Progressive rock italiano

I dischi più importanti del progressive rock italiano

Last Updated on 25 Febbraio 2026 by Massimo M.

I dischi più importanti del progressive rock italiano

 

Che cos’è il progressive rock

Alla fine degli anni 60 nasce in Inghilterra un movimento musicale che sarà
chiamato progressive.

Il progressive ha come scopo quello di attuare la progressione del rock dalle sue radici blues, tipicamente americane, spostandolo verso una maggiore attenzione alla composizione musicale, alla melodia e all’armonia.

Il progressive rock o prog, che dir si voglia, ha portato all’attenzione di un vasto pubblico molte formazioni inglesi quali King Crimson, Yes, Emerson, Lake & Palmer, Gentle Giant, Genesis.

Che cosa c’entra l’Italia?

C’è un paese al mondo nel quale il progressive rock ha attecchito più che in ogni altro luogo. Questo Paese è l’Italia.

In quegli anni l’Italia infatti ha visto fiorire una vivissima scena musicale prog, con gruppi che arrivarono a guadagnarsi anche una fetta di popolarità a livello internazionale.

PfmIn particolar modo il pubblico giapponese ha amato ed ama ancora alcuni dei gruppi italiani più rappresentativi di quel periodo  come PFM, Banco del mutuo soccorso, le Orme.

Ci sono stati anche molti artisti italiani che, nella parte iniziale della loro carriera, hanno prodotto dischi prog per poi spostarsi verso altre sonorità come, per esempio, Alan Sorrenti che pubblica due dischi progressive, Aria (1972) e Come un vecchio incensiere all’alba di un villaggio deserto (1973), prima di spostarsi verso sonorità decisamente pop.

Infine vi furono anche molte band che produssero un unico album per poi sparire nel nulla, alcune della quali troverai nella lista contenuta nell’articolo che stai leggendo (Biglietto per l’inferno, Campo di Marte e altri).

Il panorama è alquanto variegato ed è abbastanza difficile riuscire a isolare i dischi più importanti del progressive rock italiano. In ogni caso comunque cerchiamo di presentare una panoramica pensata sopratutto per chi non conosce affatto o conosce poco questo genere musicale.

 

Zarathustra (1973) – Museo Rosenbach

Zarathustra È considerato da critici ed amanti del progressive uno dei dischi più rappresentativi italiani di questa corrente musicale.

Alla sua uscita fu vittima di un pesante ostracismo a causa dell’immagine della copertina, un collage in cui figurava anche un Busto di Mussolini, e per il riferimento a Nietzsche, filosofo all’epoca ancora visto come collegato all’ideologia nazista.

Commercialmente quindi fu un fiasco totale e i Museo Rosenbach non produssero nessun altro disco.

In realtà si trattò di una errata interpretazione dell’immagine e di tutto il resto, come più volte spiegato in varie interviste dai membri del gruppo che niente aveva a che fare con il fascismo.

Zarathustra musicalmente si divide tra una lunga suite omonima che occupa tutto il primo lato e tre brani, anch’essi in puro stile Prog, sul secondo lato.

Una tracklist “forte”, in grado di mantenere viva l’attenzione dell’ascoltatore e senza veri cali di tensione fino al brano finale, Dell’Eterno Ritorno.

Questo vinile è senza dubbio uno dei prodotti più rappresentativi di un’epoca.

Banco del Mutuo Soccorso (1972)

Banco del mutuo soccorso Primo disco pubblicato dal gruppo omonimo. Il Banco del mutuo soccorso è stato uno dei gruppi più rappresentativi del progressive italiano, specie all’estero dove, insieme alla PFM, è stato capace di ricevere l’apprezzamento di una bella fetta di pubblico.

Questo primo disco, destinato a diventare una pietra miliare nella nascente scena italiana del rock, già esprime quello che questa band è capace di proporre a livello musicale. Contiene brani di grande impatto e notevole lirismo dove i testi di Francesco Di Giacomo si sposano alla perfezione con le composizioni di Vittorio Nocenzi.
“R.I.P. (Requisecant In Pace)”, “Il Giardino del Mago” e “Metamorfosi” sono brani di struggente bellezza che rimarranno impressi nella mente degli appassionati

