parallel lines Blondie

Parallel lines – Blondie

Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.

Parallel lines è stato il principale bestseller della prima ondata punk & new wave e ha reso i Blondie delle superstar.

Con la pubblicazione di Parallel Lines i Blondie consegnano alla storia uno di quei rari dischi che hanno segnato un’epoca, uno di quei classici immancabili nelle discografie degli appassionati.

parallel lines BlondieIl disco, permanendo per oltre due anni nella principale classifica di vendita americana, ha avuto vendite stimate intorno ai 20 milioni di copie. Può essere senz’altro considerato il principale bestseller della prima ondata punk & new wave e ha reso i Blondie delle superstar di fama mondiale, consacrando Debbie Harry come una delle massime icone femminili di bellezza e stile. Con brani come Heart Of Glass la band newyorkese ha rivoluzionato la musica pop, influenzando un numero incalcolabile di artisti venuti in seguito.

Al loro esordio, avvenuto nel  1974 in pochi avrebbero scommesso su di loro. Le cose cominciarono però a cambiare due anni più tardi quando uscì il loro album omonimo d’esordio e si consolidarono con la pubblicazione del loro secondo lavoro, Plastic Letters, trainato nelle classifiche europee dai singoli Denis e (I’m Always Touched by Your) Presence, Dear.

In Inghilterra, oltre ai media e al pubblico, anche l’industria discografica cominciò a interessarsi ai Blondie tanto che la Chrysalis, per assicurarsi un contratto con la band, che stavano per essere messi sotto contratto da Phil Spector in persona, sborsò ben mezzo milione di dollari.

Per la produzione di Parallel lines la scelta ricadde sull’hitmaker Mike Chapman, che aveva fatto successo con Suzi Quatro e con gli Sweet, che era rimasto folgorato dai Blondie visti in versione live al Whisky a Go Go nel 1977. Nonostante stessero avendo un certo successo i Blondie, in quel momento, erano un po come un diamante grezzo, un gruppo sul punto di esplodere, ma a cui mancava ancora qualcosa per fare il definitivo salto di qualità.

Quello che mancava lo portò appunto Chapman che fu assolutamente determinante nel processo che portò la band a ottenere un’invidiabile maturità in studio. Il produttore costrinse i Blondie a lavrare in maniera sistematica portando ordine laddove, prima, c’era una certa casualità e improvvisazione. Le sessioni di registrazione furono intense e faticose, complice anche l’afa di un’estate newyorkese piuttosto torrida, ma il duro lavoro fu ripagato con un successo senza precedenti per la band. Parallel Lines infatti arrivò al primo posto in Gran Bretagna, al secondo in Australia e Canada, al sesto negli Stati Uniti e dal disco vennero estratti ben sei singoli, cinque dei quali di enorme successo.

Parallel Lines si apre con un telefono che squilla che serve da introduzione per la cover di Hanging On The Telephone, brano dei Nerves. E’ un bell’inizio che introduce il famoso riff di One Way Or Another, che fu ideato dal bassista Nigel Harrison e suonato dall’altro chitarrista, Frank The Freak Infante. Con un’interpretazione frenetica e sopra le righe Debbie Harry ci racconta di essere stata vittima di stalking da parte di un suo ex-fidanzato. Il pezzo diventa particolarmente originale grazie il concitato e inaspettato finale, che letteralmente spiazza l’ascoltatore.

Il disco prosegue con Picture This, unico brano in questo disco che porta la firma del prolifico trio Harry-Stein-Destri, impreziosito parallel lines picture thisda uno assolo di Infante. Il testo, scritto dalla Harry, è particolarmente esplicito, un po troppo per essere passato senza problemi dalle radio americane dell’epoca, descrive un ribaltamento di ruoli dove è la donna non più oggetto che osserva l’uomo che diventa a sua volta oggetto sessuale. Il brano fu pubblicato come singolo con una cover che era tutto un programma. L’immagine riproduceva Debbie Harry intenta leccare un disco in vinile.

