Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.
Aoxomoxoa è il terzo album dei Grateful Dead, pubblicato nel 1969 ed è ritenuto uno degli album più riusciti della band californiana.
Aoxomoxoa si può considerare come un ponte che collega la produzione psichedelica e sperimentale generata dai
Grateful dead fino ad allora con la produzione folk-rock che la band adotterà negli anni a venire.
Aoxomoxoa è stato registrato infatti proprio quando la band stava procedendo alla transizione dalla musica psichedelica e blues, il sound più tipico della San Francisco bay area della fine degli anni sessanta, verso una musicalità decisamente più folk.
Probabilmente anche a causa di questa mescolanza stilistica l’album è da sempre il favorito tra i Deadheads, i fan più fedeli della band di Jerry Garcia, includendo alcuni brani che sono diventati dei classici da concerto come Saint Stephen, China Cat Sunflower e Cosmic Charlie.
Aoxomoxoa viene pubblicato quindi nel Giugno del 1969 dall’etichetta Warner Bros.-Seven Arts con numero di catalogo WS 1790 e, anche se nel 1997 è stato certificato disco d’oro, alla sua uscita fu un insuccesso commerciale. Questo insuccesso portò la produzione a remixare completamente l’album nel 1971 cancellando del tutto la registrazione del 1969.
La copertina di questo vinile è una delle più interessanti del periodo tanto che la rivista Rolling Stone le ha assegnato l’ottavo posto nella classifica delle 100 migliori copertine di tutti i tempi.
La cover fu reallizzata da un celebre artista dell’epoca, Rick Griffin, ed è interamente composta da elementi dal doppio significato. Il teschio centrale dalla forma decisamente fallica, i funghetti che alludono all’uso degli allucinogeni, il titolo stesso del disco che è un palindromo dal significato oscuro e anche il nome del gruppo scritto in grande sulla parte alta della cover. Per quest’ultimo Griffin riesce a realizzare un ambigramma, infatti se si guarda la scritta in maniera veloce il nome del gruppo è
abbastanza palese, ma se si cerca di decifrare meglio andando a leggere lettera per lettera non ci si raccapezza più in mezzo a quell’incastro lettere scritte da Griffin imitando i caratteri in stile di miniature inglesi.
Il risultato finale quindi è appunto un lisergico ambigramma, Grateful Dead diventa We ate the acid.
Nel 2003 è stata pubblicata, su CD, una nuova versione del disco basata sul remix del 1971 e con alcune tracce bonus registrate live.
Track list edizione originale del 1969
Lato 1
St. Stephen 4:26
Dupree’s Diamond Blues 3:32
Rosemary 1:58
Doin’ That Rag 4:41
Mountains of the Moon 4:02
Lato 2
China Cat Sunflower 3:40
What’s Become of the Baby 8:12
Cosmic Charlie 5:29
Lista brani aggiunti nell’edizione del 2003
Clementine Jam 10:46 – Registrazione live Pacific Recording Studio, San Mateo, California Agosto 1968
Nobody’s Spoonful Jam – 10:04 – Registrazione live Pacific Recording Studio, San Mateo, California Agosto 1968
The Eleven Jam – 15:00 – Registrazione live Pacific Recording Studio, San Mateo, California Agosto 1968
Cosmic Charlie – 6:47 – Registrazione live al Avalon ballroom di San Francisco , Gennaio 1969

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