Last Updated on 23 Agosto 2026 by Massimo M.
Discografia di Chris Cornell
La discografia di Chris Cornell è molto più ampia di quanto potrebbe sembrare osservando soltanto gli album pubblicati a suo nome.
La sua carriera attraversa infatti alcune delle esperienze più importanti della storia del rock americano degli ultimi decenni: dai Soundgarden, di cui fu cantante, frontman e autore di molti testi, ai Temple of the Dog, nati in seguito alla morte dell’amico Andrew Wood, fino agli Audioslave, il supergruppo formato insieme ai musicisti dei Rage Against the Machine.
A queste esperienze vanno aggiunti gli album solisti, i progetti meno conosciuti, le colonne sonore, le collaborazioni e le registrazioni pubblicate dopo la sua morte.
Questa pagina raccoglie quindi la discografia di Chris Cornell cercando di considerare l’intero percorso musicale dell’artista, e non soltanto gli album pubblicati con il suo nome.

Chris Cornell: una breve biografia
Christopher John Boyle nasce a Seattle, nello stato di Washington, il 20 luglio 1964. Prima ancora di diventare una delle voci più riconoscibili del rock americano, Cornell attraversa un’adolescenza difficile e un periodo di isolamento durante il quale la musica diventa progressivamente il suo principale punto di riferimento.
Nel 1984 fonda i Soundgarden insieme a Kim Thayil e Hiro Yamamoto. La band entra rapidamente nella scena alternativa di Seattle, in un ambiente musicale che precede di diversi anni l’esplosione commerciale del grunge.
I primi Soundgarden sono però qualcosa di più complesso della semplice etichetta “grunge”. Cornell e i suoi compagni arrivano dal punk e dall’underground, ma sviluppano progressivamente una musica nella quale confluiscono hard rock, heavy metal, psichedelia e sperimentazione. Cornell, inizialmente soprattutto cantante e autore dei testi, diventa nel corso degli anni anche un autore musicale sempre più importante.
Il passaggio è evidente già nei primi anni Novanta. Con Temple of the Dog, il progetto nato per ricordare l’amico Andrew Wood, Cornell si trova a lavorare al fianco di Stone Gossard, Jeff Ament, Mike McCready e Matt Cameron. Il progetto, inizialmente pensato come una semplice registrazione commemorativa, si trasforma in un album completo e permette a Cornell di esplorare una dimensione compositiva diversa da quella dei Soundgarden.
Nel 1994 arriva Superunknown, il grande successo internazionale dei Soundgarden. Brani come “Black Hole Sun”, “Spoonman” e “Fell on Black Days” mostrano un Cornell ormai molto più coinvolto anche nella costruzione musicale delle canzoni. “Spoonman”, in particolare, ha una storia che permette di seguire Cornell a ritroso fino a un progetto molto meno conosciuto: Poncier, registrato qualche anno prima per il film Singles.
Dopo lo scioglimento dei Soundgarden nel 1997, Cornell intraprende una vera carriera solista. Nel 1999 pubblica Euphoria Morning, album nel quale emerge un lato più intimo e melodico del musicista.
Nel 2001 entra poi negli Audioslave, insieme a Tom Morello, Tim Commerford e Brad Wilk, ex membri dei Rage Against the Machine. Con loro realizza tre album prima dello scioglimento del gruppo nel 2007.
La carriera solista prosegue con Carry On e con il controverso Scream, prodotto da Timbaland nel 2009. Quest’ultimo rappresenta uno dei tentativi più radicali di Cornell di uscire dall’immaginario del rock e confrontarsi con sonorità completamente differenti.
Negli anni successivi Cornell torna progressivamente verso una dimensione più essenziale. Il progetto Songbook nasce dalle sue tournée acustiche e porta sul palco, spogliate quasi completamente dagli arrangiamenti originali, canzoni provenienti da tutta la sua carriera. Nel 2015 questa ricerca trova una forma compiuta in Higher Truth.
Chris Cornell muore a Detroit il 18 maggio 2017, a 52 anni.