 

Il disco ptrebbe essere stato già sufficientemente interessante ma i Blondie registrano anche Heart Of Glass, uno dei loro brani più famosi, forse il più famoso in assoluto della loro intera produzione. Si tratta di un brano assolutamente particolare, un crossover disco music/new wave che rese i Blondie un fenomeno globale e Debbie Harry il sogno proibito di un’intera generazione di adolescenti. Heart of glass però è anche il pezzo più innovativo e  sperimentale di Parallel lines .

Questo brano ebbe una lunga e complicata gestazione. La prima versione del brano risale al 1975,  con il titolo provvisorio di Once I Had A Love (Aka The Disco Song), ma al contrario di quello che si possa immaginare dal titolo in questa prima versione l’elemento disco è assente. Quando, durante le registrazioni, Mike Chapman chiese alla band se avesse un altro brano da proporre, Debbie e Chris si ricordarono di quella loro antica composizione Fu proprio Chapman a consigliare ai Blondie di rendere la canzone più elettronica. Per spronarli in questa direzione arrivo a regalare al tastierista Jimmy Destri una Roland Rhythm Machine appena comprata in Giappone.

Inevitabilmente influenzati dalla musica elettronica e innovativa dei KraftwerkKraftwerk e dalla disco music imperante all’epoca con brani come I Feel Love di Donna Summer, i Blondie stravolsero completamente l’antica versione di Heart Of Glass, a partire dalla contemporanea e inconsueta presenza della batteria tradizionale e della drum machine che, assimee all’ottimo lavoro di basso, costituisce un impianto ritmico di grande impatto.

La parte vocale venne aggiunta alla fine. La voce della Harry si incastra a meraviglia nella ritmica del brano e rappresenta la  ciliegina sulla torta. Insomma Heart of glass è una canzone minuziosamente curata nei minimi dettagli, nella quale ogni tassello si trova al posto giusto con il risultato finale di raggiungere uno dei massimi vertici della pop music.

Heart of glass è una smash hit capace di raggiungere la posizione n°1 in oltre dieci paesi, tra cui Uk, Australia, Canada, Germania e soprattutto Usa .

È entrato nel mito anche lo storico video realizzato per promuovere il brano, nel quale a Debbie Harry bastano dei semplici sguardi ammiccanti per sprigionare tutta la sua carica erotica, mentre gli altri membri della band si divertono a giocare con una mirror ball. Mtv non era ancora nata, ma non ci sono dubbi sul fatto che i Blondie furono tra i primi a intuire le potenzialità dei video musicali.

Sarebbe un grosso errore ritenere Parallel Lines soltanto una raccolta di super-singoli, perché, anche tra i brani meno noti, si nascondono diverse perle di valore assoluto. Come per esempio Fade Away And Radiate, che è una delle prime composizioni della coppia Harry-Stein, rimasta a lungo chiusa in un cassetto. La Harry mette a tacere i critici, che la ritenevano vocalmente alquanto scarsa, con una sorprendente prova canora, delicata e intensa al tempo stesso, ammaliante e dai toni decadenti. Interessante anche il testo, che contiene quello che per il critico americano Rob Sheffield è il miglior verso nella storia del rock ‘n’ roll

dusty frames that still arrive/ die in 1955, un omaggio a James Dean

Al resto ci pensa la chitarra di Robert Fripp, estimatore della band, con cui suonò più volte in concerto in quegli anni, che eleva il pezzo ad una dimensioneonirica.

I Blondie in Parallel lines si divertono a saltare di palo in frasca e così ci troviamo ad ascoltare l’energica I Know But I Don’t Know, con i chitarristi protagonisti assoluti. 11:59 e Will Anything Happen?, sono due irresistibili brani power pop  in puro stile Blondie, che avrebbero potuto tranquillamente essere dei top singles. La scelta per il singolo ricadde invece su Sunday Girl, che è stata una delle maggiori hit inglesi del 1979 e tuttora è uno dei classici più amati dai fan della band.

