Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.
All Things Must Pass è il primo disco pubblicato da George Harrison dopo lo scioglimento dei Beatles.
All Things Must Pass è il primo disco pubblicato da George Harrison dopo lo scioglimento dei Beatles.Fu pubblicato il 30 novembre 1970 su etichetta Apple Records e fu il primo album triplo in studio pubblicato da un artista solista ( il primo album triplo di musica rock era stato pubblicato sei mesi prima, Woodstock : Music from the Original Soundtrack and More).
In nettissimo ritardo rispetto al cinquantesimo anniversario dalla pubblicazione di All Things Must Pass, il 6 agosto 2021, verrà pubblicata un’edizione espansa dell’album contenente ben 70 tracce distribuite su otto LP o su cinque CD se preferisci. Di queste settanta tracce quarantadue saranno brani inediti, compresi sessions di studio, outtakes, improvvisazioni e demo. A corredo del cofanetto ci sarà anche un libro con note d’archivio, commenti, analisi dei brani, fotografie.
Alla stessa data sarà rilasciata una versione ultra-deluxe che oltre al contenuto “standard” avrà a corredo un cofanetto in legno che racchiude un altro libro, un segnalibro di legno costruito utilizzando una quercia caduta nel parco della residenza di George, Friar Park, e le repliche a un sesto della grandezza naturale delle figure della copertina dell’album originario (Harrison e gli gnomi da giardino).
Il vinile originalmente pubblicato era costituito da due LP di canzoni rock e in più un terzo LP di jam session strumentali.
Il 10 aprile del 1970, l’annuncio di Paul McCartney del suo abbandono, tardivo e un po’ scontato visto che era ormai dal novembre del 1969 che il gruppo aveva smesso di comportarsi come tale, fu l’impulso del quale George Harrison aveva bisogno. Tutto finisce, si sa, prima o poi e così era finito anche il più grande gruppo musicale della storia.
Gli album da solista, evidentemente preparati da molto tempo, apparvero immediatamente, e ognuno di questi dischi fu come rappresentasse un punto di vista sul perchè i Beatles si fossero separati. Paul McCartney e John Lennon continuarono la loro guerra a distanza mentre Ringo Starr si rifugiò in una sua comfort zone fatta del suond delle sue origini.
Gearge Harrison invece prese Lucy, la sua vecchia Les Paul Standard del 1957 che Clapton gli aveva regalato, la Epiphone Casino acustica e la Gibson SG, riunì alcuni amici nello studio ( Clapton, Whitlock, Radle e Gordon che avrebbero costituito i Derek and the Dominos) e in un paio di settimane iniziarono il lavoro che andò avanti per cinque mesi per la produzione di All thing must pass.
Durante una intervista rilasciata nel 1971 Harrison chiarì molto bene quale fosse diventata la reale situazione all’interno della band e sul perchè egli avesse già pronto molto del materiale per All thing must pass :
“Avevo un sacco di canzoni sulle quali lavorare e che volevo davvero fare, ma ho ottenuto comunque solo la mia quota di uno o due brani per album”, riferendosi alle sempre più problematiche sessioni di registrazione degli ultimi album, da The White Album attraverso il tormentato Let It Be e Abbey Road, quando ciascuno dei tre principali cantautori della band era diventato così attaccato alla propria visione da vedere gli altri nella stanza come ostacoli.”