La sua carriera, tuttavia, non termina discograficamente con la sua morte. Nel 2020 viene pubblicato postumo No One Sings Like You Anymore, Vol. 1, raccolta di cover registrate da Cornell nel 2016 e pubblicata dalla famiglia.
Chris Cornell e la chitarra: una parte della sua storia spesso sottovalutata
Quando si parla di Chris Cornell, la prima immagine che viene in mente è quasi inevitabilmente quella della sua voce.
È comprensibile: il suo straordinario registro vocale è diventato uno dei simboli del rock degli anni Novanta. Ma limitare Cornell al ruolo di cantante significa perdere una parte importante della sua evoluzione musicale.
Il suo rapporto con la chitarra cambia infatti profondamente nel corso della carriera.
Nei primi Soundgarden il principale architetto delle parti chitarristiche era Kim Thayil. Cornell contribuiva soprattutto con voce, testi e idee musicali, mentre il linguaggio chitarristico della band nasceva dall’interazione tra Thayil, Ben Shepherd e Matt Cameron.
Con il passare degli anni Cornell diventa però sempre più autonomo come autore. La sua scrittura si allontana progressivamente dal semplice schema riff-verso-ritornello e comincia a sviluppare accordature insolite, progressioni meno prevedibili e strutture nelle quali voce e chitarra diventano elementi quasi inseparabili.
È un’evoluzione che diventa particolarmente interessante osservando la sua carriera solista.
Durante il periodo Audioslave Cornell non era sostanzialmente il chitarrista della band. Il suo ruolo era soprattutto quello di cantante e autore. Quando si rimette al lavoro per Carry On, riprendere la chitarra significa quindi anche recuperare una dimensione della propria identità musicale.
Ancora più interessante è ciò che succede negli ultimi anni.
Con le tournée acustiche e con Higher Truth, Cornell porta la chitarra al centro del processo compositivo. La voce non deve più dominare un muro sonoro: deve convivere con pochi accordi, silenzi, dinamiche e piccoli dettagli dello strumento.
È forse questa una delle chiavi più interessanti per rileggere oggi la sua discografia: Chris Cornell non rimase sempre lo stesso musicista che aveva fondato i Soundgarden nel 1984.
La sua carriera può essere vista anche come un lungo percorso dalla potenza alla sottrazione.
Album in studio solisti
1999 – Euphoria Morning
Il debutto solista di Cornell dopo lo scioglimento dei Soundgarden. Un album molto più intimo e articolato rispetto alla produzione della band, realizzato anche con la collaborazione di Alain Johannes e Natasha Shneider degli Eleven.
2007 – Carry On
Il secondo album solista arriva dopo l’esperienza Audioslave e rappresenta un ritorno a una maggiore varietà stilistica. Contiene anche “You Know My Name”, il tema principale del film Casino Royale.
2009 – Scream
L’album più controverso della carriera solista di Cornell. Prodotto da Timbaland, allontana deliberatamente il musicista dal rock e lo porta verso pop, elettronica, R&B e produzione contemporanea.
2015 – Higher Truth
È l’ultimo album in studio pubblicato da Cornell durante la sua vita. Il disco rappresenta il risultato della lunga esperienza maturata con le tournée acustiche di Songbook e mette al centro voce, chitarra e songwriting.
2020 – No One Sings Like You Anymore, Vol. 1
Album postumo composto da dieci cover registrate da Cornell nel 2016. È una sorta di autoritratto musicale costruito attraverso canzoni di altri artisti che Cornell aveva scelto e reinterpretato personalmente.
Poncier: il progetto solista che nasce da una cassetta immaginaria
Tra tutte le pubblicazioni legate a Chris Cornell, Poncier è probabilmente quella che merita maggiore attenzione da parte di un collezionista.
La storia comincia nel 1991, durante la lavorazione di Singles, il film di Cameron Crowe ambientato nella scena musicale di Seattle. Nel film Matt Dillon interpreta Cliff Poncier, musicista della band immaginaria Citizen Dick.
