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Ars longa vita brevis – The Nice

Last Updated on 27 Gennaio 2026 by Massimo M.

Ars Longa Vita Brevis è il secondo disco dei The Nice. Uscì nei negozi nel Novembre del 1968, regalando alla pleatea inglese una summa degli ingredienti all’epoca più graditi cioè pop sinfonico, musica classica e psichedelia.

Ars Longa Vita Brevis non è il miglior disco dei Nice, ma è indubbiamente il più esemplificativo del passaggio tra la psichedelia del disco d’esordio, The Thoughts of Emerlist Devjack, ed il progressive decisamente più ispirato di The Nice.

ars longa vita brevisAlla fine degli anni sessanta c’erano tre bands che sapevano combinare con gusto rock e musica classica. Queste band erano i Procol Harum, i Moody Blues e i The Nice. Di questo trio la band di Keith Emerson fu quella che volle osare di più.

A differenza dei Procol harum e dei Moody blues, che accostavano rock e classica ma in maniera quasi innocua, i Nice concepirono soluzioni musicali estreme, sebbene mai eccessivamente ridondanti, come fu invece per i successivi Elp.

Un anno dopo il loro esordio, la partenza di David O’List durante le registrazioni di Ars Longa Vita Brevis, cambiò drasticamente il suono dei Nice, lasciando Keith Emerson senza nessuno con cui dialogare in musica, fino ad egemonizzare molte delle tracce di questo disco. Anche se la band inizialmente intendeva reclutare un chitarrista sostitutivo, fu reclutato Steve Howe, i Nice decisero di continuare la propria carriera come trio. Questa scelta condizionò pesantemente la produzione artistica del gruppo e consolidò la leadership di Keith Emerson, la cui ambizione classica scardinò i già barcollanti equilibri psichedelici del gruppo. Con la rinuncia lla chitarra la band si indirizza quasi completamente verso la musica colta, attingendo copiosamente al repertorio degli artisti classici.

 

Da questa presa di posizione emerge una delle opere più innovative dell’epoca, sicuramente fondamentale nell’evoluzione che caratterizzerà la musica anglossassone del decennio successivo. Un vero è proprio disco che fa da spartiacque tra il tardo beat degli anni sessanta e l’inizio di un vera nuova era del suono.

Con una curiosa copertina ai raggi X ed il titolo che riprende, adattandolo, l’aforisma di Ippocrate, Ars Longa Vita Brevis uscì nei negozi nel novembre del 1968.

I brani contenuti nel disco alternano quindi elementi di psichedelia, ultime tracce delle ispirazioni originali del gruppo, sapientemente innestata in ambiti pop (“Daddy Where Did I Come From”, “Little Arabella”, “Happy Freuds”) e rock sinfonico.

Per la parte del repertorio riferita alla musica classica appaiono particolarmente significativi la rivisitazione dell’opera di Sibelius, Karelia Suite, e l’intero lato 2 dell’album, costituito da una suite di 20 minuti che dà il titolo all’album. Entrambe le composizioni sono la genuina testimonianza della raffinata e brillante capacità artistica di Keith Emerson, perfettamente a suo agio sia nei contesti classici, sia nelle complesse strutture del jazz d’oltre oceano. La grande miscela di conatminazioni classiche e vibrazioni rock prefigura in molti modi la direzione che Emerson avrebbe seguito, qualche anno dopo e con maggiore efficacia, con Greg Lake e Carl Palmer.

Va da sé che, con la presenza nella band di Emerson che era davvero quattro spanne sopra gli altri membri, il bassista e il batterista si trovarono ad essere relegati ad interpretare la parte di onesti comprimari, ruolo al quale, loro malgrado, non riusciranno a sottrarsi neanche in tempi successivi. Infatti dopo che i Nice saranno distrutti dalla partenza di Emerson che andrà a formare gli Emerson, Lake & Palmer, riproveranno nel 1974 a dare vita ad un nuovo trio, Refugee, con un altro grande pianista, Patrick Moraz. Patiranno lo stesso trattamento, venendo abbandonati da quest’ultimo che li preferirà ai più famosi Yes.

Ars Longa Vita Brevis è un disco meno celebre e meno celebrato di altri coevi ma, in realtà, è un album fondamentale, specialmente per il nascente movimento progressive, da ascoltare e da avere senz’altro nella nostra collezione.

Tracce contenute nella versione originale del 1968

1. Daddy Where Did I Come From? (3:43)
2. Little Arabella (4:17)
3. Happy Freuds (3:27)
4. Intermezzo from the Karelia Suite (8:57)
5. Don Edito El Gruva (0:13)
6. Ars Vita Longa Brevis – Sinfonia per gruppo e orchestra (18:20)
– a) Prelude
– b) 1st Movement: Awakenings
– c) 2nd Movement: Realisation
– d) 3rd Movement: Acceptance “Brandenburger”
– e) 4th Movement: Denial
– f) Coda – Extension To The Big Note

Tracce bonus contenute nella versione del 1973 edita dalla Columbia

America (Stephen Sondheim and Leonard Bernstein)
2nd Amendment (Davison, Jackson)[6]

Tracce bonus aggiunte nella versione rimasterizzata del 1998

Brandenburger (Mono single mix)
Happy Freuds (Mono single mix)

Traccia bonus aggiunta alla versione ri-pubblicata nel 2005

Happy Freuds – 3:27

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