Last Updated on 26 Agosto 2026 by Massimo M.
Ci sono dischi che acquistiamo sapendo già che diventeranno importanti.

E poi ci sono quelli che compriamo semplicemente perché, in quel momento, vogliamo ascoltarli.
The $5.98 E.P. – Garage Days Re-Revisited dei Metallica appartiene, per me, alla seconda categoria.
Lo comprai a Bologna mentre stavo facendo il servizio militare. Era lo stesso periodo in cui avevo acquistato Master of Puppets, e ancora oggi i due dischi sono legati nella mia memoria a quel periodo della mia vita.
Non ricordo di aver pensato, allora, che quel piccolo EP sarebbe diventato un oggetto da collezione. Non pensavo al pressing, al numero di catalogo, alle matrici o alla possibilità che, quasi quarant’anni dopo, avrei cercato di identificarne con precisione l’edizione.
Era semplicemente un nuovo disco dei Metallica.
E tanto bastava.
Oggi, però, quando prendo in mano quella copia, posso guardarla con occhi diversi. E scoprire che dietro quelle cinque canzoni c’è uno dei momenti più particolari della storia della band.
Dopo Master of Puppets, tutto era cambiato
Per capire Garage Days Re-Revisited bisogna tornare al 1986.
I Metallica avevano appena pubblicato Master of Puppets, un album destinato a diventare uno dei grandi classici del metal. Poi, il 27 settembre, durante il tour europeo, Cliff Burton morì nell’incidente che coinvolse il tour bus della band.
La storia dei Metallica avrebbe potuto finire lì.
Invece la band decise di continuare.
Il nuovo bassista fu Jason Newsted, che entrò ufficialmente nel gruppo nell’autunno del 1986. Il suo primo disco con i Metallica sarebbe stato proprio The $5.98 E.P. – Garage Days Re-Revisited, pubblicato da Elektra il 21 agosto 1987.
Questo particolare è sufficiente a rendere l’EP molto più importante di quanto potrebbe sembrare guardando semplicemente la sua durata o la sua tracklist.
È il primo disco della nuova formazione, è il primo lavoro pubblicato dopo la morte di Cliff Burton ed è, in qualche modo, il disco con cui i Metallica ricominciano.
Un nuovo bassista e cinque vecchie canzoni
La cosa curiosa è che i Metallica non scelsero di presentare la nuova formazione attraverso un nuovo album di brani originali.
Preferirono fare qualcosa di molto più semplice ovvero tornare alle proprie radici registrando in studio le cover di brani di gruppi che avevano contribuito a formare il gusto musicale dei Metallica: Diamond Head, Holocaust, Killing Joke, Budgie e Misfits.
La band iniziò a lavorare alle cover nel garage di Lars Ulrich, trasformato in uno spazio per le prove, e successivamente li registrò a Los Angeles, negli studi A&M e Conway. Le sessioni si svolsero nel luglio del 1987.
È difficile immaginare un modo più semplice per una band appena uscita da una tragedia di questo genere per ritrovare il proprio equilibrio.
La cura per l’anima è suonare e farlo insieme suonando le canzoni che tutti amavano.
The $5.98 E.P.
Anche il titolo racconta qualcosa dell’epoca.
Il vinile venne pubblicato come The $5.98 E.P., mentre la versione in CD portava il titolo The $9.98 C.D.
Il prezzo era parte integrante del progetto: un EP di cinque brani non doveva costare quanto un album completo.
Oggi può sembrare un dettaglio curioso, ma nel 1987 aveva un significato molto concreto.
Il vinile era ancora il formato principale per molti appassionati di musica e il prezzo di un nuovo disco era una questione tutt’altro che marginale.
Quasi quarant’anni dopo, quel prezzo è rimasto solo nel titolo, trasformando quello che era un semplice riferimento commerciale in uno degli elementi più riconoscibili dell’EP.
Cinque cover che raccontano i Metallica
Helpless – Diamond Head
La scelta di Helpless è perfetta per aprire il disco. I Diamond Head erano una delle influenze più importanti dei primi Metallica e la versione della band americana trasforma il brano originale in qualcosa di più pesante e aggressivo. Non è una semplice esecuzione rispettosa dell’originale ma è una reinterpretazione molto “Metallica style”.
The Small Hours – Holocaust
Con The Small Hours il ritmo rallenta e l’atmosfera diventa molto più oscura. È uno dei momenti in cui l’EP mostra maggiormente la capacità dei Metallica di prendere un brano altrui e trasformarlo completamente attraverso il proprio suono.
The Wait – Killing Joke
La scelta dei Killing Joke è forse la più sorprendente. Non siamo nel territorio tradizionale della NWOBHM, ma in quello del post-punk. È una scelta che dimostra quanto fossero ampie le influenze musicali dei Metallica e quanto poco fosse corretto considerarli semplicemente una band costruita intorno all’heavy metal britannico.
