Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.
Abbey Road 1969: l’addio perfetto dei Beatles su vinile
Pubblicato nell’ottobre del 1969, Abbey road resta l’ultima vera collaborazione di tutti e quattro i Beatles in studio con il produttore George Martin.
Abbey Road è considerato da molti uno dei più grandi dischi rock di sempre, tanto da rientrare spesso in classifiche dedicate ai vinili fondamentali che ogni collezionista dovrebbe possedere nella propria collezione.
Abbey Road: contesto storico e fine dei Beatles
Quando arriva il 1969 la storia dei Beatles è già arrivata al capolinea con Lennon, McCartney, Harrison e Starr completamente coinvolti nei loro nuovi ruoli di solisti.
Il perché più o meno lo si è capito anche se non fino in fondo. La prima crepa probabilmente si era originata con la scomparsa di Brian Epstein che più di ogni altro aveva fin dall’inizio della storia dei quattro di Liverpool funto da collante e appianato molte divergenze.
Inoltre tutti e quattro i componenti dei Beatles avevano molto da esprimere a livello artistico e l’essere costretti all’interno dei confini di una band, soprattutto di un gruppo come il loro che aveva popolarità planetaria, probabilmente li stava soffocando.
Last but not least c’era la questione legata a Yoko Ono. Lennon si era progressivamente allontanato dalla band per seguire la sua nuova compagna e tutti gli impegni legati al pacifismo (bed-in for peace), che caratterizzarono la sua attività fino al giorno della morte. Quando poi era presente in studio lo faceva portando con se la Ono che quindi presenziava a tutte le sessioni di registrazione dei Beatles. Cosa che probabilmente infastidiva, non poco, gli altri.
Quindi storia finita per i Beatles? No, niente affatto. C’è il tempo per un ultimo sussulto creativo e per far parlare ancora di loro.
Il rooftop concert e l’ultimo concerto dal vivo
Il 30 di Gennaio del 1969 ci fu il concerto a sorpresa sul tetto del palazzo della Apple, l’etichetta ovviamente, che fu anche l’ultima esibizione dal vivo della band. Si dice che fu a sorpresa però, evidentemente, già si sapeva che qualcosa sarebbe stato fatto.
Ovviamente il concerto non annunciato attirò in breve tempo una montagna di persone e, inevitabilmente, anche le ire di qualcuno che, infastidito dal generale putiferio che si era creato, chiamò le forze dell’ordine. Le quali fecero chiudere l’esibizione alla fine di Get back!. Tutto il concerto fu ovviamente filmato per essere incluso nel documentario “Let i be” e registrato da Alan Parsons, allora tecnico del suono agli Abbey road studios.
Dopo questa ultima esibizione dal vivo emergono ancora più forti alcune divergenze legali legate alla gestione della casa discografica e questo contribuisce a scavare la fossa per i Beatles.
In ogni caso, come abbiamo già detto, c’è uno spiraglio per un ultimo sussulto creativo. McCartney parla con George Martin, che aveva preso il posto di Epstein, e decidono di lavorare insieme ad un nuovo disco dei Beatles. L’idea era quella di produrre un numero di brani tale da poter riempire almeno un lato del nuovo disco entro Giugno, perché poi Lennon se ne sarebbe andato per oltre un mese per seguire le campagne pacifiste con la sua nuova compagna.
In realtà a Giugno c’era ben poco materiale pronto e sia arrivò a pensare di ripescare alcune registrazioni fatte per Get back!
La genesi di Abbey Road
Nel frattempo Lennon e la Ono si erano sposati. Al ritorno dalla luna di miele Lennon propone a McCartney una sua composizione, Ballad of John and Yoko. Nato da un’ispirazione improvvisa il brano parla della genesi del rapporto tra i due e delle loro lotte nel campo pacifista.
Il brano viene registrato con McCartney che suona il piano, la batteria, il basso e le maracas e Lennon che canta e suona la chitarra. Viene pubblicato come singolo ma non sarà incluso nei dischi dei Beatles. “The Ballad of John and Yoko” divenne il diciassettesimo e ultimo singolo numero uno dei Beatles nel Regno Unito.