Sul set venne realizzata una cassetta fittizia attribuita al personaggio di Cliff Poncier. Sulla copertina erano riportati alcuni titoli di canzoni apparentemente inventati: Seasons, Nowhere But You, Spoon Man, Flutter Girl e Missing.
Cornell prese quella che doveva essere semplicemente una cassetta di scena e fece qualcosa di assolutamente inatteso: scrisse e registrò davvero le cinque canzoni. Cameron Crowe rimase colpito dalle registrazioni e decise di utilizzarne alcune nel film e nella colonna sonora.
Il risultato fu un piccolo progetto nel quale Cornell poteva sperimentare liberamente, lontano dalle aspettative legate ai Soundgarden. Il materiale aveva un carattere più intimo e acustico rispetto a quello che il pubblico conosceva attraverso Badmotorfinger.
“Seasons” entrò nella colonna sonora di Singles, mentre “Spoon Man” avrebbe avuto una seconda vita ancora più importante.
La versione di Spoon Man registrata da Cornell per Poncier contiene già alcuni degli elementi fondamentali del brano che i Soundgarden svilupperanno in seguito. La particolare struttura ritmica è già presente nella versione acustica e il brano finirà poi su Superunknown nel 1994.
Anche “Flutter Girl” avrebbe avuto una seconda vita: Cornell la registrò nuovamente per Euphoria Morning nel 1999. “Nowhere But You”, invece, ricomparve sul lato B del singolo Can’t Change Me. “Missing” sarebbe stata successivamente eseguita dal vivo da Temple of the Dog durante la tournée del 2016.
Questa caratteristica rende Poncier particolarmente interessante: non è semplicemente un EP raro di Chris Cornell, ma una sorta di laboratorio nel quale compaiono in forma embrionale idee che Cornell svilupperà negli anni successivi.
Il Poncier originale del 1992: attenzione alla definizione
Qui è necessario fare una precisazione importante per chi colleziona dischi.
Quando si parla di Poncier del 1992 è facile pensare a un vero EP pubblicato commercialmente all’epoca. In realtà la storia è più particolare.
La cassetta che compare nel film era un oggetto di scena. Le cinque registrazioni vennero poi raccolte in un EP promozionale su CD attribuito alla fittizia Real Clever Records. In seguito il progetto sarebbe stato riproposto anche attraverso le pubblicazioni legate alla colonna sonora di Singles.
Questo significa che il collezionista deve prestare attenzione alle descrizioni commerciali che parlano genericamente di “Poncier originale 1992”: la cassetta vista nel film e il successivo CD promozionale non sono la stessa cosa, e soprattutto nel 1992 non esisteva un LP commerciale di Poncier.
Poncier in vinile: la pubblicazione del 2017
La prima pubblicazione ufficiale di Poncier in vinile arrivò per il Black Friday Record Store Day del 24 novembre 2017.
A&M/Real Clever Records pubblicò il progetto nel formato 12″ EP, in una tiratura di 4.000 copie in vinile. Furono inoltre realizzate 1.500 cassette. Il Record Store Day 2017 e le fonti discografiche successive confermano questi quantitativi.
Il 12″ contiene i cinque brani del progetto:
Lato A
1. Seasons
2. Nowhere But You
3. Spoon Man
Lato B
4. Flutter Girl
5. Missing
L’edizione vinile è particolarmente interessante anche per la veste grafica e per le varianti cromatiche distribuite nell’ambito del Record Store Day.
Per un collezionista questo significa che il “Poncier in vinile” non va considerato semplicemente come una ristampa moderna: è una pubblicazione limitata del 2017 che porta finalmente su vinile un progetto nato più di venticinque anni prima.
Una delle identificazioni commerciali dell’edizione statunitense è B0027362-01, con UPC 602557945041.
Come riconoscere il Poncier in vinile del 2017
Per chi si trova davanti a una copia usata, alcuni elementi sono particolarmente utili:
- Formato: 12″ EP;
- Data di pubblicazione: 24 novembre 2017;
- Evento: Record Store Day – Black Friday;
- Etichette: Real Clever Records / A&M Records;
- Catalogo: B0027362-01;
- UPC: 602557945041;
- Tiratura: 4.000 copie in vinile;
- Brani: cinque;
- Cassetta: 1.500 copie.