Forse anche per questa situazione di effettivo isolamento subito che per questo lavoro Harrison portò in studio una sterminata serie di collaboratori. Quella che segue è la lista dei musicisti che hanno effettivamente collaborato alla creazione del disco:
Eric Clapton — chitarra elettrica ed acustica, cori
Ringo Starr, Jim Gordon, Alan White, Phil Collins, Ginger Baker — batteria, percussioni, conga
Gary Wright, Bobby Whitlock, Gary Brooker, Billy Preston, Tony Ashton — pianoforte, organo Hammond, piano elettrico
Klaus Voormann, Carl Radle — basso elettrico
Dave Mason, Peter Frampton — chitarra
Pete Drake — steel guitar
Bobby Keys — sassofono tenore
Jim Price — tromba e trombone
Pete Ham, Tom Evans, Joey Molland — chitarra acustica
Mike Gibbins — percussioni
Eddie Klein — cori
John Barham — arrangiamento orchestrale e dei cori, vibrafono
Dhani Harrison — cori in I Live for You e My Sweet Lord (versione del 2001)
Ray Cooper — tamburello in My Sweet Lord (versione del 2001)
Sam Brown — voce aggiuntiva in My Sweet Lord (versione del 2001)
Per la produzione Harrison si rivolse a Phil Spector che ascoltò per la prima volta le nuove composizioni di Harrison all’inizio del 1970. Di questo primo gruppo di canzoni facevano parte Isn’t It a Pity, Hear Me Lord, Let It Down, All Things Must Pass e Art of Dying, che sarebbero tutte finite sull’album.
Inizialmente furono previsti circa due mesi come tempo di lavorazione ma, alla fine, All Things Must Pass fu pubblicato dopo cinque mesi. Iforte ritardo fu dovuto a molteplici fattori come le condizioni di salute della madre di Harrison, alla quale era stato diagnosticato un tumore, in quanto l’ex-Beatle le faceva spesso visita a Liverpool e il comportamento erratico di Spector. Lo stesso George Harrison raccontò in seguito che a Spector ci volevano circa “18 drink” prima che fosse pronto a lavorare, situazione che lo costrinse spesso ad occuparsi da solo della produzione.
Quando finalmente il disco fu pubblicato raggiunse il primo posto negli Stati Uniti e anche in Gran Bretagna, Australia, Canada, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia, il secondo in Italia, il quarto in Giappone ed il decimo in Germania ed è unanimemente considerato dai critici il miglior lavoro di George Harrison solista.
Avendo vinto 6 dischi di platino è l’album di un ex-Beatle ad avere venduto di più con buona pace degli ex colleghi McCartney e Lennon.
Tracce del triplo originale All thing must pass
LP 1
Lato A
I’d Have You Anytime – 2:56 (George Harrison, Bob Dylan)
My Sweet Lord – 4:38
Wah-Wah – 5:35
Isn’t It a Pity (Version 1) – 7:08
Lato B
What Is Life – 4:22
If Not for You – 3:29 (Bob Dylan)
Behind That Locked Door – 3:05
Let It Down – 4:57
Run of the Mill – 2:49
LP 2
Lato A
Beware of Darkness – 3:48
Apple Scruffs – 3:04
Ballad of Sir Frankie Crisp (Let It Roll) – 3:46
Awaiting On You All – 2:45
All Things Must Pass – 3:44
Lato B
I Dig Love – 3:37
Art of Dying – 4:45
Isn’t It a Pity (Version 2) – 5:46
Hear Me Lord
LP 3 – “Apple Jam”
Lato A
Out of the Blue – 11:14 (Jim Gordon, Carl Radle, Bobby Whitlock, Eric Clapton, Gary Wright, George Harrison, Jim Price, Bobby Keys, Al Aronowitz)
It’s Johnny’s Birthday – 0:49 (basata su Congratulations (Bill Martin, Phil Coulter); Mal Evans, George Harrison, Eddie Klein)
Plug Me In – 3:18 (Jim Gordon, Carl Radle, Bobby Whitlock, Eric Clapton, Dave Mason, George Harrison)
Lato B
I Remember Jeep – 8:07 (Ginger Baker, Klaus Voormann, Billy Preston, Eric Clapton, George Harrison)
Thanks for the Pepperoni – 5:31 (Jim Gordon, Carl Radle, Bobby Whitlock, Eric Clapton, Dave Mason, George Harrison)
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