Finalmente a Luglio, nel giro di un paio di settimane, riuscirono, non senza difficoltà, a registrare i brani mancanti. Videro la luce pezzi come Here comes the sun e Come together e quasi tutta la scaletta del disco. A fine Agosto l’ultimo brano, Because, vide anch’esso la luce.
Per il lato A del vinile furono scelti brani singoli mentre per il lato B fu realizzato un lungo medley che occupa l’intera facciata.
La copertina di Abbey Road
Per l’immagine di copertina fu scelta una foto destinata a diventare tra le più iconiche nella storia della musica pop ossia quella in cui Lennon, McCartney, Harrison e Starr attraversano le strice pedonali di Abbey road. Questa immagine, come forse saprai, ha alimentato a dismisura la teoria che Paul McCartney fosse morto e che fosse stato sostituito da un sosia.
Paul is dead
Secondo questa leggenda metropolitana, conosciuta come Paul is dead o PID legend, Paul McCartney sarebbe morto nelle prime ore del mattino di mercoledì 9 novembre 1966. A seguito di un litigio con gli altri membri dei Beatles durante una sessione di registrazione, Paul sarebbe sfrecciato via con la sua Aston Martin, finendo coinvolto in un tragico incidente stradale in cui sarebbe rimasto decapitato.
Il sostituto: William Campbell
Per evitare un’ondata di suicidi tra i fan e per non interrompere il successo planetario della band, i Beatles (insieme ai servizi segreti britannici) avrebbero deciso di nascondere la morte di Paul. Lo avrebbero sostituito con un sosia, spesso identificato come un poliziotto canadese di nome William Campbell (o “Billy Shears”), che si sarebbe sottoposto a interventi di chirurgia estetica per perfezionare la somiglianza.
I “messaggi subliminali”
I sostenitori della teoria affermano che i restanti membri della band, tormentati dai sensi di colpa, avrebbero iniziato a inserire indizi nei loro album:
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Copertina di Abbey Road: È vista come un corteo funebre. John (in bianco) è il sacerdote, Ringo (in nero) l’impresario funebre, George (in jeans) il becchino e Paul è l’unico scalzo, fuori passo e con la sigaretta nella mano destra (nonostante fosse mancino).
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Copertina di Sgt. Pepper: Una corona di fiori a forma di basso per mancini e una statuetta di Kali (dea della distruzione) sembrerebbero puntare alla tomba di Paul.
Il realta Macca era vivo e vegeto e portò regolarmente avanti le registrazioni per il nuovo album insieme al resto della band.
Finita la registrazione fu deciso il titolo, suggerito da Ringo Starr. Era nato Abbey road, l’ultimo vero disco corale dei Beatles.
Le tracce di Abbey Road: analisi lato A
Il lato A si apre con “Come Together“, pezzo totalmente di Lennon, del quale va giustamente orgoglioso e che, per questo, proporrà dal vivo in tutti i suoi concerti negli anni a venire. Il brano è caratterizzato da una atmosfera cupa, con bassi protagonisti, toni alti quasi del tutto tenuti fuori dai giochi e un ottimo lavoro di Ringo Starr alla batteria. Il testo, che è il riassunto di tutti gli stili adottati da Lennon durante la sua carriera, mescola abilmente aspetti biografici a non-sense, metafore e giochi di parole. Sono rimaste famose le parole bisbigliate “Shoot me…” con le quali si apre il brano che assumono un valore quasi profetico pensado a quello che sarebbe purtroppo successo 11 anni dopo.
Il brano che segue è “Something“, forse il pezzo più bello mai scritto da Harrison. Il 25 febbraio 1969, giorno del suo ventiseiesimo compleanno, George Harrison si recò da solo in sala di registrazione per incidere un demo di Something. Durante quella seduta di registrazione Harrison eseguì le parti strumentali alla chitarra, al piano e alcune sezioni vocali, realizzando alla fine una registrazione semplice ma molto suggestiva. Durante quella stessa sessione furono anche effettuate le primissime registrazioni di Old Brown Shoe, destinata ad essere il lato B di The Ballad of John and Yoko, e All Things Must Pass, che avrebbe dato il titolo all’album All Things Must Pass che lo stesso Harrison pubblicherà nel 1970, dopo lo scioglimento del gruppo.