È quindi un titolo nel quale la provenienza e l’edizione contano molto più della semplice presenza del nome Chris Cornell in copertina.
Un collezionista dovrebbe inoltre diffidare di descrizioni che presentino il vinile come una “prima stampa del 1992″: il 12” commerciale risale al 2017.
Un piccolo pezzo di storia dei Soundgarden nascosto dentro Poncier
Il motivo per cui considero Poncier particolarmente importante non è soltanto la tiratura limitata.
Ascoltando i cinque brani in sequenza si può quasi seguire il percorso creativo di Cornell.
Seasons mostra il lato più introspettivo del musicista.
Spoon Man contiene invece l’idea che diventerà uno dei brani più celebri dei Soundgarden.
Flutter Girl verrà recuperata anni dopo nella sua carriera solista.
Nowhere But You troverà spazio in un’altra pubblicazione legata alla sua carriera.
E Missing dimostra quanto quelle cinque piccole registrazioni abbiano continuato a riemergere nel percorso artistico di Cornell anche molti anni dopo.
In altre parole, Poncier è molto più di una curiosità da collezionisti: è un piccolo crocevia della carriera di Chris Cornell.
Album live solista
2011 – Songbook
Album dal vivo registrato durante il tour acustico del 2011.
È un disco particolarmente importante perché Cornell ripercorre l’intera carriera in una veste completamente diversa: Soundgarden, Audioslave, Temple of the Dog e materiale solista vengono reinterpretati con arrangiamenti essenziali. Nel repertorio entrano anche “Thank You” dei Led Zeppelin e “Imagine” di John Lennon.
Non è soltanto un album dal vivo: Songbook rappresenta un passaggio fondamentale nella trasformazione di Cornell da frontman di una band a songwriter capace di reggere un’intera esibizione con voce e chitarra.
Album in studio dei Soundgarden
1988 – Ultramega OK – SST 201
1989 – Louder Than Love – A&M SP5252
1991 – Badmotorfinger – A&M 75021 5374 1
1994 – Superunknown – A&M 31454 0198 1
L’album della definitiva consacrazione internazionale dei Soundgarden. Superunknown venne pubblicato anche in diverse edizioni in vinile, comprese alcune varianti colorate.
1996 – Down on the Upside – A&M 31454 0526 1
2012 – King Animal – Universal Republic Records B0017717-01
L’ultimo album in studio dei Soundgarden pubblicato durante la vita di Cornell e il disco che segna il ritorno della band dopo una lunga separazione.
Satanoscillatemymetallicsonatas: il raro capitolo di Soundgarden legato a Badmotorfinger
Tra le pubblicazioni dei Soundgarden che un collezionista dovrebbe conoscere c’è un titolo dal nome quasi impossibile da pronunciare: Satanoscillatemymetallicsonatas, spesso abbreviato in SOMMS.
Il titolo è un palindromo e identifica un progetto molto particolare nato intorno a Badmotorfinger.
La prima pubblicazione risale al 1992, quando SOMMS venne distribuito come secondo CD all’interno dell’edizione speciale di Badmotorfinger. Il riferimento discografico è A&M 75021 5401 2 e il barcode è 075021540125.
Il punto importante per il collezionista è quindi questo: SOMMS del 1992 non è un normale EP autonomo. La sua prima forma commerciale è quella di un secondo disco allegato all’edizione speciale di Badmotorfinger.
La confezione riuniva cinque registrazioni che permettevano ai Soundgarden di mostrare un lato diverso rispetto all’album principale.
Le cinque tracce di SOMMS
1. Into the Void (Sealth)
È probabilmente il brano più importante dell’intero progetto.
I Soundgarden reinterpretano “Into the Void” dei Black Sabbath, mantenendo la musica ma sostituendo il testo con parole associate a Chief Sealth, o Chief Seattle.