Il vinile intitolato Banco del Mutuo soccorso Salvadanaio Banco del mutuo soccorso è conosciuto anche come Salvadanaio perché la copertina dell’edizione originale i era sagomata a salvadanaio. Dalla feritoia si estraeva una striscia di cartoncino con i volti dei membri del gruppo. L’immagine sulla copertina è dell’illustratore Mimmo Mellino

Discografia Banco del mutuo soccorso

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Storia di un minuto (1972) – Premiata Forneria Marconi

Premiata_Forneria_MarconiIl primo disco della PFM, “Storia di un minuto”, è senza dubbio un capolavoro della musica prog italiana. Pubblicato nel 1972, segna l’inizio della carriera di una delle band più importanti e influenti del panorama musicale italiano. Il disco presenta una grande varietà di stili musicali, dalla musica classica al rock, dal jazz al folk, creando un suono unico e innovativo. La band dimostra una grande maestria tecnica e creativa, con i suoi membri che si alternano alla voce, alla chitarra, al basso, ai tasti e alla batteria. Le canzoni sono strutturate in modo complesso, con cambi di tempo e di tonalità che creano un’atmosfera sognante e misteriosa.
Tra i brani più famosi del disco ci sono “Impressioni di settembre”, “E’ festa” e “La carrozza di Hans”, tutti brani che nengono ancora regolarmente eseguiti dalla band durante i propri live.

In definitiva, “Storia di un minuto” è un album che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della musica italiana e che ancora oggi continua ad essere un punto di riferimento.

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Discografia Premiata Forneria Marconi 

Alphataurus (1973) – Alphataurus

alphataurusGli Alphataurus sono una band italiana prog-rock che ha ottenuto il suo primo grande successo con il loro omonimo album di debutto. Rilasciato nel 1973, “Alphataurus” è un album che ha segnato un punto di svolta nel panorama musicale italiano dell’epoca.

“Alphataurus” è caratterizzato da una varietà di stili musicali, che vanno dal rock progressivo e sinfonico al jazz fusion, creando una miscela unica e coinvolgente. I cambi di tempo e di tonalità sono gestiti con maestria, e ogni brano presenta intricate progressioni armoniche che mostrano l’abilità compositiva del gruppo.

Uno dei punti salienti dell’album è “La Mente Vola”, una traccia epica che si sviluppa in oltre 12 minuti di storytelling musicale. Questo brano mostra un’eccellente fusione tra atmosfere malinconiche e sezioni esplosive che mettono in risalto le capacità espressive e tecniche della band.

La produzione dell’album è di alta qualità, con un mix equilibrato che consente a ogni strumento di brillare e di contribuire alla creazione di un suono complesso e coinvolgente.

Sebbene “Alphataurus” non abbia raggiunto un grande successo commerciale al momento della sua uscita, è diventato un cult per gli amanti del rock progressivo e ha consolidato il ruolo degli Alphataurus nella storia della musica italiana.

 

Concerto grosso (1973) – New trolls, Luis Bacalov

Concerto Grosso dei New Trolls Dopo avere avuto un certo successo con alcule pubblicazioni su 45 giri, i New Trolls decidono nel 1971 di intraprendere strade musicali meno facili.
In quell’anno infatti la band presenta per la prima volta al Festival d’Avanguardia di Viareggio, il “Concerto Grosso“, primo tentativo Italiano veramente riuscito di fondere in un solo album musica classica e rock.
Il successo fu enorme; e non solo perchè gli esecutori erano già all’epoca famosissimi, ma in quanto l’operazione fu realmente ben curata, sia strutturalmente che negli arrangiamenti.

Pur non essendo una mossa originale al 100%, già altri avevano sperimentato una simile contaminazione, i New Trolls riuscirono ad proporla con grande professionalità e dignità stilistica.

Mente geniale dell’operazione fu il maestro Luis Bacalov a cui venne in mente di iniettare nella struttura seicentesca del “Concerto Grosso”  strumenti contemporanei quali chitarra ed organo elettrico.
Nico di Palo e soci si trasformarono così da un gruppo autonomo di autori-compositori quali erano, in un team di perfetti esecutori che si posero al servizio del grande maestro.

Il risultato fu eccellente e così esente di forzature, da far risultare “Concerto grosso” privo di qualunque astrattezza.

Il lato B del disco è invece occupato dai soli New Trolls registrati nei loro abituali momenti di improvvisazione che erano soliti portare ai concerti.

Tra classico e rock insomma i New trolls fanno un pezzo di storia della musica italiana.

