Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.
Siamo nella seconda metà degli anni settanta e, in un’Inghilterra in piena crisi economica e morale, i canoni rock consolidatisi a partire dalla fine degli anni 60 non dicevano già da tempo più niente di nuovo, specie a chi si trovava disoccupato, senza prospettive e anche senza più miti illusori come quelli musicali.
Le produzioni progressive, l’hard rock, la psichedelia, che per lungo tempo avevano caratterizzato il panorama musicale, ormai erano diventate ripetizioni autocelebrative, spesso vuote di significato. Era quindi logico che vi fosse una spinta a rifiutare questa musica e a proporre qualcosa di diverso che intercettasse e si facesse interprete del profondo disagio di quei giorni.
Questo qualcosa di diverso fu il punk rock e il disco icona di quel periodo è senz’altro Never Mind the Bollocks. Chiunque voglia tentare di comprendere il movimento punk e quello che ha rappresentato per un’intera generazione non può non ascoltare questo disco.
La band dei Sex Pistols, formata da Johnny Rotten (Johnny Lyndon), Sid Vicious, Steve Jones e Paul Cook, pubblicò il disco, con etichetta Virgin Records, il 28 ottobre 1977.
Questo sarà l’unico album ufficiale inciso in studio dai Sex Pistols. Johnny Rotten sosteneva che “essere punk vuol dire essere un fottuto figlio di puttana, uno che ha fatto del marciapiede il suo regno, un figlio maledetto di una patria giubilata dalla vergogna della Monarchia, senza avvenire e con la voglia di rompere il muso al suo caritatevole prossimo “ e nel disco tutto questo c’è e si sente.
Infatti, appena uscito, il disco ebbe grossi problemi di distribuzione perchè molti negozianti si rifiutarono di esporlo perche giudicando il titolo troppo offensivo. Inoltre i testi delle canzoni erano decisamente espliciti e, quindi, non facilmente trasmissibili dalle radio.
Comunque, nonostante questi problemi, Never mind the bollocks ebbe un grosso successo in ambito punk e non soltanto. In effetti questo disco, pur non essendo certamente il miglior disco punk prodotto, rappresenta un punto di svolta nella storia del rock che influenzerà molte generazioni di futuri musicisti.
La prima stampa dell’album uscita in Gran Bretagna (Virgin V2086) conteneva solamente undici canzoni, successivamente il gruppo cambiò idea e decise di includere anche Submission nel disco. La Virgin aveva però già stampato circa 1000 copie della versione a 11 brani, e invece che ritirarle dal mercato, le fece uscire ugualmente inserendo il brano mancante nelle stampe successive.
[amazon_link asins=’B008RBFBTY,B00JDVX44G,B00007DWOQ’ template=’ProductCarousel’ store=’mybestrevie-21′ marketplace=’IT’ link_id=’1b4b26d5-246b-11e7-ac03-1b828c146974′]
Track list
Holidays in the Sun – 3:19 (Cook/Jones/Rotten/Vicious)
Bodies – 3:01 (Cook/Jones/Rotten/Vicious)
No Feelings – 2:48 (Cook/Jones/Rotten/Matlock)
Liar – 2:39 (Cook/Jones/Rotten/Matlock)
God Save the Queen – 3:20 (Cook/Jones/Rotten/Matlock)
Problems – 4:09 (Cook/Jones/Rotten/Matlock)
Seventeen – 2:01 (Cook/Jones/Rotten/Matlock)
Anarchy in the U.K. – 3:31 (Cook/Jones/Rotten/Matlock)
Submission – 4:10 (Cook/Jones/Rotten/Matlock)
Pretty Vacant – 3:15 (Cook/Jones/Rotten/Matlock)
New York – 3:03 (Cook/Jones/Rotten/Matlock)
E.M.I. – 3:09 (Cook/Jones/Rotten/Matlock)
Lascia un commento