Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.
Il primo disco dei Velvet Underground, The Velvet Underground & Nico, è uno degli album che è stato più sottovalutato al momento della sua uscita.
Questo fatto è molto strano, a ben pensarci, visto che la band era sponsorizzata nientemeno che da Andy Wahrol a quel tempo già re della pop art con al seguito una folta corte di artisti alternativi, e che la
produzione creativa dei brani passò dalle mani di John Cale, musicista, compositore, suonatore di non si sa quanti strumenti e, diciamolo pure, geniaccio musical-sperimentatore tutt’ora attivo.
Poi, ovviamente, c’era l’opera di Lou Reed che scrisse praticamente tutti i brani.
Last but not least la partecipazione di Nico, famosa modella tedesca, fortemente voluta nel progetto da Wahrol e che, comunque, mette del suo nel processo creativo che porterà all’uscita del disco di cui stiamo parlando.
Brian Eno, che di musica se ne intende, una volta disse “soltanto cento persone acquistarono il primo disco dei Velvet Underground, ma ciascuno di quei cento oggi o e` un critico musicale o e` un musicista rock“.
I Velvet underground entrarono in studio nella primavera del 1966 e in due giorni l’album era già bello che registrato. Come a volte è accaduto e accade ancora oggi, le cose migliori sono quelle che nascono per prime senza bisogno di limature e eccessivi interventi di maquillage. Migliori si, ma a posteriori, perchè all’uscita il disco raccolse più che altro dissenso se non addirittura ostilità specie negli ambienti intellettuali di New York, tanto che la band fu , in pratica, costretta trasferirsi a Boston.
In effetti l’insieme di testi e musica assemblato dai Velvet Underground sono un pò difficili da metabolizzare, specie alla fine degli anni sessanta. I testi di Lou reed raccontano storie da bassifondi, atroci e reali e, proprio per questo, non facilmente digeribili dal pubblico ancora abituato alle musicalità pop. I Velvet Underground, di fatto,si inventarono una nuova poetica ispirata dai bassifondi metropolitani, legata all’alienazione e alla dipendenza da droga, andando a scavare nei meandri del vizio metropolitano newyorkese.
La musica stessa dei Velvet Underground è diversa da tutto il resto del panorama musicale. Distorta, ripetitiva, assolutamente “non blues, perchè ci sono già troppi gruppi che suonano il blues”, graffiante con John Cale che arrangia tutte le melodie e si ingegna a utilizzare suoni e rumori che concorrono a rendere ogni brano dell’abum unico.
Mai come in questo caso anche la copertina del disco è entrata nella storia della musica e anche nella storia dell’arte.
La cover raffigurava una banana disegnata da Andy Warhol e non compariva né il nome del gruppo né quello della casa discografica, ma solo la firma dell’artista. Nelle prime copie distribuite una scritta invitava chi la guardava a “sbucciare lentamente e vedere” (peel slowly and see); infatti togliendo un adesivo si poteva vedere una banana color rosa shocking, palese metafora di un fallo. Però, quella che poteva essere un’arma per vendere di più, si trasformò in un boomerang perchè, dato l’alto costo da sostenere per la stampa delle copertine, venne quasi subito sospesa la produzione e molte delle copie già distribuite, probabilmente per il soggetto scabroso, furono ritirate dal commercio. Una successiva ristampa abbe altri problemi legati al mancato pagamento di diritti su una foto pubblicata sul retro.
Insomma The velvet underground & Nico, oltre che una pietra miliare nella storia del rock, è anche un disco perfetto per una collezione di vinili che si rispetti. Non è però alla portata di tutti trovare il vero pezzo originale mentre le successive prime e seconde ristampe sono relativamente semplici da trovare.
Questo disco è stato più volte ristampato anche in edizioni che hanno variato il contenuto originale del vinile del 1966.
Sommario delle tracce dell’edizione originale
Lato A
Sunday Morning 2:53
I’m Waiting For The Man 4:37
Femme Fatale 2:35
Venus In Furs 5:07
Run, Run, Run 4:18
All Tomorrow’s Parties 5:55
Lato B
Heroin 7:05
There She Goes Again 2:30
I’ll Be Your Mirror 2:01
Black Angel’s Death Song 3:10
European Son To Delmore Schwartz 7:44
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