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Slowhand -Eric Clapton

Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.

Slowhand è stato il quinto album solista pubblicato da Eric Clapton e il suo primo a scalare le classifiche dal 1974

slowhandDopo il 1974, anno nel quale vide la luce 461 Ocean Boulevard che raggiunse la prima posizione nella Billboard 200 statunitense restandoci per quattro settimane, Clapton pubblica due lavori in studio: There’s On in Every Crowd del 1975 e No Reason to Cry del 1976, nessuno dei quali però si guadagna i favori del grande pubblico. Sono due buovi dischi, con Clapton è difficile che possa andare diversamente, ma non hanno al loro interno delle hit che riescano a catturare l’attenzione di una più vasta platea.

Questo cambia nel 1977 con la pubblicazione di Slowhand che ha al suo interno dei grandi successi come Wonderful Tonight, Lay Down Sally e, sopratutto, Cocaine.

Per la produzione del disco Clapton chiama Glyn Johns il quale, saggiamente, cerca di mantenere i musicisti concentrati sul lavoro scoraggiando la tendenza alla jam session che Clapton si era spesso concesso in altre precedenti registrazioni.

Questa maggior concentrazione favorisce la realizzazione di un lavoro che pur non essendo molto diverso nei sentimenti dai precedenti tre album, si dimostra più coerente in tutto, favorendo senza dubbio il suo successo commerciale.

Il disco deve il suo titolo al soprannome di Eric Clapton, Slowhand appunto, spesso erroneamente attribuito al suo modo di suonare la chitarra ma in realtà riferito alla sua lentezza nel cambiare le corde della chitarra.

L’album si apre con il riff, ormai diventato quasi un marchio di fabbrica del chitarrista, di Cocaine. Questo brano è una cover dell’omonimo brano di J.J Cale, ed è una canzone che parla del perchè non dovresti usare la cocaina. Come spesso accade la gente sente quello che vuol sentire e, per molto tempo, Cocaine è stata interpretata in maniera completamente contraria al suo vero senso tanto che, alcune radio la esclusero dalla programmazione. La canzone addirittura fu censurata e rimossa dall’edizione argentina dell’album alla fine del 1977. Il governo militare dell’epoca considerava la canzone dannosa per i giovani perché li invitava a sballarsi. Il divieto fu revocato nel 1984.  A mio modo di vedere il senso della canzone è chiaro, ma tant’è.

Comunque, a parte le polemiche sulla droga, questa canzone è un gran pezzo ed è ancora più fantastica se ascoltata dal vivo. Nella versione su disco Clapton utilizza l’espediente molto intelligente di sovra-registrare gli assoli sugli assoli, modificando, di volta in volta, alcune note all’interno dell’assolo stesso. Il risultato è ottimo ed è anche un ottimo modo per dare il via all’album.

La seconda canzone in scaletta è un brano che non ti aspetteresti da Clapton. Wonderful Tonight, benchè impreziosita dall’armonizzazione delle voci maschile e femminile, non è un gran che. Diciamo che non decolla mai, forse soffrendo anche del contrasto con l’energia travolgente del brano precedente.

Il brano successivo, Lay Down Sally, vede di nuovo Clapton al suo meglio con un numero bluegrass che può ricordare Mark Knopfler, che è tanto bello quanto diverso. L’uso di vocals femminili in questa traccia brilla davvero, i testi sono azzeccati e si adattano perfettamente al ritmo della batteria. Clapton piazza anche qui un assolo di chitarra semplice ma efficace. Bel brano, uno dei migliori del disco.

In Next Time You See Her Clapton utilizza una chitarra acustica qui per le parti ritmiche / soliste (le parti soliste della chitarra sono quasi inesistenti in questa canzone) dialogando con la tastiera in questo caso comprimaria.

slowhand marcy levySegue quello che probabilmente è il pezzo forte dell’album, The Core. É una canzone molto bella caratterizzata dal duetto tra Clapton e Marcy Levy, cantante di supporto di lunga data e partner occasionale per la scrittura di canzoni di successo, come per esempio Lay down Sally.

The Core è anche una vetrina importante per il sassofonista Mel Collins, protagonista di una delle poche volte in cui uno strumento a fiato è presente e protagonsta in una delle canzoni di Clapton.

Le due canzoni seguenti, May You Never e Mean Old Frisco, sono due ordinarie cover, originariamente composte da John Martyn e Arthur Crudup. A chiudere c’è poi il pezzo strumentale Peaches and Diesel, in cui figura pure una ripresa del tema “sospeso” di Wonderful Tonight.

slowhand internal cover

La grafica di Slowhand venne curata dallo stesso Clapton con l’aiuto della compagna Pattie Boyd e di Dave Stewart Oltre a scegliere varie foto per l’interno, Clapton individuò chiaramente due fotografie che hanno una particolare rilevanza per lui: una foto, nella quale bacia la Boyd, e un’altra dove si vede una Ferrari 365 GT4 BB, che Clapton comprò per emulare George Harrison che una volta si era presentato a casa sua con lo stesso modello di auto. Non dimentichiamo che tra i due c’è stato uno strano rapporto di amicizia e di inimicizia dovuto anche al fatto che entrambi amarono la stessa donna, Patty Boyd appunto.

Track list

Lato A

Cocaine – 3:38 – (JJ. Cale)
Wonderful Tonight – 3:41 – (Clapton)
Lay Down Sally – 3:53 – (Clapton/Levy/Terry)
Next Time You See Her – 3:59 – (Clapton)
We’re All the Way – 2:30 – (Williams)

Lato B

The Core – 8:41 – (Clapton/Levy)
May You Never – 2:58 – (Martyn)
Mean Old Frisco – 4:37 – (Crudup)
Peaches and Diesel – 4:46 – (Clapton/Galuten)

Discografia di Eric Clapton

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