Last Updated on 25 Gennaio 2026 by Massimo M.
Biografia di Emerson, Lake & Palmer
La storia degli Emerson, Lake & Palmer inizia nel 1969 quando Keith Emerson, tastierista virtuoso con all’attivo già quattro album con i Nice, si unisce a Greg Lake bassista dei King Crimson e a Carl Palmer ex batterista degli Atomic Rooster. Dopo pochissimo tempo, precisamente nel 1970, il gruppo esordi` all’Isle of Wight Festival con una versione rielaborata alla maniera progressive delle Pictures At An Exhibition di Mussorgsky. Il successo fu immediato e il progressive, grazie a EL&P, cominciò a diventare un genere musicale accessibile perdendo, in parte, la sua caratterizzazione intellettuale.
Sempre nel 1970 esce il loro primo disco da studio intitolato semplicemente Emerson, Lake & Palmer che mette subito in evidenza le abilità tecniche del trio.
Dal punto di vista strettamente compositivo è uno dei primi tentativi di connubio tra la musica rock e la classica che alla fine degli anni ’60 aveva avuto fra i suoi sperimentatori proprio Keith Emerson con i Nice.
All’interno di questo disco si trova anche la ballata Lucky Man , che è una canzone che Lake ha scritto quando ricevette la sua prima chitarra all’età di 12 anni e che porta la band alla ribalta.
Nel 1971 viene pubblicato Tarkus. Questo disco, prodotto direttamente da Greg Lake, è da molta critica considerato come uno dei più rappresentativi del trio e uno dei più interessanti all’interno della vasta produzione progressive.
L’intero lato A è occupato dalla suite Tarkus dedicata al mostro ritratto nella copertina mentre il lato
B accoglie una serie abbastanza eterogenea di brani tra i quali spicca Are you ready Eddy?, un rock and roll totalmente privo di legami con tutto il resto dell’album.
Sempre nel 1971 vede la luce l’abum che racchiude il lavoro d’esordio degli Emerson, Lake & Palmer ossia Pictures at an Exhibition. Registrato dal vivo durante il concerto al Newcastle City Hall del 26 Marzo 1971 è la rivisitazione rock dell’omonima composizione di Musorgskij durante la quale le partiture originali vengono alternate alle composizioni del trio.
Nel luglio del 1972 gli Emerson Lake & Palmer pubblicano il loro quarto album intitolato Trilogy.
Il disco presenta una significativa differenza con i precedenti in quanto nei brani traspare una maggior compattezza della band e una certa unità di intenti. In effetti nei lavori precendenti spesso i componenti del trio sembravano voler competere fra loro sfoggiando la loro bravura artistica che però, a volte, andava a discapito della qualità della composizione. Alla fine quello che viene fuori è un gran bel disco progressive dove trova posto, fra l’altro, una splendida strumentale Abaddon’s Bolero che seguendo lo schema del noto Bolero di Ravel ripete il suo ritmo in crescendo fino a giungere all’esplosione sonora finale.
Arriviamo quindi al 1973 quando viene pubblicato Brain salad surgery che è il primo album prodotto dalla Manticore casa discografica aperta dal gruppo Emerson, Lake & Palmer dopo essersi dissociata dalla Atlantic Records.
(Da Wikipedia) L’album si apre con Jerusalem, trasposizione dall’incedere marziale e barocco di un noto canto liturgico della tradizione inglese e su testo del poeta preromantico William Blake; segue Toccata, adattamento da un concerto per pianoforte di Alberto Ginastera condotto magistralmente da Keith Emerson, al quale è rivolto un riconoscimento personale da parte del compositore argentino, stampato sulla busta interna del disco. Still… You Turn Me On, è una ballata coi consueti delicati arpeggi di chitarra; in questo pezzo inoltre troviamo Emerson impegnato alla fisarmonica. La successiva Benny The Bouncer si attesta su un mood più allegro, cantato con voce grintosa da Lake, in cui si fa vivo il piano honky tonk, come già in Jeremy Bender da Tarkus e in The Sheriff da Trilogy.
