Last Updated on 18 Agosto 2026 by Massimo M.
Ci sono dischi che hanno segnato un’epoca e altri che, semplicemente, continuano a farlo. Master of Puppets dei Metallica appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Pubblicato il 3 marzo 1986, il terzo album dei Metallica rappresenta uno dei momenti più importanti nella storia del thrash metal. Registrato tra settembre e dicembre 1985 ai Sweet Silence Studios di Copenhagen e prodotto dalla band insieme a Flemming Rasmussen, Master of Puppets portò il gruppo a un livello di maturità musicale e di popolarità fino ad allora mai raggiunto.
Per me, però, Master of Puppets non è soltanto un album fondamentale nella storia del metal. È anche uno di quei dischi che hanno accompagnato una parte importante della mia vita.
La copia che possiedo è una particolare edizione britannica in vinile, la Music for Nations MFN 60 DM, un doppio LP a 45 giri che ho acquistato nel lontano 1987.
Ed è proprio la storia di quella copia che voglio raccontare.
Master of Puppets: il terzo album dei Metallica
Quando uscì Master of Puppets, i Metallica erano già una delle realtà più importanti della scena metal americana. Kill ‘Em All del 1983 aveva contribuito a definire il nuovo linguaggio del thrash metal, mentre Ride the Lightning, pubblicato nel 1984, aveva mostrato una band capace di andare ben oltre la semplice velocità e aggressività.
Con Master of Puppets questo processo di maturazione raggiunge un punto decisivo.
Il disco conserva tutta la potenza del thrash, ma la combina con strutture più elaborate, cambi di ritmo, passaggi melodici e una cura compositiva che rende ogni brano immediatamente riconoscibile.
L’album contiene otto brani: Battery, Master of Puppets, The Thing That Should Not Be, Welcome Home (Sanitarium), Disposable Heroes, Leper Messiah, Orion e Damage, Inc..
È un equilibrio quasi perfetto tra aggressività e complessità.
Per chi vuole approfondire il percorso della band, consiglio anche la nostra discografia dei Metallica, che permette di inserire Master of Puppets nel più ampio sviluppo della carriera del gruppo.
Perché Master of Puppets è considerato un capolavoro
La forza dell’album sta anche nel modo in cui i Metallica riescono a costruire una tensione continua senza rendere il disco monotono.
L’apertura con Battery è un’autentica dichiarazione d’intenti: dopo un’introduzione apparentemente sospesa, la band esplode con uno dei riff più riconoscibili del proprio repertorio.
La title track, Master of Puppets, è probabilmente il brano simbolo dell’intero album. I suoi quasi nove minuti sono costruiti attraverso continui cambi di atmosfera e di intensità, con una parte centrale più melodica che interrompe momentaneamente la furia del brano prima di riportarlo verso il finale.
Welcome Home (Sanitarium) introduce invece una dimensione più malinconica e riflessiva, mentre Disposable Heroes torna a spingere sull’acceleratore con una struttura serrata e implacabile.
E poi c’è Orion, lo strumentale che permette soprattutto a Cliff Burton di mettere in evidenza la propria straordinaria personalità musicale. Il bassista non è semplicemente una parte della sezione ritmica: il suo modo di concepire il basso contribuisce in maniera decisiva al carattere dell’album.
Il ruolo di Burton nella crescita musicale dei Metallica fu enorme. La stessa band ricorda la sua influenza sulla crescita del gruppo e il suo approccio fondato sulla sperimentazione e sulla conoscenza musicale.
Pochi mesi dopo la pubblicazione di Master of Puppets, il 27 settembre 1986, Cliff Burton morì tragicamente durante la tournée europea dei Metallica, quando il tour bus della band uscì di strada e si ribaltò in Svezia.
Master of Puppets in Stranger Things
Quasi quarant’anni dopo la sua pubblicazione, Master of Puppets è tornata al centro dell’attenzione di un pubblico completamente nuovo grazie a Stranger Things.
Nel finale della quarta stagione, Eddie Munson, il metallaro interpretato da Joseph Quinn, deve attirare i Demobats lontano dagli amici e decide di farlo nel modo più spettacolare possibile: sale sul tetto del suo trailer nel Sottosopra e suona Master of Puppets con la sua chitarra.
