Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.
Con 2112 i Rush pubblicano nel 1976 il loro quarto album.
Utilizzando le parole di Alex Lifeson, “2112 è il primo album dei Rush che suona come un album dei Rush.”
2112 è anche, sopratutto, il frutto di una decisa presa di posizione della band. L’etichetta dei Rush, infatti, non voleva che questi componessero un altro concept album. La band invece decise di ignorare questa imposizione e di continuare a registrare quello che sarebbe diventato il loro primo grande successo commerciale.
Inoltre non bisogna dimenticare che siamo nel 1976 e il movimento punk stava invadendo il mondo. Il mercato musicale si stava adattando a questa novità, guardando con diffidenza a tutto ciò che poteva suonare estraneo alle nuove tendenze musicali.
Diventa quindi ancor più significativo pensare che nello stesso anno i Rush, con alle spalle già tre album pubblicati, potesse spingersi a produrre il disco più strettamente progressive della sua carriera e uscirne più che indenne.
Per i fan dei Rush e del loro genere 2112 rappresenta lo zenith compositivo della band, anche se molti si riferiscono solo alla titletrack e non all’intero album. In ogni caso anche per gli ascoltatori più critici 2112 è un caposaldo del prog rock, caratterizzato anche da un songwriting ispiratissimo.
La suite 2112
Il lato A del vinile è una suite lunga più di 20 minuti e suddvisa in sette movimenti distinti e ben caratterizzati. I testi e la musica seguono un concept ben preciso. La storia, ispirata alla novella Anthem di Ayn Rand, narra le vicende di un uomo in un futuro distopico in cui il mondo è stato in guerra e l’intrattenimento è stato bandito che scopre una vecchia chitarra elettrica. La chitarra diventa lo strumento per combattere l’establishment, rappresentato da una casta di preti che controllano tutto attaverso l’uso dei computers, e per portare luce e gioia nel mondo.
L’Overture è strumentale ed ha tutti gli elementi tipici di un’opera rock. L’uso del sintetizzatore ben introduce a una dimensione futuribile della narrazione. La chitarra che segue si lancia in una cavalcata hard rock che richiama temi “eroici” serve anch’essa ad introdurre le vicende del protagonista della storia.
La parte cantata comincia con la seconda parte, The Temples of Syrinx. Nell’anno 2112 le arti, le scienze, la letteratura degli abitanti della Federazione Solare sono controllate dai computer governati dai preti del Tempio di Syrinx. Questo è uno dei brani più amati dagli estimatori dei Rush, per le sue ritmiche infuocate, per l’incedere della chitarra dal riff metallico e, soprattutto, per la splendida interpretazione vocale di Lee, i cui acuti ben descrivono il clima della società oppressiva in cui vive il protagonista della storia.
Nel terzo movimento, Discovery, siamo al punto di svolta della narrazione. E’ infatti a questo punto che un uomo, obbligato dal sistema imperante a condurre una vita anonima e monotona, trova in una grotta un oggetto per lui sconosciuto e cioè una chitarra, riscoprendo così l’arte perduta della musica.
Quarta parte, Presentation. Dimostrando un’ingenuità preoccupante l’uomo porta la chitarra al tempio per mostrarne la bellezza e le proprietà ai preti i quali, ovviamente, sbattono fuori in malo modo il nostro eroe e distruggono lo strumento. L’uomo, sconfortato, torna alla grotta in cui aveva trovato la chitarra.
Oracle: The Dream. Nella quinta sezione si racconta del nostro uomo che si ritrova in una condizione a metà strada tra il sogno e la visione. Un oracolo gli mostra il mondo come era prima che sorgesse la Federazione, una società dove la creatività e l’individualità fiorivano, con grandi opere di bellezza create sotto la guida dello “spirito puro dell’uomo”. Dopo questa visione egli comprende chiaramente che senza queste cose, la vita è una cosa priva di significato.
Arriviamo così al sesto movimento, intitolato Soliloquy. Il protagonista ritorna nella grotta e riflette per giorni sulla sua condizione e su quello che ha visto durante il sogno. Immagina come potrebbe essere la mia vita in un mondo come quello che ha visto, considerando inevitabilmente la vita sotto la Federazione dei preti fredda e vuota. Alla fine delle sue elucubrazioni decide che per passare nel mondo dei suoi sogni e conoscere finalmente la pace deve togliersi la vita, e così avviene.
Il settimo ed ultimo movimento, Grand finale, è un brano strumentale hard rock sullo stile dell’Overture che, avendo un piglio decismente battagliero, fa immaginare un cruento finale della vicenda con i preti che vengono spodestati ed un nuovo ordine che si instaura. Questa tesi viene rafforzata dalla frase ripetuta tre volte alla fine del disco “Attention all planets of The Solar Federation, We have assumed control” che fa pensare che nelle intenzioni dell’autore la vicenda si concludesse proprio con la perdita di potere da parte dei preti e la nascita di un nuovo ordine guidato dauna nuova entità, che però resta ignota.
