Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.
Goo è il sesto album prodotto dai Sonic Youth ma è il primo pubblicato da una Major, la Geffen Records.
Dopo la precedente pubblicazione di Daydream nation, album controverso anche se, per certi versi, rivoluzionario, con Goo i Sonic Youth consolidano la loro idea di musica alleggerendola dalla troppa sperimentazione presente nei precedenti lavori.
Il suono si fa più robusto, anticipando sonorità tipicamente grunge, a dimostrazione di come Moore, fondatore della band e suo chitarrista, e il resto della band sapessero molto bene cosa stava emergendo a Seattle in quegli anni. Siamo infatti nel 1990 e e di li a poco sarebbero stati pubblicati i capisaldi della musica grunge come Nevermind dei Nirvana, Ten dei Pearl Jam e Badmotorfinger dei Soundgarden.
Nonostante questa consapevolezza Goo non è un disco interamente compiuto anzi contiene alcuni brani decisamente deboli affiancati, però, a brani di forte impatto.
I lavori più interessanti sono quelli che mantengono le atmosfere psichedeliche tipiche del disco precedente, come per esempio Tunic (Song For Karen), magistralmente interpretata da Kim Gordon che sa passare dal cantato al recitato senza evidenti difficoltà, Cinderella’s Big Score e Titanium Expos, espressione della psichedelia più acida.
Nonostante questa sua eterogenea composizione alla sua uscita, nel 1990, Goo ricevette comunque delle ottime recensioni da parte della critica . Anche dal punto di vista commerciale il disco fu un buon successo arrivando a vendere 0ltre 200.000 copie. Grazie a questo risultato di vendita questo disco divenne l’album più venduto della produzione della band piazzandosi alla posizione 96 della Billboard 200.
Anche il singolo estratto , Kool thing, ebbe un buon successo, specialmente grazie alla sponsorizzazione di Chuck D dei Public Enemy’s.
Il titolo che nel 1989 i Sonic Youth avevano immaginato per il nuovo album era Blowjob. Lee Ranaldo ha affermato che il gruppo aveva scelto quel titolo dopo aver visto un’opera di Raymond Pettibon raffigurante una caricatura di Joan Crawford che metteva in mostra le labbra. Un secondo motivo fu anche quello di voler provocare i discografici della Geffen Records, etichetta major a loro nuova. Chiaramente l’etichetta non prese neanche in considerazione la possibilità di pubblicare un disco con titolo del genere e quindi il titolo venne cambiato in Goo.
Il nome proviene dal sesto brano traccia My Friend Goo.
Raymond Pettybon dei Black Flag si occupò della realizzazione della copertina che non poteva assolutamente essere banale. Per la realizzazione dell’immagine principale si ispirò a una foto scattata nel 1966 a Maureen Hindley con il marito David Smith mentre guidano per andare a testimoniare contro la sorella Myra Hindley e Ian Brady, implicati nei cosiddetti “moors murders”. A destra rispetto ai personaggi Pettibon aggiunge la frase: «I stole my sister’s boyfriend. It was all whirlwind, heat and flash. Within a week we killed my parents and hit the road.»
Sul retro un’altra illustrazione con lo stesso stile rappresenta invece una donna mentre pulisce con un fazzoletto il viso di un uomo rassicurandolo dicendo: «Nothing…Lipstick, and a little blood» .
In alto a destra, sopra la tracklist, è presente il logo di Goo in verde accompagnato da un’impronta di labbra truccate con il rossetto. In basso a destra, invece, vi è un piccolo disegno che invita a distruggere il Parents Music Resource Center.
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Track list
Dirty Boots 5:24
Tunic (Song For Karen) 6:17
Mary-Christ 3:08
Kool Thing 4:04
Mote 7:36
My Friend Goo 2:18
Disappearer 5:08
Mildred Pierce 2:12
Cinderella’s Big Score 5:50
Scooter + Jinx 1:00
Titanium Exposé 6:26
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