“Maxwell’s Silver Hammer“, il terzo brano in scaletta, è una canzone ambigua. Fu motivo di aspre divergenze tra McCartney, che ne era l’autore, e Lennon; il primo la riteneva degna di un singolo, il secondo semplicemente la detestava. Un testo senza molta sostanza accoppiato ad un buon arrangiamento in cui fa la sua apparizione il Moog inventato da pochi mesi, che caratterizza l’assolo.
“Oh! Darling” fu un’altra ossessione di McCartney il quale durante le cinque sedute di registrazione che ci vollero per terminare il lavoro rifece ossessivamente la parte vocale, mai pienamente soddisfatto. La canzone fu composta nello stile di una ballata rock’n’roll di quelle che avrebbero potuto pubblicare i Platters o The Diamonds.
Il contributo di Ringo Starr a Abbey road, si intitola “Octopus’s Garden” ed è un’altra canzone fantasy infantile. Ringo ha raccontato che, per questo brano, fu ispirato da una storia che aveva sentito su come i polpi amano raccogliere oggetti luccicanti e creare il loro piccolo “giardino”. Sembra che questa storia gliela abbia raccontata un pescatore sardo durante una vacanza che Starr aveva fatto in costa Smeralda. Il testo di questa canzone racconta di un mondo sottomarino, e sembra rifarsi alle atmosfere irreali di “Yellow Submarine”. Questa canzone, col suo stile country e spensierato, alleggerisce l’atmosfera dopo l’intensità di “Oh Darling” e il buco nero che termina il primo lato, “I Want You, She’s So Heavy”.
I Want You, She’s So Heavy è una composizione insolita per i Beatles per una serie di motivi come la sua durata (quasi otto minuti), il testo estremamente ridotto (solo quattordici parole diverse), il suo suono per la prima volta definito “Heavy” e il suo finale brusco e imprevisto. È anche una delle ultime canzoni che i Beatles realizzarono in gruppo il 20 agosto 1969.
Il medley del lato B: il cuore dell’album
Il secondo lato è dove inizia davvero la magia di Abbey road. E’ composto quasi interamente da un medley ideato essenzialmente da McCartney e da George Martin, che curò e diresse personalmente tutti gli arrangiamenti delle parti orchestrali. Lennon invece si disinteressò al progetto e non nascose mai la sua avversione al medley ma, nonostante ciò, contribuì con numerosi pezzi alla realizzazione di quest’ultimo.
Il suddetto medley si apre con i suoni solari e freschi del secondo contributo di Harrison, il capolavoro sonoro, “Here Comes the Sun“. L’armonia della voce e la melodia leggera e accattivante catturano l’attenzione di chi ascolta e si ha davveroa la sensazione di assistere ad una sorta di rinascita, come il sole che esce da dietro le nuvole mentre l’inverno svanisce. Solo questo brano insieme a “Something”, potrebbe rendere questo album dei Beatles il migliore di sempre.
“Because”, la seconda sezione musicale, nasce da un esperimento musicale. John Lennon si ispirò alla sonata per piano Al chiaro di luna di Beethoven, che Lennon aveva sentito suonare da Yoko Ono e alla quale aveva chiesto di riprodurre gli accordi al contrario. Ne aveva poi tratto una bella composizione, probabilmente la più complessa dal punto di vista armonico con la quale i Beatles si fossero mai confrontati durante la loro carriera. Il brano è caratterizzato da un’armonia suddivisa in tre parti a loro volta triplicate in fase di produzione. Il risultato è che l’armonia risulta cantata a nove voci con un semplice accompagnamento di moog e clavicembalo. Le voci sono magistrali e la tecnica di produzione è superba.