Questa è la tesi che fu sposata anche dagli autori, Tom e Terri Hodges, del fumetto pubblicato a corredo della versione di 2112 pubblicata in occasione del quarantesimo anniversario dalla sua prima uscita.
Di questo fumetto esiste anche una versione disponibile on line sincronizzata con la musica. Eccolo qua
La seconda facciata di 2112
Contiene 5 brani scritti dai Rush in maniera un po più tradizionale, se mi passate il termine.
La track list si apre con A Passage to Bangkok, brano nel quale Neil Peart, noto giramondo, racconta, in maniera ironica, del turismo esotico, molto di moda all’epoca, verso terre ammantate di magia, antico sapere e di droghe.
Si tratta di una traccia che è un autentico gioiellino di pop rock, ineccepibile da molti punti di vista.
The Twilight Zone, è il titolo del secondo brano che omaggia una delle serie più importanti della storia della televisione: The Twilight Zone del geniale Rod Serling. E’ l’ultimo brano realizzato nelle sessioni di registrazione dell’album e quello che, abbastanza inspiegabilmente, fu utilizzato come singolo promozionale. Dico inspiegabilmente perchè questa canzone fu composta abbastanza frettolosamente e non dovette nemmeno essere troppo apprezzata dalla band visto che fu raramente eseguita dal vivo e non fu inclusa in nessuna delle raccolte ufficiali dal gruppo.
Il terzo brano, Lessons, fu pubblicata come lato B del singolo estratto. E’ una tipica canzone soft hard in cui le strofe sorrette dalla chitarra acustica si alternano alle esplosioni elettriche della band, sorretto da una trascinante melodia: alcuni paragonano il brano a certi pezzi degli Zeppelin dai quali però i Rush, pur condividendo la base hard rock, si discostano proprio per il modo di intendere la composizione musicale.
Tears si lega idealmente con il brano precedente con una rara, per i Rush, canzone d’amore. Un lavoro dignitoso ma che non lascia molte tracce di se.
Something for Nothing è la traccia che conclude il disco. E’ un brano di buona qualità, uno dei migliori dei Rush per quanto riguarda le canzoni di breve durata. E’ caratterizzato da un testo ancora una volta molto ispirato nel quale l’ascoltarore è esortato ad impadronirsi del proprio destino e non farsi dominare da nessuno. La musica sottilinea bene il testo con riff di chitarra estremamente puliti, accompagnati da basso e voce di alto livello e una batteria guida l’ensemble in una cavalcata sonora che risulta emblematica del suono Rush.
Il 18 Dicembre del 2012 è stato pubblicata in una versione aggiornata celebrativa del 40° aniversario dalla prima pubblicazione composta da tre lp da 200 gr. contenenti, fra l’altro, rari outtakes dal vivo dagli spettacoli di Massey Hall registrati nel 1976, materiale aggiuntivo inedito come alcune tracce eseguite con la partecipazione di Dave Grohl, Taylor Hawkins, Nick Raskulinecz, Alice in Chains. Questa versione speciale conteneva anche un tappetino per giradischi Starman.
Tracklist:
1. 2112
I: Overture
II: The Temples Of Syrinx
III. Discovery
IV. Presentation
V. Oracle : The Dream
VI. Soliloquy
VII. Grand Finale
2. A Passage to Bangkok
3. The Twilight Zone
4. Lessons
5. Tears
6. Something for Nothing
La tracklist di “2112 40th”:
2112 (20:38)
A1 – Overture 4:33
A2 – The Temples Of Syrinx 2:12
A3 – Discovery 3:29
A4 – Presentation 3:42
A5 – Oracle: The Dream 2:00
A6 – Soliloquy 2:21
A7 – Grand Finale 2:14
B1 –Rush A Passage to Bangkok 3:35
B2 –Rush The Twilight Zone 3:19
B3 –Rush Lessons 3:52
B4 –Rush Tears 3:34
B5 –Rush Something For Nothing 4:02
Bonus Tracks
C1 –Neil Peart Solar Federation 0:18
C2 –Dave Grohl, Taylor Hawkins, Nick Raskulinecz Overture 3:55
C3 –Billy Talent A Passage to Bangkok 3:30
C4 –Steven Wilson The Twilight Zone 4:18
C5 –Alice In Chains Tears 4:20
C6 –Jacob Moon Something For Nothing 3:53
D1 –Rush “2112” – Live at Massey Hall 1976 Outtake 15:48
E1 –Rush Something For Nothing 4:07
E2 –Rush The Twilight Zone 3:57
E3 –Rush 2112 1976 Radio Ad 1:01
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