca a Montreux, in Svizzera, e utilizza la Rolling Stones Unit Mobile. Dopo appena tre mesi il disco è pronto e il 15 Febbraio del 1974 viene rilasciato sul mercato.
Il brano omonimo, che apre il disco, è probabilmente anche il migliore dell’album ed è il biglietto da visita con il quale Coverdale si presenta al mondo. Grazie anche ad un’ottima produzione ed un missaggio di alto livello, a cura di Martin Birch e della band stessa, Burn apre le danze con uno dei riff più spettacolari mai composti da Blackmore sostenuto da una parte ritmica martellante e dalle tastiere di Jon Lord in stato di grazia.
Burn fu pubblicato anche come singolo con un buon successo commerciale. Fu probabilmente proprio per questo ottimo riscontro, e forse anche per rompere con il passato, che la band decise di aprire, da allora in poi, le sue esibizioni live proprio con questo brano e non più con la storica Highway star, a lungo utilizzata come brano d’apertura.
La traccia successiva, Might Just Take Your Life, è complessivamente meno convincente, anche se Coverdale la farà sua per molto tempo durante le esibizioni dei Whitesnake.
Lay Down, Stay Down riporta in alto il ritmo e sono ancora gli eccellenti incroci vocali di Coverdale e Hughes a farla da padrone.
You Fool No One, replica in parte quanto già fatto con Burn e conferma i parametri che definiranno l’hard rock che verrà di li a poco. Non a caso ascoltando i lavori dei primi Rainbow, la band fondata da Blackmore proprio nel 1974 si sente forte e chiaro quanto questi due brani siano stati seminali.
Mistreated invece sarà un cavallo di battaglia di Coverdale con i Whitesnake. Il brano contiene una indimenticabile interpretazione di Blackmore che dilata l’atmosfera struggente del brano al suo limite massimo. Il brano reca anche la firma di Coverdale tra i credits, anche se in realtà fu scritto da Hughes, che però non lo potè firmare per problemi di tipo contrattuale.
Burn è senza dubbio una pietra miliare della storia dell’hard rock e lo dimostrano gli ottimi piazzamenti raggiunti in tutte le classifiche europee e i dischi d’oro vinti negli Stati Uniti, in Argentina, in Francia e nel Regno Unito.
Indubbiamente in questo disco ci sono tutti gli elementi fondanti per il futuro hard rock/heavy metal.
Nel 2004, in occasione del 30° anniversario dalla pubblicazione, Burn è stato ri-pubblicato includendo cinque tracce bonus.
Track list della versione pubblicata nel 1974
Lato A
Burn – 6:00
Might Just Take Your Life – 4:36
Lay Down, Stay Down – 4:15
Sail Away – 5:48
Lato B
You Fool No One – 4:47
What’s Goin’ on Here – 4:55
Mistreated – 7:25 (Ritchie Blackmore, David Coverdale)
A 200 – 3:51 (Ritchie Blackmore, Jon Lord, Ian Paice)
Tracce bonus aggiunte nella versione del 30º anniversario
Coronarias Redig (remix 2004) – 5:30 (Ritchie Blackmore, Jon Lord, Ian Paice)
Burn (remix 2004) – 6:00
Mistreated (remix 2004) – 7:28 (Ritchie Blackmore, David Coverdale)
You Fool No One (remix 2004) – 4:57
Sail Away (remix 2004) – 5:37 (Ritchie Blackmore, David Coverdale)
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