“You Never Give Me Your Money” fu composta in modo che fosse divisa in tre parti. La prima trae spunto dai problemi riguardanti il management dei Beatles all’inizio del 1969, la seconda è invece uno sguardo ai primi anni dei Beatles, la terza parte, cioè la coda, presenta degli effetti sonori, assemblati da McCartney in modo da poterla collegare alla successiva Sun King, e il coro One, two, three, four, five, six, seven… All good children go to Heaven, preso da una canzoncina per bambini.
“Sun King” e la successiva “Mean mr Mustard” sono frutto invece della penna di Lennon: la prima ripresenta il tipico lessico non-sense Lennoniano infarcito da frasi italiane e spagnole, mentre la seconda trae ispirazione da un personaggio realmente esistito. Sempre di Lennon è la successiva “Polyethene Pam”, piuttosto simile a Mean mr Mustard, anch’essa ispirata a un personaggio realmente esistito e volutamente cantata con un marcato accento liverpooliano.
“She came in trough the bathroom window“, partorita dalla mente di Pul McCartney, è ispirata probabilmente a un’avventura vissuta dall’autore in seguito all’improvvisa intrusione di una fan. Qui il linguaggio scelto, ricco di immagini e di sapore vagamente surreale, ci riporta alle atmosfere di “Sgt. Pepper”.
Anche la successiva “Golden Slumbers“, è di McCartney. Si tratta di una tipica ballata al pianoforte, caratterizzata da splendidi arrangiamenti di archi e fiati superbamente diretti da George Martin.
“Carry that weight” parte fondendosi con il brano precedente. Il testo è una metafora attraverso la quale l’autore descrive la sua condizione di leader suo malgrado, mentre all’interno vi è una reprise dei versi di “You never give me your money”, che rafforzano il significato delle parole precedenti.
“The End“, sempre a cura di McCartney, è idealmente l’ultimo brano dell’ultimo album dei Beatles. Inizia con una prima parte strumentale, preceduta dall’unico assolo di batteria di Ringo Starr. Si tratta di un brano rock’n’roll puro, eseguito con chitarre distorte e un ritmo veloce finchè arrivano un tappeto di archi e una splendida chitarra che sottolineano l’unico verso della canzone, il loro testamento artistico,: “…e alla fine l’amore che prendi è uguale all’amore che fai”.
Dopo 16 secondi di silenzio arriva una “ghost track”, “Her Majesty“. Si tratta di un irriverente ritratto della regina d’Inghilterra. Questa traccia era inizialmente parte integrante del medley ma poi fu scartata e per questo non segnalata nei titoli di copertina. Il titolo comparirà solo nelle successive ristampe.
Successo commerciale e ristampa del 50° anniversario
Ovviamente, l’album fu un enorme successo commerciale, raggiungendo la vetta delle classifiche in decine di paesi vendendo più di cinque milioni di copie solo nel primo anno dalla sua pubblicazione.
Nel 2019, in occasione del cinquantenario della sua pubblicazione, è stato pubblicato un triplo CD con una grande selezione di tracce bonus, davvero interessanti per chi è interessato a comprendere meglio la genesi di questo disco.