Crash Course in Brain Surgery – Budgie
I Budgie erano un’altra delle band fondamentali per la formazione musicale dei Metallica. La loro Crash Course in Brain Surgery viene trasformata in una versione breve, aggressiva e diretta. Una perfetta canzone da suonare ad alto volume.
Last Caress / Green Hell – Misfits
Il finale è affidato ai Misfits. Qui entra in gioco il lato più punk e selvaggio dei Metallica. Last Caress / Green Hell chiude l’EP nel modo più rumoroso e irriverente possibile. Ed è probabilmente la conclusione più adatta a un disco che non vuole avere nulla di monumentale.
“Not Very Produced by Metallica”
Anche la copertina racconta perfettamente lo spirito dell’EP.
Il retro è un collage di fotografie e annotazioni, molto diverso dall’immagine studiata e monumentale di Master of Puppets. Sembra quasi il documento di una band che si è ritrovata in garage e ha deciso di registrare alcune delle proprie canzoni preferite. E infatti, tra i crediti, compare la frase:
“Not Very Produced by Metallica”.
Una battuta che riassume perfettamente il progetto. I Metallica non stavano cercando di costruire un altro Master of Puppets ma stavano cercando, prima di tutto, di tornare a suonare insieme.
Il primo disco di Jason Newsted
Riascoltato oggi, l’EP ha anche un significato particolare per il basso.
Jason Newsted non era semplicemente il nuovo musicista della band.
Stava prendendo il posto di Cliff Burton.
Era una posizione difficilissima e inevitabilmente accompagnata da aspettative enormi.
Ma ascoltando queste registrazioni non si avverte quella tensione.
Al contrario, la band sembra compatta.
Le cinque cover permettono a Newsted di entrare nel gruppo senza dover immediatamente confrontarsi con il compito di contribuire alla costruzione di un nuovo grande album.
È quasi una prova generale.
Una prova generale diventata disco.
La mia copia: un’edizione canadese del 1987
La copia che possiedo è una edizione canadese originale Elektra del 1987, catalogo 96 07571.
Questa identificazione è particolarmente interessante per un collezionista perché il disco conserva numerosi elementi che permettono di riconoscere il pressing.
Sul retro della copertina compare il barcode:
0 7559-60757-1 8
Le etichette riportano il catalogo 96 07571 e presentano il marchio CR, mentre la documentazione dell’edizione identifica Cinram come azienda responsabile della pressatura canadese e Ever Reddy per la stampa della copertina.
Non è quindi necessario affidarsi soltanto all’aspetto della copertina per riconoscere questa versione.
Il disco stesso contiene le informazioni necessarie.
Come riconoscere questa edizione canadese del 1987
Se possiedi una copia di The $5.98 E.P. – Garage Days Re-Revisited e vuoi capire se si tratta della stessa edizione, questi sono gli elementi principali da controllare:
Etichetta
- Elektra Records
- catalogo 96 07571
- marchio CR sull’etichetta
Retro della copertina
- barcode 0 7559-60757-1 8
- indicazione della produzione/stampa canadese
Spine
- presenza del riferimento alla stampa canadese e del logo di Ever Reddy
Runout / matrice
Sul lato A:
96-07571-A JW
Sul lato B:
96-07571-B JW
Le matrici sono incise nel runout; il marchio CR associato a Cinram è invece stampato. Questi elementi sono documentati specificamente per l’edizione canadese.
Hype sticker
Sono documentate diverse varianti dello sticker applicato al cellophane originale, comprese versioni con il logo Metallica e il titolo e versioni con l’avviso relativo al prezzo in inglese oppure in inglese e francese.
Nel mio esemplare lo sticker non è più presente: essendo applicato al cellophane, è un elemento che può essere facilmente perduto quando la confezione viene aperta.
Questi particolari permettono di distinguere il pressing canadese da altre edizioni originali del 1987, come quelle Elektra statunitensi e quelle Mercury/Vertigo distribuite in altri mercati.
Le matrici: una piccola firma nascosta
Tra tutti questi dettagli, quello che preferisco rimane il runout.
Sul lato A della mia copia si legge chiaramente:
96-07571-A JW
La corrispondente matrice del lato B è:
96-07571-B JW
La sigla JW compare nella documentazione di questa specifica edizione, ma non ho trovato una fonte sufficientemente solida per attribuirla con certezza a una persona precisa.
Nel mondo del vinile le matrici possono raccontare moltissimo del percorso produttivo di un disco. A volte permettono di identificare uno stabilimento, una versione o una determinata incisione; altre volte lasciano soltanto una sigla che non siamo ancora riusciti a decifrare completamente.
È una delle piccole cose che rendono interessante il collezionismo.
Quel disco comprato a Bologna
Quando lo comprai non sapevo nulla di tutto questo.
E probabilmente non mi sarebbe interessato.
Ero a Bologna per il servizio militare e, come già avevo raccontato parlando di Master of Puppets, la musica era uno dei modi che avevo per ritagliarmi uno spazio tutto mio.
Quando potevo, cercavo dischi.