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Biglietto per l’Inferno (1974) – Biglietto per l’Inferno

 

Biglietto per l'Inferno Biglietto per l’Inferno” è il primo e unico album del gruppo musicale italiano omonimo, pubblicato nel 1974.
L’album è considerato un classico del progressive rock italiano e ha contribuito a definire il genere nella scena musicale italiana degli anni ’70.

Il titolo dell’album fa riferimento alla Divina Commedia di Dante Alighieri e mostra l’influenza dell’opera letteraria sulla band. I testi delle canzoni sono profondi e intrisi di temi esistenziali, con accenti filosofici e metafisici.

Il sound dell’album è caratterizzato da una notevole varietà di strumenti musicali, tra cui chitarra, tastiere, sax, flauto e percussioni. Le composizioni sono complesse e articolate, con una grande attenzione ai dettagli e una forte presenza di improvvisazione.

Tra i brani più noti e apprezzati dell’album vi sono “Confessione”, caratterizzata da una sezione strumentale virtuosa e un cantato potente, e “Un anno e un giorno”, una lunga suite suddivisa in diverse sezioni musicali che spaziano tra il rock, il jazz e il progressive.

“Biglietto per l’Inferno” è un album che ha avuto un impatto significativo sulla scena musicale italiana e ha influenzato numerose band progressive degli anni successivi.

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Campo di Marte (1973) – Campo di Marte

Campo di Marte I fiorentini Campo di Marte furono un altro di quei gruppi che, nonostante un buon contratto discografico con una grossa etichetta estera, realizzarono un solo album per poi sparire.

Il gruppo venne formato nel 1971 dal chitarrista Enrico Rosa e dal batterista/flautista Mauro Sarti insieme al bassista italo-americano Richard Ursillo.

Il gruppo ebbe una buona attività live, suonando con diversi nomi, finché quello definitivo, Campo di Marte (da un quartiere di Firenze), venne deciso durante le registrazioni dell’LP.

I testi dell’album si riferiscono alla stupidità delle guerre, e in contrasto la copertina contiene un’illustrazione di antichi mercenari turchi che infliggono a se stessi delle ferite per dimostrare la loro forza ed il loro coraggio.

Campo di Marte è un album molto ben composto, suonato e cantato, con alcune parti orchestrali, con grande uso di flauto e corno francese. Il buon uso di chitarra e tastiere in tutto l’LP lo rendono un album essenziale in ogni collezione di prog italiano. I sette brani sono intitolati in sequenza (dal Primo tempo al Settimo tempo) come i movimenti di una composizione sinfonica.

Sfortunatamente un lungo tempo passò tra la composizione del disco e la sua registrazione e la successiva pubblicazione. Durante questo periodo, complice la pessima attività di produzione e promozione dell’etichetta, i musicisti avevano completamente perso l’interesse nel gruppo e quando uscì il disco la band non esisteva più.

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Ys (1972) – Balletto di Bronzo

Ys Balletto di Bronzo I Balletto di Bronzo, band italiana leggendaria degli anni ’70, hanno regalato al mondo del rock progressivo uno dei capolavori meno conosciuti ma più influenti: YS. Questo album, pubblicato nel 1972, è un viaggio sonoro avvincente che continua a sorprendere e affascinare gli appassionati di musica progressiva.

YS è un’opera che sfida le convenzioni musicali dell’epoca, presentando una fusione audace di rock, jazz e elementi classici. Il virtuosismo strumentale della band è evidente sin dalle prime note, con una chitarra potente e una sezione ritmica complessa che catturano l’attenzione dell’ascoltatore.

Il brano che dà il titolo all’album, “YS,” è un’epica di oltre venti minuti che trascina l’ascoltatore attraverso diverse atmosfere e cambi di tempo. Le voci inquietanti e il testo misterioso aggiungono un elemento teatrale, contribuendo a creare un’esperienza unica e coinvolgente.

Il secondo lato dell’album presenta tracce altrettanto sorprendenti, come “Introduzione” e “Secondo Incontro,” che mostrano la maestria compositiva della band e la loro abilità nell’integrare influenze varie in un unico lavoro coeso.

Anche se YS non ha ottenuto l’attenzione mainstream al momento della sua uscita, è diventato nel tempo un tesoro nascosto per gli amanti del rock progressivo. Le ristampe successive e l’interesse continuo da parte di nuove generazioni di appassionati dimostrano la duratura rilevanza di questo album.