Track list di Abbey road del 1969
Lato A
- Come Together – 4:20 (Lennon-McCartney)
- Something – 3:03 (Harrison)
- Maxwell’s Silver Hammer – 3:27 (Lennon-McCartney)
- Oh! Darling – 3:26 (Lennon-McCartney)
- Octopus’s Garden – 2:51 (Starkey)
- I Want You (She’s So Heavy) – 7:47 (Lennon-McCartney)
Lato B
- Here Comes the Sun – 3:05 (Harrison)
- Because – 2:45 (Lennon-McCartney)
- You Never Give Me Your Money – 4:02 (Lennon-McCartney)
- Sun King – 2:26 (Lennon-McCartney)
- Mean Mr. Mustard – 1:06 (Lennon-McCartney)
- Polythene Pam – 1:12 (Lennon-McCartney)
- She Came In Through the Bathroom Window – 1:57 (Lennon-McCartney)
- Golden Slumbers – 1:31 (Lennon-McCartney)
- Carry That Weight – 1:36 (Lennon-McCartney)
- The End – 2:19 (Lennon-McCartney)
- Her Majesty – 0:23 (Lennon-McCartney)
Track list della ristampa di Abbey road del 2019
CD 1
- Come Together
- Something
- Maxwell’s Silver Hammer
- Oh! Darling
- Octopus’s Garden
- I Want You (She’s So Heavy)
- Here Comes The Sun
- Because
- You Never Give Me Your Money
- Sun King
- Mean Mr Mustard
- Polythene Pam
- She Came In Through The Bathroom Window
- Golden Slumbers
- Carry That Weight
- The End
- Her Majesty
CD 2 Sessions
- I Want You (She’s So Heavy) (Trident Recording Session & Reduction Mix)
- Goodbye (Home Demo)
- Something (Studio Demo)
- The Ballad Of John And Yoko (Take 7)
- Old Brown Shoe (Take 2)
- Oh! Darling (Take 4)
- Octopus’s Garden (Take 9)
- You Never Give Me Your Money (Take 36)
- Her Majesty (Takes 1–3)
- Golden Slumbers/Carry That Weight (Takes 1–3 / Medley)
- Here Comes The Sun (Take 9)
- Maxwell’s Silver Hammer (Take 12)
CD 3 Sessions
- Come Together (Take 5)
- The End (Take 3)
- Come And Get It (Studio Demo)
- Sun King (Take 20)
- Mean Mr Mustard (Take 20)
- Polythene Pam (Take 27)
- She Came In Through The Bathroom Window (Take 27)
- Because (Take 1 – Instrumental)
- The Long One (Trial Edit & Mix – 30 July 1969)
- (Medley: You Never Give Me Your Money, Sun King, Mean Mr Mustard, Her Majesty, Polythene Pam, She Came In Through The Bathroom Window, Golden Slumbers, Carry That Weight, The End)
- Something (Take 39 – Instrumental – Strings Only)
- Golden Slumbers/Carry That Weight (Take 17 – Instrumental – Strings & Brass Only)
- Discografia completa di Paul McCartney
- Discografia completa di John Lennon
- Discografia completa di George Harrison
- Discografia completa di Ringo Starr
- Discografia completa dei Beatles
FAQ su Abbey Road dei Beatles
❓ Abbey Road è l’ultimo album dei Beatles?
Sebbene Let It Be sia stato pubblicato successivamente nel 1970, Abbey Road è l’ultimo album registrato dai Beatles come gruppo, e rappresenta l’ultima vera collaborazione creativa tra Lennon, McCartney, Harrison e Starr.
❓ Perché Abbey Road è considerato un capolavoro?
Abbey Road è considerato un capolavoro per la qualità delle composizioni, la produzione impeccabile di George Martin e l’innovativo medley del lato B, che unisce più brani in un’unica suite musicale senza precedenti nel rock.
❓ Qual è la canzone più famosa di Abbey Road?
Le canzoni più celebri dell’album sono Come Together, Something e Here Comes the Sun, quest’ultima diventata nel tempo il brano dei Beatles più ascoltato in assoluto sulle piattaforme digitali.
❓ Cos’è il medley del lato B di Abbey Road?
Il medley del lato B è una sequenza continua di brani collegati tra loro, ideata principalmente da Paul McCartney e George Martin, che occupa quasi interamente la seconda facciata del vinile ed è uno degli elementi più innovativi dell’album.
❓ La teoria “Paul is dead” è legata ad Abbey Road?
Sì, la celebre teoria complottista secondo cui Paul McCartney sarebbe morto e sostituito da un sosia trova uno dei suoi simboli principali proprio nella copertina di Abbey Road, con i Beatles che attraversano le strisce pedonali.
[…] sortie et cela peut être déroutant. Pour donner un exemple illustre, l’album des Beatles, Abbey Road,a été initialement publié en vinyle en 1969 par Apple Records. Le vinyle a ensuite été […]
[…] primer lanzamiento y esto puede ser confuso. Para dar un ejemplo ilustre, el álbum de los Beatles, Abbey Road,fue lanzado originalmente en vinilo en 1969 por Apple Records. El vinilo fue relanzado más tarde en […]