Non si tratta quindi di una semplice cover: Cornell interviene direttamente sul contenuto verbale della canzone e crea una nuova interpretazione costruita sulla musica di Tony Iommi e dei Black Sabbath.
Il brano è particolarmente interessante anche dal punto di vista storico perché il celebre discorso attribuito a Chief Seattle è oggetto di una lunga controversia documentaria. L’insert della successiva edizione in vinile del 2016 ricorda esplicitamente che non esiste una trascrizione verbatim del discorso del 1854.
2. Girl U Want
Una rilettura dei Devo, altra dimostrazione della vastità dei riferimenti musicali dei Soundgarden.
3. Stray Cat Blues
Una cover dei Rolling Stones, trasformata in una versione decisamente più oscura e pesante.
4. She’s a Politician
Un brano originale dei Soundgarden che non entrò nella scaletta di Badmotorfinger. È particolarmente interessante per chi vuole seguire la produzione di Cornell al di fuori degli album ufficiali.
5. Slaves & Bulldozers (Live)
Una versione dal vivo di uno dei brani più potenti di Badmotorfinger, che chiude l’EP mostrando la dimensione live della band.
SOMMS e Chris Cornell
Per una pagina dedicata a Cornell, SOMMS non dovrebbe essere trattato soltanto come una curiosità discografica dei Soundgarden.
Le cinque tracce mostrano infatti cinque aspetti diversi del musicista.
In Into the Void (Sealth) troviamo Cornell interprete e autore di un nuovo testo.
In She’s a Politician troviamo Cornell autore di materiale originale escluso dall’album principale.
In Girl U Want e Stray Cat Blues troviamo il Cornell interprete, capace di confrontarsi con due tradizioni molto diverse.
In Slaves & Bulldozers (Live) ritroviamo invece il frontman sul palco.
È un piccolo documento della personalità musicale di Cornell proprio nel momento in cui i Soundgarden stanno per trasformarsi da importante band underground in una delle realtà rock più conosciute al mondo.
SOMMS in vinile: la prima edizione arrivò nel 2016
Ed è qui che la pubblicazione diventa particolarmente interessante per un collezionista.
SOMMS non era stato pubblicato su vinile nel 1992.
La prima edizione autonoma in vinile arrivò soltanto il 25 novembre 2016, in occasione del Black Friday Record Store Day. Il catalogo ufficiale del Record Store Day indica una tiratura mondiale di appena 3.000 copie.
L’edizione presenta queste caratteristiche:
- Formato: 12″ EP;
- Anno: 2016;
- Evento: Record Store Day – Black Friday;
- Etichetta: UMe / A&M;
- Catalogo: B0025422-11;
- Barcode: 602557069167;
- Vinile: translucent dark purple;
- Peso: 180 grammi;
- Tiratura: 3.000 copie.
La tiratura di 3.000 copie è riportata nel catalogo ufficiale del Black Friday Record Store Day 2016 e viene confermata dalle schede discografiche dell’edizione.
Ancora più interessante è il fatto che questa sia stata la prima volta in assoluto in cui SOMMS venne pubblicato autonomamente su vinile.
Come riconoscere il SOMMS in vinile del 2016
Per il collezionista, i dati più utili sono:
- Soundgarden – Satanoscillatemymetallicsonatas;
- Anno: 2016;
- RSD: Black Friday;
- Catalogo: B0025422-11;
- Barcode: 602557069167;
- Formato: 12″ EP;
- Vinile: translucent dark purple;
- Tiratura: 3.000 copie;
- Insert: presente con crediti e testo di “Into the Void (Sealth)”;
- Prima pubblicazione autonoma in vinile: sì.
Sono inoltre documentati i codici presenti nel runout dell’edizione: 5706916 BG45023-01 A1 sul lato A e 5706916 BG45023-01 B1 sul lato B.
Per un collezionista, questi dati sono molto più significativi della semplice dicitura “SOMMS purple vinyl”: permettono di identificare con maggiore sicurezza l’edizione.