E quando trovavo qualcosa che volevo ascoltare, lo compravo.
Garage Days Re-Revisited era semplicemente un nuovo disco dei Metallica.
Dopo Master of Puppets, però, c’era una curiosità particolare.
Volevo sentire come suonavano con Jason Newsted.
Volevo ascoltare quelle cinque cover.
Volevo capire che cosa sarebbe successo alla band dopo la morte di Cliff Burton.
Non avevo bisogno di molte altre ragioni.
Così quel disco finì nella mia collezione.
Da allora sono cambiate molte cose.
Io sono cambiato, il modo di ascoltare la musica è cambiato, sono cambiate le tecnologie e soprattutto è cambiato il modo in cui guardo i miei vecchi dischi.
Oggi mi interessa sapere quale edizione possiedo.
Mi interessa leggere una matrice.
Mi interessa capire dove e come è stato prodotto un vinile.
Ma quando penso a quella copia, la prima cosa che mi viene in mente non è il catalogo 96 07571.
È Bologna.
Non è un vinile raro. E va bene così.
Non considero The $5.98 E.P. – Garage Days Re-Revisited un disco raro.
E non credo ci sia bisogno di presentarlo come tale.
L’edizione canadese del 1987 è una specifica variante originale, interessante da identificare e documentare, ma il suo valore non dipende dal fatto che sia una rarità assoluta.
È interessante per quello che rappresenta.
Per la storia dei Metallica.
Per l’ingresso di Jason Newsted.
Per le cinque cover.
Per il particolare momento nel quale venne registrato.
E, almeno per me, per la storia della copia che possiedo.
Un disco può essere comune sul mercato e avere comunque un valore enorme per chi lo possiede.
Un piccolo disco nel momento della ripartenza
Riascoltando oggi Garage Days Re-Revisited, la cosa che colpisce è proprio la sua posizione nella storia dei Metallica.
Alle sue spalle c’è Master of Puppets. Davanti c’è …And Justice for All. In mezzo c’è questo piccolo EP di cover. Un disco nato quasi come una parentesi e diventato invece il primo documento in studio della nuova formazione.
I Metallica non avevano ancora trovato tutte le risposte. Ma avevano ricominciato a suonare. Forse è questo il vero significato di Garage Days Re-Revisited. Non è il disco della consacrazione. È il disco della ripartenza.
E quando oggi metto sul piatto la mia copia originale del 1987, acquistata a Bologna mentre facevo il servizio militare, penso che sia proprio questo il motivo per cui continua ad avere un posto nella mia collezione.
Non perché sia raro. Non perché valga chissà quanto. Ma perché, ogni volta che la puntina scende sul solco, per qualche minuto mi riporta esattamente lì.
A Bologna.
A quei giorni.
E a quel ragazzo che voleva semplicemente comprare un nuovo disco dei Metallica.
La mia edizione
Artista: Metallica
Titolo: The $5.98 E.P. – Garage Days Re-Revisited
Anno: 1987
Etichetta: Elektra Records
Paese: Canada
Formato: 12″ EP, 33⅓ RPM
Catalogo: 96 07571
Pressing: Cinram
Stampatore copertina: Ever Reddy
Barcode: 0 7559-60757-1 8
Matrice lato A: 96-07571-A JW
Matrice lato B: 96-07571-B JW
Hype sticker: non più presente
Provenienza: acquistato personalmente a Bologna nel 1987
Tracklist
Lato A
- Helpless – Diamond Head – 6:36
- The Small Hours – Holocaust – 6:39
Lato B
- The Wait – Killing Joke – 4:55
- Crash Course in Brain Surgery – Budgie – 3:10
- Last Caress / Green Hell – Misfits – 3:28
Durata complessiva: circa 24 minuti e 48 secondi.
Conclusioni
The $5.98 E.P. – Garage Days Re-Revisited è uno di quei dischi che rischiano di essere sottovalutati se si guarda una discografia soltanto attraverso gli album più importanti.
Non contiene composizioni originali dei Metallica.
Dura poco.
È un disco di cover.
Eppure è un documento fondamentale di un momento delicatissimo.
È il primo disco della nuova formazione con Jason Newsted, il primo lavoro pubblicato dopo la morte di Cliff Burton e una fotografia dei Metallica mentre cercano di ritrovare il proprio equilibrio.
È anche un piccolo documento delle loro radici musicali.
Ma per me è soprattutto un vinile comprato a Bologna tanti anni fa.
Allora era soltanto un nuovo disco da ascoltare.
Oggi è anche una fotografia di un periodo della mia vita.
E forse è proprio questa la ragione per cui continuo a considerarlo importante.
Perché il valore di un disco della propria collezione non si misura sempre con la rarità o con il prezzo.
Basta mettere la puntina sul primo solco e tutto torna al proprio posto.

The $5.98 E.P. Garage Days Re-Revisited
Primo EP della band, che introduce newsted al basso dopo la tragica morte del precedente bassista Cliff Burton
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