Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.
Lizard viene pubblicato il 10 Dicembre del 1970 ed è un disco fortemente sperimentale anche per i canoni dei King crimson.
Nel panorama del rock progressivo, i King Crimson si sono sempre distinti per la loro capacità di innovare, sperimentare e spingersi oltre i confini del genere. Con Lizard, il loro terzo album pubblicato nel dicembre del 1970, la band guidata da Robert Fripp ha creato un’opera tanto complessa quanto affascinante, un autentico mosaico sonoro che fonde rock, jazz e musica orchestrale in una narrazione tanto enigmatica quanto ambiziosa. Il terzo capitolo della lunga saga del Re Cremisi è un disco sicuramente complesso e di difficile classificazione, soprattutto se confrontato con i due lavori precedenti, In the court o the crimson king e In the wake of Poseidon.
Un po di storia
Lizard nasce in un momento di transizione per i King Crimson. Dopo l’uscita del precedente album In the Wake of Poseidon, la formazione subisce cambiamenti significativi, con Gordon Haskell (voce e basso) e Andy McCulloch (batteria) che si uniscono a Fripp e al paroliere Peter Sinfield. Il disco riflette queste tensioni interne, con un suono che sembra sia cercare un’identità che esplorare nuove direzioni. È un album che vive di contrasti: intimo e orchestrale, oscuro e luminoso, lirico e strumentale.
Il raggruppamento di stili contrastanti, le improvvisazioni free jazz, la ricerca e l’uso di temi classici fanno di Lizard, anche per gli standard di oggi, un album di notevole spessore musicale. E’, come già detto, un album ambizioso e, probabilmente centra in pieno il suo obiettivo, visto che ha ancora, dopo oltre quarant’anni, la capacità di catalizzare l’attenzione degli appassionati.
Struttura e tracce principali
Lizard si compone di cinque tracce, ciascuna con una personalità unica ma interconnessa in un flusso narrativo e tematico.
1. Cirkus (Including Entry of the Chameleons)
Il brano d’apertura è un viaggio ipnotico che alterna momenti di tensione drammatica a intermezzi più delicati. La voce di Haskell è cupa e teatrale, mentre il mellotron e le chitarre di Fripp tessono un’atmosfera inquietante. Il testo di Sinfield, ricco di immagini surreali, evoca un circo come metafora del caos e dell’illusione.
2. Indoor Games
Con un tono più giocoso e ironico, questo brano esplora sonorità jazzate e dissonanze. Il sassofono di Mel Collins emerge come protagonista, mentre i testi di Sinfield giocano con il concetto di giochi sociali e relazioni umane.
3. Happy Family
Un brano che critica la disgregazione dei Beatles attraverso una lente criptica e surreale. Le linee di basso pulsanti, i fiati e l’effettistica sulla voce creano un’esperienza sonica che è al tempo stesso grottesca e affascinante.
4. Lady of the Dancing Water
La canzone più breve e lirica dell’album, con un’atmosfera pastorale creata dalla chitarra acustica di Fripp e dal flauto di Collins. Un momento di quiete e bellezza che fa da ponte verso la monumentale suite finale.
5. Lizard (Suite)
La title track è una suite divisa in tre sezioni principali, che rappresenta uno dei momenti più ambiziosi della discografia della band:
- Prince Rupert Awakes: Cantata da Jon Anderson degli Yes, questa sezione introduce il tema centrale con un tono epico. La voce cristallina di Anderson si sposa magnificamente con l’orchestrazione ricca.
- Bolero – The Peacock’s Tale: Una sezione strumentale dominata dai fiati e dalle percussioni, che richiama il jazz orchestrale e il lavoro di Ravel.
- The Battle of Glass Tears: Un climax drammatico e inquietante, che esplora temi di guerra e decadenza, culminando in un finale che lascia sospesi.
I testi di Peter Sinfield sono tra i più criptici e visionari della sua carriera. Lizard esplora il contrasto tra realtà e illusione, il ciclo di creazione e distruzione, e le dinamiche del potere. L’uso di immagini surrealiste e simboliche rende i testi più simili a poesie che a narrazioni tradizionali.
La produzione e il suono di Lizard
La produzione di Lizard è straordinariamente ricca, con una stratificazione di strumenti che include mellotron, fiati, pianoforte e chitarra acustica. L’influenza del jazz è palpabile, grazie anche all’apporto del sassofonista Mel Collins, che dona all’album una dimensione quasi da big band in certi momenti. Non mancano però i tratti distintivi del suono dei King Crimson: l’uso del mellotron, le armonie complesse e i ritmi irregolari.
Ricezione e impatto
All’epoca della sua uscita, Lizard ricevette un’accoglienza tiepida da parte della critica, a causa della sua complessità e del suo carattere sperimentale. Tuttavia, col passare del tempo, l’album è stato rivalutato come uno dei lavori più audaci della band. È un disco che richiede un ascolto attento e ripetuto per essere apprezzato appieno, ma una volta compreso, rivela una profondità e una ricchezza uniche.
La copertina dell’album
L’artwork per copertina dell’album parte da un’idea di Peter Sinfield, ed è disegnata da Gini Barris. Le lettere che compongono il nome del gruppo vengono singolarmente miniate ispirandosi alla maniera medievale. Ogni singola miniatura rappresenta una parte dell’opera musicale presentata in Lizard. Ciò che viene rappresentato nelle lettere KING è riferito ai brani del lato 2 ovvero alle storie del principe Rupert e sono in stile medievale. Ogni lettera del titolo King Crimson è trasformata in una miniatura decorativa che racconta una parte della narrazione dell’album. 🌟
- La lettera “K” raffigura un giullare, simbolo del mondo surreale e teatrale di “Cirkus”.
- La “C” contiene un pavone, in riferimento alla sezione “Bolero – The Peacock’s Tale” della suite finale.
- Draghi e cavalieri emergono tra le decorazioni, richiamando temi di battaglia, potere e leggenda che attraversano l’album.
E’ interessante notare che la miniatura relativa alla lettera I rappresenta i Beatles con Yoko Ono mentre nella miniatura della lettera N si vede volare un aereoplanino con all’interno l’orsetto Rupert.
Lizard è un’opera complessa, che rappresenta un momento unico nella discografia dei King Crimson. Non è un album immediato, ma per chi è disposto a immergersi nel suo mondo surreale e stratificato, offre una delle esperienze più gratificanti del rock progressivo. È un disco che sfida, ispira e sorprende, confermando ancora una volta la genialità e l’audacia di Robert Fripp e dei suoi collaboratori.
Le tracce contenute in Lizard:
Lato A
- Cirkus che al suo interno contiene:
Entry of the Chameleons
- Indoor game
- Happy family
- Lady of the dancing water
Lato B
- Lizard che al suo interno contiene :
Prince Rupert awakes ( in questo brano compare Jon Anderson degli Yes)
Bolero – The peacock’s tale
The battle of glass tears
Big top
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