Album live dei Soundgarden
2011 – Live on I-5 – A&M B0015268-01, US
Registrato durante il tour del 1996-1997, l’album documenta una delle ultime tournée dei Soundgarden prima dello scioglimento del gruppo.
Temple of the Dog
1991 – Temple of the Dog
L’unico album realizzato dal progetto nato dopo la morte di Andrew Wood, cantante dei Malfunkshun e dei Mother Love Bone e grande amico di Cornell.
L’idea iniziale era molto più piccola: Cornell aveva scritto due canzoni in memoria di Wood e pensava di registrarle insieme agli ex membri dei Mother Love Bone. Il progetto si trasformò invece in un album completo, coinvolgendo Stone Gossard, Jeff Ament, Mike McCready e Matt Cameron.
L’album è quindi importante non soltanto per il suo valore storico, ma anche perché rappresenta uno dei momenti nei quali Cornell comincia a mostrare con maggiore evidenza la propria maturazione come autore.
Audioslave
2002 – Audioslave
2005 – Out of Exile
2006 – Revelations
Gli Audioslave nascono dall’incontro tra Cornell e i tre ex membri dei Rage Against the Machine: Tom Morello, Tim Commerford e Brad Wilk.
La collaborazione è interessante anche dal punto di vista compositivo. Cornell si trova a lavorare con una sezione ritmica e un chitarrista dotati di un’identità musicale completamente diversa da quella dei Soundgarden. Il risultato è una band capace di combinare la struttura della canzone rock di Cornell con l’approccio sperimentale e fortemente ritmico di Morello.
Le colonne sonore e le collaborazioni
La discografia di Chris Cornell non si esaurisce negli album ufficiali.
Tra le registrazioni più importanti meritano una menzione:
“Seasons” – 1992, colonna sonora di Singles
“You Know My Name” – 2006, Casino Royale
“The Keeper” – 2011, Machine Gun Preacher
“Live to Rise” – 2012, The Avengers
“Misery Chain” – 2013, con Joy Williams, dalla colonna sonora di 12 Years a Slave
Cornell ebbe quindi un rapporto particolarmente significativo con il cinema. La sua attività per le colonne sonore rappresenta un’altra dimostrazione della sua disponibilità a lavorare fuori dai confini delle band e dei generi che lo avevano reso famoso.
Le pubblicazioni di Chris Cornell che vale la pena cercare in vinile
La discografia di Chris Cornell presenta una situazione particolare per il collezionista: non tutti i titoli hanno lo stesso interesse e, soprattutto, data dell’album e data della prima pubblicazione in vinile non sempre coincidono.
Per questo, quando si cerca un Cornell in vinile, è opportuno distinguere tra prime edizioni, ristampe e pubblicazioni nate molti anni dopo l’album originale.
Poncier – 2017
È probabilmente il titolo più curioso per chi vuole aggiungere alla propria collezione un oggetto realmente particolare.
La tiratura di 4.000 copie del 12″ RSD 2017, le varianti dell’edizione e soprattutto la storia legata al film Singles lo rendono uno dei pezzi più caratteristici della produzione di Cornell.
Interesse collezionistico: molto alto.
Satanoscillatemymetallicsonatas – 2016
Il secondo oggetto che cercherei è proprio SOMMS.
Qui il dato più importante è distinguere la pubblicazione speciale del 1992, associata a Badmotorfinger, dal raro 12″ del 2016.
Con sole 3.000 copie, il vinile RSD 2016 è una delle pubblicazioni più particolari dei Soundgarden e, indirettamente, della discografia di Cornell.
Interesse collezionistico: molto alto.
Temple of the Dog – 1991
È l’unico album realizzato da Temple of the Dog e occupa una posizione speciale nella storia della scena di Seattle.
Interesse collezionistico: molto alto.
Euphoria Morning / Euphoria Mourning
Il debutto solista del 1999 merita un’attenzione particolare perché la storia delle sue edizioni in vinile è più complessa di quanto suggerisca la data dell’album.
