Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.
In un articolo pubblicato su Rolling Stone gli Steely Dan furono definiti “gli antieroi musicali perfetti per gli anni Settanta”, probabilmente a ragione visto il particolare stile musicale di questa band che, certamente, li rese un “caso a parte” nel variegato panorama rock degli anni settanta.

Gli Steely Dan, formatisi attorno al duo Donald Fagen e Walter Becker, caratterizzarono sempre la loro musica attraverso molteplici influenze, prima di tutto jazz, ma anche rock, pop, country, soul, blues, funk bilanciate fra di loro in modo perfetto. Fagen e Becker sono sopratutto due perfezionisti della musica e questa loro caratteristica identificherà ogni loro lavoro musicale. Nel 1974, quando esce Pretzel logic, ci si trova davanti ad un disco che riassume perfettamente le caratteristiche peculiari, tanto che ognuna delle canzoni di questo vinile diverrà un classico del loro repertorio. Esemplare in questo senso è il brano Rikki Don’t Lose That Number,

singolo estratto dall’album (ABC Records – ABC-11439), che è un brano con una introduzione fusion che poi scivola verso sonorità rock melodiche. Rikki don’t lose that number fu il singolo più venduto dell’intera produzione degli Steely Dan avendo raggiunto la quarta posizione nella Billborad hot 100 nell’estate del 1974. Il titolo e la storia narrata in questa canzone sembrerebbero essere ispirati alla realtà anche se Fagen non ha mai confermato i fatti. Nel numero 24 di Entertainment Weekly del marzo 2006 , in un articolo intitolato “Back to Annandale”, è stato rivelato che Rikki Ducornet, nota scrittrice americana, probabilmente è stata l’ispirazione per questa canzone, evidente a causa dell’ amicizia che la legava a Donald Fagen durante la frequentazione del Bard College.La Ducornet all’epoca era incinta e sposata , ma ha ricordato che Fagen le diede il suo numero di telefono a una festa del college e ha sostenuto la sua convinzione di essere il soggetto della canzone.
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