La scelta del brano non fu casuale. I fratelli Duffer avevano pensato proprio a Master of Puppets per quella scena e la canzone era stata inserita direttamente nella sceneggiatura. La scelta si rivela particolarmente azzeccata anche dal punto di vista narrativo: il tema della manipolazione e del controllo presente nel brano si adatta perfettamente alla storia di Vecna e delle sue vittime.
La scena è diventata una delle più memorabili della quarta stagione e ha contribuito a far conoscere i Metallica e Master of Puppets a una nuova generazione. Netflix ricorda esplicitamente il ruolo che quella performance ha avuto nel riportare il brano sotto i riflettori.
È curioso pensare che una canzone pubblicata nel 1986, quando i Metallica erano ancora lontani dall’essere la band che sarebbero diventati, sia riuscita quasi quarant’anni dopo a diventare la colonna sonora di una delle scene più celebri di una serie televisiva.
Master of Puppets in vinile: la Music for Nations MFN 60 DM
Tra le numerose edizioni in vinile di Master of Puppets, quella che voglio raccontare qui è la Music for Nations MFN 60 DM, la copia che fa parte della mia collezione.
Si tratta di una particolare edizione britannica pubblicata nel 1987: un doppio LP da 12 pollici inciso a 45 RPM con tecnologia Direct Metal Mastering (DMM), contenuto in una copertina gatefold.
La tiratura fu limitata a 10.000 copie. La confezione comprendeva anche materiale aggiuntivo, tra cui un poster.
Il numero di catalogo è MFN 60 DM, un dettaglio fondamentale per identificare questa specifica edizione.
La mia copia: acquistata a Bologna nel 1987
Questa copia ha anche una storia personale.
Siamo nel 1987 e io sto facendo il servizio militare a Bologna. La paga era di circa 2.000 lire al giorno e, come molti ragazzi di quell’età, cercavo di mettere da parte quei pochi soldi per poter continuare a coltivare la mia passione per la musica.
Quando riuscivo ad accumulare qualcosa, andavo a comprare un vinile in uno dei numerosi negozi di dischi del centro di Bologna.
È proprio in uno di questi negozi che mi sono imbattuto in Master of Puppets in questa particolare edizione. Ricordo che ce n’erano forse soltanto un paio di copie disponibili.
Il prezzo era intorno alle 17.000-18.000 lire: una cifra decisamente superiore alla mia paga di una giornata da militare. Per comprarlo dovetti quindi aggiungere altri soldi a quelli che avevo messo da parte.
Credo che il negozio fosse la Casa del Disco di via Indipendenza, uno dei negozi di dischi che frequentavo in quegli anni, anche se dopo così tanto tempo non posso esserne completamente certo.
La scheda della specifica edizione riporta per il mercato britannico un prezzo di listino di £6,49. Considerando il cambio dell’epoca, di circa 2.100-2.200 lire per una sterlina, si arriva a poco più di 13.500-14.000 lire, prima di considerare i costi necessari per portare un’edizione britannica sul mercato italiano e il margine del negoziante.
A posteriori, quindi, i 17.000-18.000 lire che ricordo di aver pagato a Bologna probabilmente non erano nemmeno un prezzo particolarmente alto per un’edizione importata dal Regno Unito.
Ma per me rappresentavano comunque una spesa importante: erano l’equivalente di circa otto o nove giornate della mia paga militare.
Naturalmente, nel 1987 non comprai quel disco pensando che un giorno sarebbe diventato un pezzo interessante della mia collezione. Non sapevo nemmeno che quella particolare edizione fosse stata prodotta in una tiratura limitata a 10.000 copie.
Volevo semplicemente Master of Puppets.
Ed è forse proprio questo l’aspetto che oggi mi piace di più: quella copia è rimasta con me per quasi quarant’anni, attraversando una parte importante della mia storia di appassionato di musica e di collezionista di vinili.
Com’è la Music for Nations MFN 60 DM
La mia copia è un doppio LP con copertina gatefold. Le fotografie che seguono sono della copia originale che conservo nella mia collezione.
La copertina
La celebre copertina di Master of Puppets nasce da un cover concept di Metallica e Peter Mensch, mentre l’illustrazione è di Don Brautigam. Le note della mia copia riportano inoltre Ross Halfin per le fotografie presenti nella confezione.