La variazione del titolo, da Euphoria Morning a Euphoria Mourning, rende inoltre particolarmente interessante il confronto tra le diverse edizioni.
Interesse collezionistico: alto, soprattutto per la corretta identificazione della versione.
Songbook – 2011
È il documento più importante per comprendere l’ultima fase artistica di Cornell.
Non è un album in studio, ma un live album acustico costruito intorno alle tournée soliste. Per un collezionista è interessante perché permette di avere su vinile un Cornell molto diverso da quello dei Soundgarden e degli Audioslave.
Interesse collezionistico: alto.
Higher Truth – 2015
L’ultimo album in studio pubblicato durante la vita di Cornell rappresenta probabilmente il punto di arrivo della sua trasformazione da frontman di una band hard rock a songwriter capace di sostenere un intero album quasi sulla voce e sulla chitarra.
Interesse collezionistico: alto.
No One Sings Like You Anymore, Vol. 1 – 2020
Pubblicato postumo, raccoglie dieci cover registrate da Cornell nel 2016.
Ha un interesse particolare per il collezionista perché appartiene alla produzione postuma dell’artista e documenta una fase nella quale Cornell aveva scelto personalmente un repertorio di brani molto eterogeneo.
Interesse collezionistico: medio-alto.
Chris Cornell – 2018
La raccolta omonima Chris Cornell, pubblicata dopo la sua morte, offre una panoramica della carriera solista attraverso brani provenienti dai diversi periodi.
Non ha lo stesso interesse storico di Poncier o SOMMS, ma può essere una scelta interessante per chi vuole avere in vinile una sintesi della produzione solista senza acquistare tutti gli album.
Interesse collezionistico: medio.
Soundgarden, Temple of the Dog e Audioslave
Naturalmente, per chi colleziona Chris Cornell, non si possono ignorare le pubblicazioni realizzate con le sue band principali.
Tra queste, alcuni titoli hanno un’importanza particolare anche per la storia del vinile:
- Soundgarden – Badmotorfinger (1991)
- Soundgarden – Superunknown (1994)
- Soundgarden – Down on the Upside (1996)
- Temple of the Dog – Temple of the Dog (1991)
- Audioslave – Audioslave (2002)
- Audioslave – Out of Exile (2005)
In particolare, Temple of the Dog occupa una posizione speciale: è l’unico album realizzato da quel progetto e documenta un momento irripetibile della scena musicale di Seattle.
Per quanto riguarda i Soundgarden, la storia delle diverse edizioni di Badmotorfinger merita invece un discorso specifico, soprattutto per chi vuole distinguere una prima stampa dalle successive ristampe.
Quale Chris Cornell cercare in vinile?
Se dovessi scegliere soltanto alcuni titoli per costruire una piccola collezione dedicata a Chris Cornell, non partirei necessariamente dagli album più famosi.
Poncier sarebbe il primo acquisto: è il pezzo più curioso e racconta una storia che un normale album solista non può raccontare.
Subito dopo metterei Satanoscillatemymetallicsonatas, soprattutto nella rara edizione vinile del 2016. Poi sceglierei Temple of the Dog, per il suo valore storico, Badmotorfinger e Superunknown per la fase Soundgarden, quindi Euphoria Morning e Higher Truth per seguire l’evoluzione di Cornell come autore.
In questo modo la collezione non racconta semplicemente i suoi dischi più celebri, ma l’evoluzione di Chris Cornell come musicista: dal giovane frontman dei Soundgarden all’autore sempre più personale degli ultimi anni.
Ed è proprio per questo che Poncier e SOMMS sono due pubblicazioni così interessanti. Il primo ci mostra un Cornell che, quasi per gioco, scopre una dimensione compositiva più intima e acustica. Il secondo fotografa invece il musicista nel pieno della sua fase Soundgarden, mentre sperimenta con cover, testi, strutture e registrazioni che rimarranno ai margini della discografia ufficiale.
Due piccoli dischi, due momenti diversi, ma entrambi fondamentali per capire quanto fosse più complesso Chris Cornell rispetto alla semplice immagine del grande cantante rock.