Il disco, a questo punto, avrebbe potuto anche concludersi qui. Difficile, infatti, aggiungere qualcosa dopo un brano di tale portata. E qui, infatti, si può trovare, volendo, l’unico difetto di Parallel Lines. Il brano che segue, I’m Gonna Love You Too, risulta essere piuttosto sottotono rispetto al resto dell’album, una cover di un brano di Buddy Holly che non aggiunge nulla alla versione ufficiale e della quale forse si sarebbe potuto fare anche a meno. Questo brano fu imposto,per una mera questione strategica, dalla casa discografica come singolo di lancio dell’album negli States perchè in quel periodo veniva ristampato parecchio materiale di Buddy Holly.

Con Just Go Away, uno dei primissimi brani scritti da Deborah Harry, si conclude l’album con la consueta autoironia, elemento essenziale nella musica dei Blondie. Un finale divertente e scanzonato, ben riassunto dalle parole di Clem Burke: “It was just like – bye bye – we’ll se ya!”.

Alla sua pubblicazione l’accoglienza di pubblico e critica fu positivamente unanime, anche se non mancarono i puristi del punk che accusarono i Blondie di tradimento e molti amici della prima ora che li accusarono di essersi venduti. La realtà è che i Blondie, pur partendo dalla base della musica punk, si erano posti l’obiettivo di non avere uno stile rigidamente definito, ma in continua evoluzione e libero di spaziare in qualsiasi settore musicale.

Le vendite comunque fecero subito capire che ci si trovava davanti a un album che sarebbe entrato di diritto nella storia del rock. Il New York Rocker, una rivista specializzata in punk rock e new wave, lo recensì come “l’album più ispirato degli ultimi cinque anni”, mentre il celebre critico Robert Christgau, scrisse che “Parallel Lines è più vicino a Dio di quanto non sia mai stato un album pop-rock, uscito prima o dopo di esso”.

Un’ulteriore chiave di lettura utile per apprezzare appieno la musica dei Blondie è la comprensione della stretta connessione che lega la band di Debbie Harry a New York. Tutto nei Blondie, dalla produzione musicale allo stile d’abbigliamento, è assolutamente newyorkese. Con Parallel Lines i Blondie riescono nella difficile impresa di incorporare una grande parte delle istanze musicali che avevano caratterizzato la Grande Mela negli anni 70 cioè la disco-music, le colonne sonore di musical, atmosfere jazz, sonorità punk.

Si tratta di un processo eclettico che la band porteranno a compimento due anni più tardi con Rapture, con l’aggiunta di una nuova rivoluzione culturale agli albori, guarda caso sempre newyorkese: l’hip-hop. Alla luce di tutto questo non c’è da stupirsi se, in un popolare sondaggio del 2012 indetto dal Village Voice, i Blondie sono stati eletti, insieme a John Coltrane, Velvet underground, Wu-Tang clan,  gruppo simbolo della città di New York.

 

Parallel lines è un disco estremamente importante, uno tra i più influenti degli anni settanta, che assolutamente non può mancare in una collezione di vinili che si rispetti.

Il disco è stato ri-pubblicato nel 2001 con alcune tracce bonus.

Track list del vinile originale

Lato A

Hanging on the Telephone – 2:17
One Way or Another – 3:31
Picture This – 2:53
Fade Away and Radiate – 3:57
Pretty Baby – 3:16
I Know But I Don’t Know – 3:53

Lato B

11:59 – 3:19
Will Anything Happen – 2:55
Sunday Girl – 3:01
Heart of Glass – 5:50
I’m Gonna Love You Too – 2:03
Just Go Away – 3:21

Brani aggiunti nella ri-pubblicazione del 2001

Once I Had a Love (a.k.a. The Disco Song) (1978 demo) (Harry, Stein) – 3:18
Bang a Gong (Get It On) (live) (Marc Bolan) – 5:30
I Know But I Don’t Know (live) (Frank Infante) – 4:35
Hanging on the Telephone (live) (Jack Lee) – 2:21

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