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Palepoli (1973) – Osanna

Palepoli OsannaGli Osanna, pionieri del rock progressivo italiano, hanno lasciato un’impronta indelebile con il loro album “Palepoli,” un’opera mastodontica che continua a incantare gli amanti della musica progressiva.

“Palepoli,” pubblicato nel 1973, è un’esperienza sonora unica che fonde abilmente elementi rock, folk e progressivi. Il titolo stesso evoca un’atmosfera mistica e antica, anticipando il viaggio emozionante che l’ascoltatore sta per intraprendere.

Il cuore dell’album è costituito dalla suite “Theme One,” un’epica di oltre 22 minuti che si snoda attraverso una varietà di emozioni e stili musicali. Gli Osanna dimostrano una straordinaria versatilità, passando da momenti intensi e teatrali a sezioni più delicate e eteree. La voce suggestiva di Lino Vairetti aggiunge un elemento di mistero e spiritualità, trasportando l’ascoltatore in un viaggio attraverso il tempo e lo spazio.

Le percussioni intricate e i cambi di tempo complessi contribuiscono a creare un’atmosfera unica che caratterizza “Palepoli.” Ogni brano dell’album ha la sua identità, offrendo un’ampia gamma di emozioni e influenze, dalla tradizione musicale italiana alle sperimentazioni più avanguardistiche.

“Palepoli” è stato un’opera all’avanguardia nel panorama del rock progressivo italiano, anticipando molte delle tendenze che sarebbero emerse successivamente nel genere. Anche se forse non ha ricevuto l’attenzione globale di alcuni altri album dell’epoca, la sua influenza è duratura e continua a essere riconosciuta dagli appassionati di musica progressiva.

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Quella Vecchia Locanda (1972) – Quella Vecchia locanda

Quella Vecchia Locanda Pubblicato nel 1972, questo album ha guadagnato nel tempo uno status quasi mitico, dimostrando la forza e la bellezza della scena progressiva italiana.

L’album si apre con “Il Cieco,” una traccia coinvolgente che cattura immediatamente l’attenzione dell’ascoltatore. Le tastiere magistrali di Claudio Lattanzi si fondono con le chitarre evocative di Massimo Roselli, creando un paesaggio sonoro ricco di sfumature e emozioni. La voce penetrante di Giorgio Giorgi aggiunge un tocco di drammaticità, portando avanti il racconto di ogni brano con maestria.

La suite “Ed Ora Io Domando Tempo Al Tempo,” con i suoi oltre 14 minuti, è un viaggio attraverso atmosfere e cambiamenti musicali, testimoniando la capacità della band di creare una narrazione coinvolgente attraverso la musica. Le sezioni strumentali complesse e gli intermezzi acustici mostrano la versatilità degli artisti, che riescono a spaziare tra l’energia e la delicatezza con abilità sorprendente.

Le liriche poetiche e il tocco teatrale aggiungono uno strato di profondità all’esperienza d’ascolto.

Nonostante forse non abbia raggiunto la stessa notorietà di alcuni contemporanei, “Quella Vecchia Locanda” resta un disco fondamentale per gli amanti del rock progressivo italiano.

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Felona e Sorona (1973) – Le Orme

Felona e sorona “Felona e Sorona” è il quarto album in studio del gruppo rock Le Orme, pubblicato nel 1973. L’album è concepito come un’opera concept e rappresenta uno dei lavori più significativi della band. La trama segue le vicende di due pianeti gemelli, Felona e Sorona, e riflette tematiche legate al dualismo, alla natura umana e all’equilibrio tra forze opposte.

Le composizioni sono caratterizzate da una fusione di rock progressivo, influenze classiche e liriche poetiche. Brani come “Felona” e “Sorona” sono spesso considerati capolavori del genere, evidenziando la complessità musicale e la profondità delle tematiche trattate. L’uso di strumenti come il mellotron, il pianoforte e la chitarra acustica contribuisce a creare un’atmosfera ricca e sfaccettata.

“Felona e Sorona” è ampiamente apprezzato per la sua originalità e ha avuto un impatto duraturo nella scena della musica progressiva italiana.

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Questa lista non è sicuramente completa, mancano anche nomi illustri, ma ha l’intento di indicare a chi si avvicina per la prima volta al progressive italiano una serie di dischi imprescindibili.

Sono ben accetti nei commenti ulteriori suggerimenti.

Buon ascolto!

 

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