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The Times They Are a-Changin’ – Bob Dylan

Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.

The Times They Are A-Changin’, terzo album di Bob Dylan e punto di svolta della sua carriera.

 

The times are a-changing - Bob DylanSiamo nel Gennaio del 1964 quando, dopo una lavorazione di meno di tre mesi, esce il primo album di Bob Dylan interamente composto da brani scritti da lui.

The Times They Are A-Changin’ è il terzo album in studio di Bob Dylan e rappresenta un punto di svolta nella sua carriera. Se il precedente The Freewheelin’ Bob Dylan (1963) mostrava già il talento del giovane cantautore con brani iconici come *Blowin’ in the Wind*, questo disco segna un passaggio ancora più deciso verso la musica di protesta. È un album cupo, spesso malinconico, che affronta temi sociali e politici con un’urgenza poetica senza precedenti.

The Times They Are A-Changin labell disco esce a cura dell’etichetta Columbia records con numero di catalogo CS 8905 per il mercato USA e con numero di catalogo CBS SLB62251 per il mercato UK. Il singolo di The times they are a-changin’ fu invece pubblicato con numero di catalogo 1904.

 

Tematiche e Stile

Il disco è profondamente radicato nel movimento folk degli anni ’60 e nelle lotte per i diritti civili, ma è anche caratterizzato da un tono più severo e meno speranzoso rispetto ai lavori precedenti. Dylan assume il ruolo del cantore delle ingiustizie sociali, raccontando storie di emarginazione, povertà, guerra e razzismo.

Musicalmente, The Times They Are A-Changin’ è scarno ed essenziale: solo voce, chitarra e armonica. Questo minimalismo serve a dare risalto ai testi, veri protagonisti dell’album, e sottolinea l’urgenza del messaggio di Dylan.

Questo album è considerato da molta critica come un vero e proprio manifesto politico di Bob Dylan che anticipa molti dei temi che caratterizzeranno i movimenti giovanili della fine degli anni sessanta.

La title track è emblematica in questo senso infatti Dylan scrive The times they are a-changin’ immaginandola come un inno dedicato ai cambiamenti che stavano avvenendo in quel particolare momento storico.

Le canzoni di The Times They Are a-Changin’

1. **The Times They Are A-Changin’**
Il brano d’apertura è un inno generazionale, un invito al cambiamento inevitabile. Il testo è strutturato quasi come un manifesto politico, con versi rivolti ai politici, ai giornalisti e ai genitori. Il suo ritornello è diventato una delle frasi più celebri della musica folk e della cultura popolare:
*”For the times they are a-changin’.”*

2. **Ballad of Hollis Brown**
Un racconto cupo e angosciante su un contadino disperato che, sopraffatto dalla povertà, stermina la sua famiglia e si suicida. La melodia ossessiva e il testo crudo evocano una tragica realtà sociale, rendendo la canzone un potente commento sulla disperazione della classe lavoratrice.

3. **With God on Our Side**
Una riflessione sull’ipocrisia della guerra e della religione. Dylan attraversa la storia americana e mette in discussione il concetto di giustificazione divina nei conflitti. Un brano che ricorda *Blowin’ in the Wind*, ma con un tono più amaro e disilluso.

4. **One Too Many Mornings**
Una ballata malinconica e più intima, che si distacca dai temi politici per esplorare la solitudine e la fine di una relazione. La semplicità del testo e la dolcezza della melodia la rendono una delle canzoni più emozionanti dell’album.

5. **North Country Blues**
Un’altra canzone di stampo narrativo che racconta la decadenza di una comunità mineraria attraverso gli occhi di una donna abbandonata dal marito. Dylan descrive con sensibilità la crisi economica e la disperazione di chi è lasciato indietro dal progresso industriale.

6. **Only a Pawn in Their Game**
Qui Dylan affronta direttamente il razzismo negli Stati Uniti, parlando dell’assassinio dell’attivista Medgar Evers. La canzone denuncia come i bianchi poveri del Sud vengano manipolati dall’élite politica per perpetuare il sistema razzista.

7. **Boots of Spanish Leather**
Un’altra ballata personale, simile a *One Too Many Mornings*, che racconta di un amore non corrisposto e della distanza tra due amanti. Il testo poetico e la struttura narrativa la rendono una delle gemme nascoste del disco.

8. **When the Ship Comes In**
Una canzone più speranzosa e quasi epica nel suo incedere. Secondo la leggenda, Dylan la scrisse dopo essere stato trattato con sufficienza da un albergatore. Il brano descrive l’arrivo di un giorno di riscatto per gli oppressi.

9. **The Lonesome Death of Hattie Carroll**
Uno dei brani più potenti dell’album, basato su una storia vera: l’omicidio della cameriera afroamericana Hattie Carroll da parte di un uomo bianco ricco, che ricevette una condanna minima. Dylan racconta la vicenda con un tono narrativo distaccato, che rende il messaggio ancora più devastante.

10. **Restless Farewell**
Chiude il disco con una riflessione personale sulla fama, sul cambiamento e sulla vita da artista. Il brano è ispirato alla tradizione irlandese e ha un tono quasi di addio, anticipando il futuro distacco di Dylan dalla scena folk di protesta.

Accoglienza e eredità

All’epoca della sua uscita, The Times They Are A-Changin’ consolidò la reputazione di Dylan come il cantautore di riferimento della sua generazione. Le sue canzoni vennero adottate dai movimenti per i diritti civili e contro la guerra, mentre la profondità lirica dell’album influenzò innumerevoli artisti.

Tuttavia, il disco segna anche un momento di transizione: poco dopo, Dylan inizierà a staccarsi dall’immagine del cantante di protesta per esplorare nuove sonorità e tematiche più personali. Questo rende The Times They Are A-Changin’ un documento storico unico, un’istantanea di un’epoca di trasformazioni sociali raccontata con la maestria poetica di Dylan.

In conclusione possiamo dire che The Times They Are A-Changin’ è un album fondamentale nella storia della musica folk e della canzone di protesta. Non è il disco più accessibile di Dylan, né il più variegato musicalmente, ma è forse il suo lavoro più diretto e impattante a livello sociale. Ogni brano è un affresco della società americana dell’epoca, con testi che ancora oggi risultano attuali e rilevanti.

Un’opera essenziale per comprendere Bob Dylan, il folk degli anni ’60 e la musica come strumento di cambiamento.

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