Jefferson Airplane

Jefferson Airplane, la biografia.

Last Updated on 13 Luglio 2026 by Massimo M.

Se dovessimo indicare un unico gruppo capace di raccontare, dall’inizio alla fine, l’ascesa e la parabola della psichedelia di San Francisco, quel gruppo sarebbero i Jefferson Airplane. Furono loro ad aprire la strada: primi a firmare con una grande etichetta, primi ad apparire in un programma televisivo nazionale, primi a scalare le classifiche di vendita e primi a portare il suono della West Coast in tour sulla costa atlantica e in Europa. La loro storia, però, non è solo una sequenza di primati: è il racconto di una band che cambiò pelle più volte, trasformandosi da gruppo folk-rock in bandiera lisergica di un’intera generazione.

Le origini: San Francisco, estate del 1965

Jefferson Airplane

Il nucleo originario dei Jefferson Airplane si forma sulla costa occidentale degli Stati Uniti nell’estate del 1965, attorno a Marty Balin e al chitarrista folk Paul Kantner, affiancati da Signe Toly Anderson alla voce e da Jorma Kaukonen alla chitarra. Completano la line-up il batterista Jerry Peloquin e il bassista acustico Bob Harvey.

Il debutto dal vivo arriva il 13 agosto 1965 al Matrix Club di San Francisco. È solo l’inizio di un lungo valzer di formazioni: dopo pochi concerti Peloquin lascia il posto a Skip Spence, mentre Harvey viene sostituito da Jack Casady, vecchio amico di Kaukonen, poco prima della firma del contratto con la RCA nel 1966.

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Takes Off e i primi rimescolamenti

Il contratto con la RCA porta alla pubblicazione del primo album, Jefferson Airplane Takes Off: un discreto successo, ma non abbastanza da soddisfare la band, che si rimette subito in discussione. Spence lascia il posto al batterista jazz Spencer Dryden, mentre la vocalist Signe Anderson, diventata da poco madre, viene sostituita da una cantante destinata a cambiare per sempre la storia del gruppo: Grace Slick.

L’arrivo di Grace Slick e la svolta psichedelica

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Il cambio alla voce sarà il fatto più importante e condizionante di tutta la carriera degli Airplane. Grace Slick non porta in dote soltanto un timbro vocale perfetto per le atmosfere psichedeliche del gruppo, ma anche due canzoni scritte durante la sua esperienza precedente nella band The Great Society: White Rabbit e Somebody to Love, quest’ultima composta insieme al cognato Darby Slick.

Dietro White Rabbit c’è un piccolo mito nel mito: Grace Slick l’avrebbe scritta in circa mezz’ora, seduta a un vecchio pianoforte verticale rosso comprato per appena 50 dollari, a cui mancavano diversi tasti. Il brano si ispira ai romanzi di Lewis Carroll “Alice nel Paese delle Meraviglie” e “Attraverso lo specchio”, riletti alla luce della controcultura degli anni Sessanta come metafora di un viaggio lisergico, con un debito dichiarato anche verso il Boléro di Ravel e verso l’album Sketches of Spain di Miles Davis. Il testo, mai esplicito, riuscì a superare la censura radiofonica dell’epoca nonostante il chiaro riferimento alle droghe.

Un aneddoto curioso lega proprio Grace Slick alla politica americana: qualche anno più tardi, invitata alla Casa Bianca come ex compagna di college della figlia di Richard Nixon, portò con sé una dose di LSD con l’intenzione di versarla nel tè del Presidente, ma fu riconosciuta e bloccata all’ingresso da un agente dei Servizi Segreti prima di poter mettere in atto il suo piano. Un piccolo episodio che racconta bene lo spirito irriverente della cantante e di un’epoca intera.

Oltre a White Rabbit, suo fratello Darby Slick scrisse per la band , destinata a diventare un altro grande classico del gruppo.

Monterey, il Sullivan Show e la fama nazionale

La partecipazione al Monterey International Pop Festival nel giugno del 1967 porta la band alla ribalta nazionale, grazie alla diretta televisiva del festival su alcune reti americane. Gli Airplane iniziano ad apparire in show importanti come The Ed Sullivan Show, dove eseguono White Rabbit in una registrazione diventata celebre per l’uso, all’avanguardia per l’epoca, del chroma key usato per simulare uno spettacolo di luci psichedeliche.

La discografia d’oro: 1967-1969

Fino al 1970 la formazione resta stabile e la band incide cinque album che ne consolidano lo status di icona della psichedelia. Ecco i capitoli fondamentali di quella stagione.

