Last Updated on 28 Marzo 2026 by Massimo M.
Sunfigther è il secondo disco pubblicato nel 1971 dalla allora neonata etichetta Grunt.
Siamo nel 1971, un anno molto ricco di pubblicazioni importanti, e i Jefferson Airplane hanno appena dato alle stampe la loro sesta fatica, Bark, pubblicato come primo disco — numero di catalogo FTR-100 — dalla etichetta discografica di loro proprietà, la Grunt Records. Un gesto di indipendenza artistica e commerciale che segnava un momento di svolta per la band di San Francisco.
A questo punto la coppia creativa formata da Paul Kantner e Grace Slick sente la necessità di andare oltre e pubblicare un lavoro indipendente da quello della band. Nasce così Sunfighter (Grunt FTR-002), secondo disco pubblicato dalla neonata etichetta nel 1971.
Sunfighter si ricollega direttamente al discorso intrapreso con il precedente Blows Against The Empire — il disco solista di Kantner del 1970 che era un concept album di fantascienza che narrava il viaggio cosmico di una comunità hippie su un’astronave, e che entrò nella storia come primo album musicale mai candidato a un Hugo Award, il massimo riconoscimento della comunità della fantascienza, nella categoria Best Dramatic Presentation.
Il contesto storico e artistico
Sunfighter esce in un momento preciso e irripetibile. Gli artisti che vi partecipano sono tutti ancora gravitanti attorno alla San Francisco Bay Area e a quel movimento artistico, sociale e filosofico che da essa era partito, aveva animato con ardore la fine degli anni Sessanta e i primissimi Settanta, ma che si stava inesorabilmente spegnendo. Ascoltare Sunfighter oggi significa anche ascoltare il canto del cigno di un’intera stagione culturale: l’utopia hippie che si dissolve, ma che ancora prova a credere in sé stessa.
Kantner era convinto che la musica potesse essere il veicolo di una visione cosmica e collettiva, e questo disco ne è la testimonianza più intima e personale, lontana dai riflettori della band principale.
Le collaborazioni all’interno di Sunfighter
Oltre alle melodie, il collegamento con Blows Against The Empire viene rafforzato dalla presenza alle sessioni di registrazione di un folto gruppo di amici musicisti. Tra i nomi più significativi spiccano Jerry Garcia, fondatore dei Grateful Dead, Graham Nash e David Crosby: tre figure che incarnano perfettamente lo spirito comunitario e sperimentale di quell’ambiente.
La loro partecipazione non è puramente decorativa: contribuisce a dare al disco quella texture corale e quella sensazione di opera condivisa che era nel DNA del progetto. Non un album di star, ma una conversazione musicale tra amici che condividono una visione del mondo.
La coppia Slick-Kantner
Sunfighter è tutto sommato un buon album che testimonia la grande qualità della scrittura della coppia Slick-Kantner: un lavoro molto piacevole dal punto di vista compositivo e musicale, che non delude nemmeno se confrontato al glorioso passato jeffersoniano dei due autori.
A ulteriore testimonianza di quanto questo progetto fosse amato e sentito, c’è il lavoro personale di Grace Slick che illustra interamente il booklet del vinile nella sua prima versione originale: disegni a mano, credits scritti di suo pugno, testi delle canzoni tracciati con la sua calligrafia. Un gesto che trasforma l’oggetto fisico del disco in qualcosa di più simile a un diario d’artista che a un prodotto commerciale.
La copertina dell’album ha come protagonista China, figlia di Paul e Grace, che sorge dall’oceano in simbiosi con il sole — immagine potente, quasi archetipica, che riassume bene il tono mistico e visionario dell’intero progetto. A China è dedicata anche una delle canzoni più delicate e riuscite del disco.
I brani contenuti in Sunfighter
La tracklist di Sunfighter offre una varietà di atmosfere che riflette la complessità dei suoi autori:
Silver Spoon (Slick) – 5:41 — Apre il disco con il timbro inconfondibile della voce di Grace, potente e tagliente.
Diana, Pt. 1 (Slick/Kantner) – 0:52 — Un frammento quasi onirico che introduce il tema ricorrente della figura femminile archetipica.
Sunfighter (Kantner) – 3:54 — Il brano title track, con la visione cosmica e battagliera tipica di Kantner.
Titanic (Sawyer) – 2:30 — Una delle poche composizioni non firmate dalla coppia, che spezza il ritmo con un tono più narrativo.
Look at the Wood (Slick/Kantner) – 2:10
When I Was a Boy I Watched the Wolves (Slick/Kantner) – 5:00 — Tra i brani più evocativi, con una costruzione lenta e ipnotica.
Million (Kantner) – 4:04
China (Slick) – 3:18 — La dedica alla figlia, delicata e personale.
Earth Mother (Jack Traylor) – 3:19
Diana, Pt. 2 (Slick/Kantner) – 1:02 — Chiusura del cerchio aperto nel primo frammento.
Universal Copernican Mumbles (Gleeson/Vierra/Kantner) – 2:04 — Il titolo già dice tutto: psichedelia cosmica in forma breve.
Holding Together (Slick/Kantner) – 7:42 — La suite finale, la più ambiziosa, che chiude il disco con un respiro lungo e visionario.
In conclusione
Sunfighter non è il capolavoro assoluto della carriera di Slick e Kantner, ma è un disco onesto, coraggioso e ben scritto, che merita un posto nella collezione di chiunque ami il rock psichedelico californiano e la stagione d’oro della Bay Area. È anche un documento storico prezioso: la fotografia di due artisti al massimo della loro sintonia creativa, che scelgono di parlare con voce propria in un momento in cui il mondo attorno a loro stava rapidamente cambiando.
Consulta la discografia dei Jefferson Airplane
Lascia un commento