Karn Evil 9 (gioco di parole tra “carnival” e “evil”) è il titolo della suite che ricopre gran parte del disco (in origine, era il brano in chiusura della prima facciata, che seguiva in continuità su tutta la seconda) ed è suddivisa in tre “impressioni”. Al testo collabora anche Pete Sinfield, particolarmente attivo come paroliere in ambito progressive, che in seguito tornerà a scrivere per ELP. La suite viene ricordata spesso per l’incipit della parte seconda della prima impressione, dove Lake pronuncia quella che diverrà da allora in poi la “frase immagine” del trio, soprattutto dal vivo: Welcome back my friends to the show that never ends…
Il sesto album è quello che conclude la fase più importante della produzione degli Emerson,lake & Palmer e che chiude la prima e sicuramente più importante fase creativa del trio. Si tratta di un triplo album dal vivo, uno dei pochissimi album tripli comparsi in una top ten, che ripercorre tutte le produzioni del gruppo ad eccezione di Pictures at an exhibition. Esce nel 1973 e si intitola Welcome Back, My Friends, to the Show That Never Ends… Ladies and Gentlemen, Emerson, Lake & Palmer.
Nel 1977 esce Works volume 1, album doppio nel quale già si capisce che il gruppo si sta sciogliendo. Infatti solo una delle quattro facciate è opera del trio mentre le altre tre sono, in pratica, dedicate al lavoro di un singolo musicista con gli altri a collaborare in maniera subordinata.
Sempre nel 1977 esce Works 2 che è sempre un doppio album al quale collabora massicciamente Peter Sinfield ex paroliere dei King Crimson.
Nel 1978 esce quello che è considerato l’utimo album degli E,L & Palmer ovvero Love Beach. Questo è un disco che, francamente, poteva anche non venire alla luce e al quale la critica assegna un valore unicamente collezionistico. I fans storici del gruppo hanno soprannominato questo disco, spregiativamente, “Love Bitch” e neppure la considerazione del trio è stata migliore: in particolare Carl Palmer lo ha definito più volte “il peggior disco che io abbia mai realizzato”.
Gli ELP annunciano il loro scioglimento ufficiale nel dicembre del 1979. A scioglimento avvenuto, escono In Concert (1979) e The Best Of EL&P (1980).
Subito i tre musicisti si dedicano a progetti solisti: Emerson realizza la colonna sonora del film “Inferno” di Dario Argento; Lake scrive canzoni per il suo album e Palmer forma il gruppo PM.
Per tutti gli anni ottanta gli ormai ex membri della band si dedicano a vari progetti con alterne fortune.
Poi, nel 1991, Emerson Lake e Palmer vengono contattati per tornare insieme per realizzare la colonna sonora di un film. La pellicola non verrà mai realizzata, ma la band, cavalcando l’onda del revival fiorito all’inizio degli anni Novanta attorno al rock progressivo, farà uscire un nuovo album come ELP, Black Moon, prodotto da Mark Mancina, grande fan del gruppo nonché stimato compositore e musicista. Anche in questo caso la musica prodotta è di alto livello, non poteva essere altrimenti, ma sostanzialmente si tratta di un lavoro inutile che nulla aggiunge a quato già fatto da questi artisti.
Nel 1992 la band torna in tour di nove mesi negli Stati Uniti, Europa, Sud America. Dal Tour viene tratto il grintoso Live At The Royal Albert Hall e nel 1993 si reca a Los Angeles per registrare un nuovo album. Emerson, tuttavia, comincia ad avere dei problemi coi nervi della mano destra, che lo costringeranno a sottoporsi a un intervento, costringendo il gruppo a realizzare il nuovo album, In The Hot Seat, separatamente e ad assemblarlo poi in studio.
I problemi di salute del tastierista obbligano la band a sospendere il tour per poi tornare in concerto nel 1996 in un trionfale tour americano insieme ai Jethro Tull.
L’11 marzo 2016 arriva la notizia che Keith Emerson è stato trovato senza vita nella sua casa di Los Angeles. La notizia è stata diffusa dal sito del batterista Carl Palmer. La polizia di Santa Monica ha rivelato a Billboard che Emerson sarebbe stato trovato morto con una ferita d’arma da fuoco alla testa, ipotizzando che si sia tolto la vita.
Una perdita dolorosa e incolmabile, perché Keith Emerson non è stato solo una colonna degli ELP, ma il tastierista per definizione della musica rock.
Pochi mesi più tardi, alla fine di un 2016 terribile per il mondo della musica arriva anche la notizia della morte di Greg Lake.
Si conclude così, tragicamente, l’avventura di un trio di strpitosi e rivoluzionari musicisti che hanno saputo tracciare una via nuova e originale per la musica rock e per uno sterminato stuolo di musicisti che da loro continuano a trarre ispirazione.