Surrealistic Pillow (1967)

Il primo disco con Grace Slick alla voce, Surrealistic Pillow, contiene due pezzi entrati nella storia: il lisergico White Rabbit e Somebody to Love. Da segnalare anche Embryonic Journey, in cui Kaukonen si lancia in un impressionante assolo di chitarra acustica. Curiosità dietro le quinte: Jerry Garcia dei Grateful Dead venne accreditato come “consulente musicale e spirituale” durante le sessioni di registrazione. L’album arriva al sesto posto della classifica americana e diventa una delle colonne sonore della Summer of Love hippie di San Francisco: la critica lo accosta, per importanza storica, a The Piper at the Gates of Dawn dei Pink Floyd.

After Bathing at Baxter’s (1967)

After Bathing at Baxter’s conferma la piena padronanza dello stile psichedelico raggiunta dal gruppo. La copertina, ormai iconica, riporta un disegno dell’artista Ron Cobb che raffigura la sede della band trasformata in un biplano che trascina uno striscione con il titolo del disco.

Crown of Creation (1968) e Bless Its Pointed Little Head (1969)

Crown of Creation, uscito nel 1968, è un album di transizione, più strutturato del precedente, che fa da ponte verso Bless Its Pointed Little Head del 1969: un disco live che immortala le performance della band al Fillmore di San Francisco e al Fillmore East di New York.

Volunteers (1969)

Volunteers Jefferson Airplane

Volunteers è il disco politicamente più impegnato dei Jefferson Airplane. Brani come We Can Be Together, Good Shepherd e Wooden Ships – quest’ultima poi reincisa anche da Crosby, Stills & Nash – testimoniano in modo esemplare l’impegno civile della band in quegli anni.

Woodstock e il buio di Altamont

Sempre nel 1969 gli Airplane suonano al Festival di Woodstock la mattina presto, o meglio, come dice Grace Slick a inizio esibizione, in “morning maniac music”. Pochi mesi dopo, a dicembre, il gruppo prende parte al ben più tetro evento di Altamont, in California, organizzato dai Rolling Stones per chiudere il loro tour americano e replicare alle critiche sul costo eccessivo dei biglietti dei concerti precedenti. Sul palco, insieme agli Airplane, si esibiscono anche Santana, The Flying Burrito Brothers e Crosby, Stills, Nash & Young; i Grateful Dead, inizialmente annunciati, decidono invece di non suonare a causa del clima di violenza che si sta creando. Il concerto, affidato per la sicurezza agli Hells Angels, viene infatti segnato da gravissimi episodi di violenza che ne fanno uno dei momenti simbolicamente più bui della fine dell’utopia hippie.

1971: l’anno delle crisi

Il 1971 è un anno di cambiamenti pesanti. A marzo il fondatore e cantante Marty Balin lascia ufficialmente la band, dopo mesi di isolamento dagli altri membri. Nello stesso mese, Grace Slick rimane seriamente ferita in un incidente d’auto quasi mortale: il recupero richiede diversi mesi e costringe gli Airplane ad annullare gran parte dei concerti in programma.

Bark, Long John Silver e gli ultimi capitoli

Il gruppo torna in studio a fine 1971: Bark, pubblicato nel settembre di quell’anno, è il disco d’esordio della Grunt Records, l’etichetta di proprietà degli stessi Airplane. Il singolo estratto, Pretty As You Feel, nasce da una lunga jam con Carlos Santana e sarà l’ultimo singolo della band a entrare in classifica negli USA, fermandosi al numero 60.

Nel luglio del 1972 esce l’ultimo disco in studio, Long John Silver, che lascia trasparire con chiarezza lo scollamento ormai avvenuto tra i membri della band, sempre più interessati a percorsi paralleli: Grace Slick verso la carriera solista, Kaukonen verso il nuovo progetto Hot Tuna.

Il secondo album dal vivo, Thirty Seconds Over Winterland, esce nell’aprile del 1973 ed è ricordato soprattutto per la copertina, che raffigura una pioggia di tostapane volanti: un’immagine che, secondo molti, ispirò anni dopo il celebre screensaver “After Dark”. Nel 1974 arriva infine Early Flight, una raccolta di singoli, b-side e materiale inedito – tra cui Mexico e Have You Seen the Saucers – che chiude ufficialmente la discografia dei Jefferson Airplane.

L’eredità dei Jefferson Airplane

Con il loro percorso, i Jefferson Airplane hanno tracciato la mappa dell’intera stagione psichedelica californiana: dal folk-rock delle origini alla svolta lisergica con Grace Slick, dall’impegno politico di Volunteers fino alla dissoluzione naturale di inizio anni Settanta. Per approfondire ogni singolo capitolo della loro carriera, la discografia completa dei Jefferson Airplane resta il punto di partenza ideale per chi vuole riascoltare, album dopo album, la storia del rock psichedelico.