Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.
Workingman’s Dead fu pubblicato dalla Warner Bros. Records nel 1970 e segna la svolta country acustica dei Grateful dead.
Diciamo meglio, più che una svolta questo Workingman’s Dead si potrebbe definire come ritorno, visto che soprattutto Garcia veniva proprio da quel tipo di musica.
Nel 1967, insieme ai Jefferson Airplane, i Grateful Dead sono il gruppo di punta dell’estate dell’amore californiana. A differenza però del gruppo di Balin, Slick e Kaukonen, Garcia e compagni non hanno alcun interesse politico e la loro proposta musicale ha un approccio prettamente intellettuale che si manifesta nella estrema raffinatezza e complessità delle composizioni. Questo sarà un ostacolo al raggiungimento di un successo esteso oltre i limiti dello zoccolo duro dei “deadheads”, dall’altro permetterà però a loro di affrontare cambiamenti epocali lungo tre decenni, riuscendo sempre a rimanere sulla cresta dell’onda artistica.
Quindi nel 1969 i Grateful Dead iniziarono a sdoppiare la loro attività musicale. Mentre continuavano a suonare musica psichedelica brillante e si abbandonavano alle loro consuete oceaniche jam session, iniziarono contemporaneamente a creare una serie di nuove canzoni folk americane dallo stile tradizionale che sarebbero state raccolte in Workingman’s Dead.
È forse il momento chiave della loro storia musicale.
Il disco dei Grateful dead si va ad inserire in un solco tracciato perima di loro da personggi illustri come Bob Dylan con Nashville Skyline, i Byrds con Parson e, ovviamente, i padri fondatori i Buffalo Springfield. Questo dei Grateful Dead però si distingue per l’esecuzione sopraffina dei brani e per l’abilità compositiva di Garcia e Hunter. Gli otto brani del disco potrebbero essere altrettanti standard di Nashville o meglio di Bakersfield che molta più influenza ha avuto nel confronti della nascita del rock and roll.
Il titolo dell’album deriva da un commento fatto da Jerry Garcia al paroliere Robert Hunter, che si era unito alla band, circa il nuovo album che avrebbe dovuto essere, secondo lo stesso Garcia,”the Workingman’s Dead version of the band” cioè la versione operaia dei Dead.
La band si chiuse nel Pacific High Recording Studio di San Francisco per incidere l’album che fu concluso in appena nove giorni di lavorazione. Garcia disse che il sound generale dell’album, che si discostava decisamente dalla psichedelia per abbracciare la musica tradizionale americana con il country e il folk, derivò oltre che dalla partnership compositiva con Hunter, anche dall’amicizia che si era sviluppata con Crosby, Stills & Nash.
A tal proposito, alcune canzoni come Uncle John’s Band, High Time, e Cumberland Blues ricevettero un arrangiamento improntato sulle armonie vocali collettive sullo stile dei brani di Crosby, Stills, Nash & Young, che non facevano parte del repertorio tipico dei Dead.
Il primo brano, appunto Uncle John’s Band, si allinea alle armonie vocali e chitarristiche tipicamente californiane, e funge un po’ da manifesto del nuovo corso anche se, nel finale cita i Jefferson Airplane, come a voler mantenere un contatto con l’altro grande gruppo della San Francisco bay area.
Seguono brani come High Time e Black Peter all’interno dei quali si intravedere ancora la struttura dei lunghi pezzi di acid-rock, dove la voce e la chitarra di Garcia preferiscono distendersi in sonorità country folk anzichè abbandonarsi alle consuete “promenade” lisergiche dei dischi precedenti.
Dire Wolf e Cumberland Blues, ispirata a Working Man Blues di Buck Owens, sono espressioni canoniche del country più classico. Per gli aficionados dei Deads classici le atmosfere di tipo psichedelico di un tempo, si trovano nel gospel a ritmo swamp di New Speedway Boogie e nella danza voodoo di Easy Wind.
Il brano che chiude il disco, quasi a chiudere un cerchio con la iniziale Uncle John’s Band, è Casey Jones, un altro disimpegnato mix di country, vaudeville e gospel, ispirato dalla storia di un guidatore di treni morto nel riuscito tentativo di salvare i suoi passeggeri dallo schianto con un altro treno.
Alla sua uscita Workingman’s Dead ebbe ottime critiche. Rolling Stone per esempio scriveva
Workingman’s Dead is an excellent album. It’s a warming album. And most importantly, the Dead have finally produced a complete studio album. The songs stand up quite nicely right on their own merits, which are considerable.
Pur avendo ricevuto le suddette ottime critiche con questo quarto album i Grateful dead lasciarono spiazzati gran parte dei fan più affezionati, e rappresentò uno spartiacque tra il materiale pubblicato prima di allora e quanto fatto successivamente.
Paragonare questo lavoro con i precedenti sarebbe un errore in partenza, dato che si tratta proprio di generi e stili differenti tra loro.
Con il successivo American Beauty i sei californiani proseguirono sulla direzione intrapresa con Workingman’s Dead. E’ significativo notare come certe canzoni di questo album suonino ancora efficaci come un tempo, pur nella loro semplicità compositiva. Così lontane da quella primigenia forma di rock psichedelico cui i Grateful Dead ci avevano tanto bene abituati, ma sempre estremamente piacevoli da riascoltare.
List delle tracce del disco originale
Uncle John’s Band
High Time
Dire Wolf
New Speedway Boogie
Cumberland Blues
Black Peter
Easy Wind
Casey Jones
Tracce bomus pubblicate sulla ristampa del 2003
New Speedway Boogie (Alternate mix) (Garcia / Hunter)
Dire Wolf (Live) (Garcia / Hunter)
Black Peter (Live) (Garcia / Hunter)
Easy Wind (Live) (Hunter)
Cumberland Blues (Live) (Garcia / Lesh / Hunter)
Mason’s Children (Live) (Garcia / Lesh / Weir / Hunter)
Uncle John’s Band (Live) (Garcia / Hunter)
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