Led Zeppelin III volvelle

La copertina del vinile di Led Zeppelin III è uno dei packaging più originali della storia del rock

Last Updated on 26 Aprile 2026 by Massimo M.

Ci sono dischi che ascolti. E poi ci sono dischi che tieni in mano con un senso di meraviglia prima ancora di mettere il giradischi in moto. Led Zeppelin III, pubblicato nel 1970, appartiene decisamente alla seconda categoria, almeno nella sua edizione originale in vinile.

Una gatefold fuori dal comune

Led Zeppelin IIILa copertina di Led Zeppelin III non aveva nulla di convenzionale per l’epoca. Il progetto grafico fu affidato a Zacron, pseudonimo di Richard Drew, un artista multimediale britannico che Jimmy Page aveva conosciuto nel lontano 1963. Non fu una scelta casuale: Page cercava qualcuno capace di pensare oltre i confini del semplice artwork discografico, e Zacron era esattamente quella persona.
Il risultato fu una copertina che ancora oggi colpisce per la sua originalità: su sfondo bianco, una collezione apparentemente caotica di immagini collegate da un unico filo tematico, il volo. Aerei, uccelli, farfalle, mongolfiere e naturalmente l’immancabile dirigibile Zeppelin si affollano nello spazio grafico in un collage visionario che rimanda tanto al surrealismo quanto all’estetica psichedelica dei tardi anni Sessanta.

Gatefold vs copertina standard: cosa cambia

Chi non ha familiarità con il mondo del vinile potrebbe chiedersi cosa significhi esattamente “copertina gatefold”. La differenza con una copertina standard è semplice ma sostanziale.

Una copertina standard (detta anche single pocket) è quella che tutti conoscono: una custodia rigida su tre lati, aperta su un lato, dentro cui scorre il disco. Funzionale, economica, essenziale.

Una copertina gatefold si apre invece come un libro, rivelando un interno che può ospitare testi, foto, illustrazioni, inserti, o come nel caso di Led Zeppelin III, meccanismi interattivi come la volvelle. Nasce negli anni Sessanta come formato di lusso per album considerati opere d’arte a tutto tondo, e ancora oggi è sinonimo di cura editoriale e attenzione al dettaglio. Sul mercato del collezionismo, le edizioni gatefold originali valgono sistematicamente di più delle ristampe in copertina semplice.

La volvelle: quando la copertina diventa un gioco

Led Zeppelin III volvelleMa il vero coup de théâtre si nascondeva all’interno dell’apribile. Sul retro della copertina era applicato un disco rotante in carta plastificata, chiamato tecnicamente volvelle, un meccanismo con origini antichissime, usato per secoli in astronomia e cartografia, e qui reinventato in chiave rock.
La volvelle era ricoperta di immagini e fotografie dei membri della band. Facendola ruotare, le immagini scorrevano e apparivano attraverso una serie di fori praticati nella copertina stessa, creando combinazioni sempre nuove e sorprendenti. Una specie di caleidoscopio visivo, un gioco ottico che trasformava l’atto di guardare la copertina in un’esperienza interattiva, decenni prima che questa parola diventasse un mantra del digitale.

L’idea della volvelle nacque da Jimmy Page, ma il suo sviluppo fu un lavoro a quattro mani con Zacron, che già dal 1965 sperimentava con questo tipo di grafica rotatoria nei suoi progetti artistici. Il connubio tra la visione di Page e la competenza tecnica e creativa di Zacron produsse qualcosa di difficilmente classificabile: non solo una copertina, ma un oggetto d’arte interattivo.

I bozzetti ritrovati: la storia continua nel 2025

Zacron, il cui vero nome era Richard Drew, è scomparso nel 2012. Ma la sua storia con la copertina vinile di Led Zeppelin III ha avuto un capitolo inaspettato nel marzo 2025, quando la vendita dei beni della sua eredità ha portato alla luce qualcosa di straordinario.
Il collezionista Joseph Robert O’Donnell si è imbattuto in sei pagine di schizzi inediti che documentano le fasi di progettazione della copertina, compresi i disegni preparatori della volvelle e le istruzioni scritte a mano dallo stesso Zacron su come avrebbe dovuto funzionare il meccanismo rotante. 

Ma c’è di più. Tra i materiali emersi figura anche un disegno incorniciato identificato come bozza di lavoro per un progetto di libro rotante del 1966, realizzato da Zacron quando era ancora studente al Royal College of Art, un progetto chiamato “One Line and A Box”, che contiene già gli stessi temi della copertina del 1970: la ruota girevole, i finestrini ritagliati, le immagini sovrapposte. La volvelle di Led Zeppelin III, insomma, non nacque dall’improvvisazione: aveva radici in anni di ricerca e sperimentazione visiva.
I bozzetti sono stati acquistati dal collezionista Brian Knapp, consulente archivistico del documentario Becoming Led Zeppelin, che ha dichiarato di sperare di poterli esporre pubblicamente in futuro. Un piccolo tesoro di storia del design musicale, rimasto nascosto per decenni in una vendita di eredità.

I simboli nascosti e l’umorismo dimenticato

Ovviamente, come tutto ciò che riguarda i Led Zeppelin di quell’era, la copertina è disseminata di riferimenti simbolici, rimandi esoterici e connessioni più o meno oscure che i fan hanno analizzato per decenni. Ma c’è un aspetto che spesso viene trascurato, e che l’artwork di Led Zeppelin III restituisce con grande immediatezza: il lato ludico della band.
I Led Zeppelin non erano solo mistero e potenza sonora. C’era anche ironia, leggerezza, un senso del gioco che raramente emergeva nelle interviste o nelle cronache rock dell’epoca. Girare quella ruota, vedere le immagini scorrere e combinarsi in modi imprevisti, ridere delle accidentali giustapposizioni — era esattamente questo. Prima di tutto, era divertente.

Perché questa copertina è ancora rilevante oggi

In un’epoca in cui la musica è per lo più un file invisibile su un server, l’edizione originale in vinile di Led Zeppelin III ricorda perché il formato fisico abbia ancora un’anima che lo streaming non potrà mai replicare. Quella volvelle è un’esperienza tattile e visiva che nessun display può restituire.
Acquistare o trovare una copia originale in buono stato è oggi un piccolo evento da collezionisti. Ma anche le ristampe di qualità, che rispettano il packaging originale, rendono giustizia a un progetto che fu coraggioso nel 1970 e rimane iconico oggi.
Se non l’avete mai tenuto in mano, cercatelo. Non solo per la musica, che è ovviamente straordinaria, ma per il piacere puro di girare quella ruota e chiedervi come abbiano fatto, mezzo secolo fa, a inventare qualcosa di così semplicemente geniale.

Vedi la discografica completa dei Led Zeppelin

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