La copertina della mia copia di Master of Puppets – Music for Nations MFN 60 DM.
L’immagine rappresenta un campo di croci bianche legate da fili a una coppia di mani che le muove dall’alto: una rappresentazione visiva perfettamente coerente con il tema centrale dell’album, quello della manipolazione e del controllo.
La confezione e il gatefold
Aprendo la copertina si trovano i testi dei brani e le fotografie della band, oltre agli elementi grafici che caratterizzano questa edizione.

L’interno della copertina gatefold della mia copia.

Un particolare dell’interno della confezione.
Uno degli aspetti che mi piace maggiormente delle vecchie edizioni in vinile è proprio questo: il disco non è soltanto un supporto per la musica, ma un oggetto editoriale nel quale copertina, fotografie, testi e materiali aggiuntivi fanno parte dell’esperienza complessiva.
Il numero di catalogo MFN 60 DM
Il numero di catalogo è uno degli elementi più importanti per identificare questa specifica edizione.

Il particolare della confezione con il numero di catalogo MFN 60 DM.
La sigla MFN 60 DM identifica la pubblicazione Music for Nations e il formato specifico di questa edizione.
Le etichette dei quattro lati
La MFN 60 DM è un doppio LP a 45 RPM e presenta quindi quattro lati.

L’etichetta del lato 1.

L’etichetta del lato 2.

L’etichetta del lato 3.

L’etichetta del lato 4.
Osservando le etichette si possono riconoscere il marchio Music for Nations, il numero di catalogo MFN 60 DM, la velocità di riproduzione a 45 RPM e la suddivisione dei brani sui quattro lati.
Per un collezionista questi particolari non sono semplici dettagli grafici: sono elementi utili per identificare correttamente una specifica edizione.
Il poster originale
La confezione comprendeva anche un poster ripiegato, che conservo ancora insieme alla copia.

Il poster originale conservato insieme alla mia copia.
È proprio la presenza di questi materiali aggiuntivi che rende interessante documentare l’edizione nel suo insieme, anziché limitarsi alle fotografie delle copertine dei due LP.
Come riconoscere una particolare edizione in vinile
Quando si acquista un disco usato, la copertina da sola non è sempre sufficiente per identificare una specifica stampa.
Nel caso della MFN 60 DM, il numero di catalogo, il formato, la velocità di riproduzione, le etichette e, quando leggibili, le informazioni incise nel runout sono tutti elementi che possono aiutare a distinguere una versione dall’altra.
Per chi è interessato a questo tipo di ricerca, ho raccolto in un articolo dedicato alcuni dei principali elementi da controllare quando si cerca di riconoscere una stampa originale o una particolare edizione di un disco in vinile.
Tracklist della MFN 60 DM
La particolarità del doppio LP a 45 RPM porta a distribuire gli otto brani dell’album sui quattro lati del disco:
Lato A
Battery
Master of Puppets
Lato B
The Thing That Should Not Be
Welcome Home (Sanitarium)
Lato C
Disposable Heroes
Leper Messiah
Lato D
Orion
Damage, Inc.
La tracklist corrisponde a quella dell’album originale, mentre la suddivisione sui quattro lati è una caratteristica specifica della configurazione 2×12″ a 45 RPM.
Vale la pena acquistare Master of Puppets in vinile?
Se l’obiettivo è semplicemente ascoltare Master of Puppets, oggi esistono numerose ristampe e riedizioni. Non è quindi necessario andare alla ricerca di una specifica edizione degli anni Ottanta.
Per un collezionista, invece, la situazione cambia.
La MFN 60 DM è interessante per diversi motivi: è una pubblicazione Music for Nations, è un doppio LP a 45 RPM, utilizza il Direct Metal Mastering, ha una tiratura limitata a 10.000 copie e presenta una confezione gatefold con materiale aggiuntivo.
Ma, almeno per me, il suo valore principale non è soltanto quello collezionistico.
È il fatto che questa copia sia ancora nella mia collezione dopo quasi quarant’anni.
Quando la acquistai a Bologna, con i soldi messi da parte durante il servizio militare, era semplicemente il nuovo disco dei Metallica che desideravo avere.
Oggi è anche un piccolo pezzo della mia storia personale.
Domande frequenti su Master of Puppets
Quando è uscito Master of Puppets?
Master of Puppets è stato pubblicato il 3 marzo 1986 ed è il terzo album in studio dei Metallica.
Qual è la canzone più famosa di Master of Puppets?
La title track Master of Puppets è probabilmente il brano più rappresentativo dell’album. La canzone è stata inoltre riportata all’attenzione di un pubblico molto più ampio grazie alla quarta stagione di Stranger Things.
Che cos’è la MFN 60 DM?
La MFN 60 DM è una particolare edizione Music for Nations di Master of Puppets, pubblicata nel 1987: un doppio LP da 12 pollici a 45 RPM realizzato con Direct Metal Mastering e prodotto in una tiratura limitata di 10.000 copie.
Chi suona il basso in Master of Puppets?
Il basso è suonato da Cliff Burton, che partecipò alla realizzazione dell’album e morì pochi mesi dopo la sua pubblicazione, il 27 settembre 1986, durante il tour europeo dei Metallica.
Quali sono le canzoni di Master of Puppets?
L’album contiene otto brani: Battery, Master of Puppets, The Thing That Should Not Be, Welcome Home (Sanitarium), Disposable Heroes, Leper Messiah, Orion e Damage, Inc.
Per approfondire
Se vuoi approfondire la storia discografica della band, puoi consultare la discografia dei Metallica presente su MyBestReviews.
Master of Puppets è soltanto uno dei capitoli di una discografia che ha attraversato decenni e che continua a essere oggetto di ascolto, ricerca e collezionismo.
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