Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.
Plastic Ono Band, il primo album da solista di John Lennon dopo lo scioglimento dei Beatles è uno degli album più autentici, sofferti e destabilizzanti della storia del rock.
Lennon canta i propri traumi e non ha timore, lui stella del rock amata da milioni di giovani, a mostrarsi debole, sofferente, spaventato. Plastic Ono band risente, in modo piuttosto evidente, dell’esperienza fatta da Lennon a Los Angeles con lo psichiatra americano Arthur Janov, autore del libro The Primal Scream.
In questo testo il noto psichiatra teorizzava la terapia dell’urlo primario che aveva come scopo principale quello di riportare alla coscienza il dolore provato dal paziente e rielaborarlo attraverso la ripetizione dell’esperienza traumatica. L’obiettivo era il superamento della sofferenza vissuta. Janov sosteneva di riuscire ad aiutare i suoi pazienti accedendo alla sorgente del dolore stesso, ovvero i nuclei profondi del sistema nervoso centrale.
Questa terapia fu sperimentata quindi da John Lennon e da Yoko Ono per tre settimane e evidentemente in qualche modo assolse al suo compito visto che tutto il disco è, fondamentalmente, un mezzo per eliminare definitivamente il trauma della perdita della madre. Emblematiche in questo senso sono i brani Mother, che inizia significativamente, con il suono dei rintocchi di una campana a morto, e My Mummy’s Dead, registrata in maniera amatoriale con un registratore portatile dallo stesso Lennon all’interno dello studio di Janov.
L’altra peculiarità di questo album è quella di essere stato realizzato in simultanea con il debutto discografico di Yoko Ono, Yoko Ono/Plastic Ono Band, registrato agli studi di Ascot e agli Abbey Road Studios con gli stessi musicisti e lo stesso team produttivo. La coppia Lennon-Ono realizza quindi una sorta di manifesto della propria unità come coppia e come artisti giocando anche sull’immagine di copertina dei due dischi che, ad un esame superficiale, può sembrare identica. In realtà nella cover del disco di Lennon l’mmagine mostra l’artista con la testa poggiata sul grembo della Ono mentre nella cover del disco dell’artista giapponese è lei a poggiare la testa sul grembo di John Lennon.
Infine per realizzare Plastic Ono Band Lennon fa una scelta minimalista. Con lui in studio ci sono solo Klaus Voormann al basso e Ringo Starr alla batteria che in questo disco fa un lavoro superlativo.
E’ cosa nota il fatto che John conoscesse pochi accordi e che le sue canzoni ruotassero sempre su quelli. Questo involontario minimalismo, anziché incidere negativamente sulle sue composizioni, al contrario gli conferì fin da subito una grande freschezza di idee e intenti.
Plastic Ono Band è sopratutto un disco di contenuti suonato molto bene che non contiene hit, le canzoni popolari di Lennon sono su altri album, ma il suo impatto emotivo è fortissimo e mai più ripetuto dal suo autore.
I brani più significativi sono Mother, un capolavoro fatto di 3 accordi, con la struggente campana da morto iniziale e cantato straziante, rivolto ai genitori che si separarono quando Lennon aveva due anni. Working Class Hero è una figlia diretta della poetica di Dylan.
God, un monumento per costruzione ed interpretazione.
La pubblicazione di Plastic Ono band seguì di pochi giorni il monumentale All Things Must Pass di George Harrison e precedette Ram di Paul McCartney.
Track list
Mother 5:36
Hold On 1:53
I Found Out 3:37
Working Class Hero 3:50
Isolation 2:53
Remember 4:36
Love 3:24
Well Well Well 5:59
Look At Me 2:54
God 4:10
My Mummy’s Dead 0:49
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